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Giovedì, 22 Febbraio 2024
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Le tre speranze del campo profughi in Libano

Si chiamano Riyadh, Ahmed e Khalid: sono tre gemellini nati da profughi siriani nel campo della valle della Bekaa, ricoperto in questi mesi di neve. La madre è morta durante il parto ma la loro nascita è una speranza per il futuro di tutta la loro comunità

"Come si fa a distinguerli?" chiede Warda Al-Jawahiry, dell'Unhcr, alla neo-nonna che risponde "lo so e basta". E' difficile distinguere Riyadh, Ahmed e Khalid ma dopotutto è normale: sono tre gemellini e sono nati da genitori rifugiati siriani il giorno di Capodanno. Piccoli e fragili, i primi giorni di vita li hanno passati in Libano, nel campo dove vive la loro famiglia e dove una coltre di neve bianca ha riempito le baracche

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Nella valle della Bekaa, in Libano, la tempesta di neve non ha dato tregua alla popolazione. Anche la casa dei gemellini è circondata da neve e piena di gente. Warda Al-Jawahiry arriva lì e si stupisce di quello che trova:

La loro tenda, quando ho finalmente trovo, è piena di gente. Riceviamo un caloroso benvenuto, ma l'umore è cupo. La gioia per l'arrivo di una nuova vita nella famiglia è mescolata al dolore

Il nome della madre è Amal e significa "speranza": dopo il parto ha riportato gravi emorraggie e i medici non sono riusciti a salvarle la vita. Saleh, 31 anni e padre dei piccoli, la ricorda con amore:

Mia moglie era stupenda, era la mia regina. Quando l'ho vista la prima volta me ne sono subito innamorato. Sono stato fortunato, perché per lei è stato lo stesso.


I tre gemellini hanno già tre fratelli maggiori e anche una nonna che si prende cura di loro. La madre di Saleh ha allevato e cresicuto ben 12 bambini e nonostante l'età è pronta ad affrontare la sfida dei tre piccoli. Nonostante la tempesta di neve i gemellini sono circondati dall'affetto e dal calore di un'intera comunità che vede in loro un futuro e una speranza

Le tre speranze del campo profughi in Libano | Foto di Andrew McConnell - UNHCR

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