Domenica, 29 Novembre 2020
Stati Uniti d'America

"Trump glorificava il plasma ma si cura con gli anticorpi. Facile fare i populisti con il virus degli altri"

E' la riflessione di Roberto Burioni. Il virologo ripropone la nota diffusa ieri dalla Casa Bianca, contenente le informazioni relative alle terapie che vengono somministrate al presidente degli Stati Uniti, positivo al coronavirus e ricoverato al Walter Reed Medical Center

"Il Presidente Trump (al quale auguro pronta guarigione) ha sempre glorificato il plasma iperimmune come cura miracolosa contro Covid-19, con annunci trionfali alla convention repubblicana. Però ora che si è ammalato non si fa curare con il plasma iperimmune, ma con un cocktail di anticorpi monoclonali. Facile fare i populisti con il virus degli altri". Lo scrive su Facebook il virologo Roberto Burioni.

Remdesivir e anticorpi: come si cura Donald Trump

Donald Trump è stato ricoverato al Walter Reed Medical Center e ieri la Casa Bianca ha fatto sapere che sarebbe stato sottoposto ad un trattamento sperimentale giudicato molto promettente a base di un cocktail di anticorpi policlonali e antivirali sviluppato da Regeneron. Ma stamattina il medico personale del presidente americano Sean Conley ha fatto sapere che Trump ha assunto una prima dose di remdesivir, il farmaco anti-Covid di cui sia gli Stati Uniti che l'Unione Europea hanno fatto incetta nei mesi scorsi.

Conley ha spiegato in una nota di aver "raccomandato" il trasferimento del tycoon in ospedale per "un ulteriore monitoraggio" dopo consultazioni con gli specialisti del Walter Reed e della Johns Hopkins University. Trump, fa sapere Conley, "non ha bisogno di ossigeno", ma si è deciso di "iniziare la terapia con il Remdesivir". "Ha assunto la prima dose - conclude - e sta riposando bene". "Sta andando bene, credo. Grazie a tutti. Love!!!", ha twittato Trump.

Il tycoon, quando manca un mese esatto alle elezioni presidenziali del 3 novembre, ha lasciato ieri la Casa Bianca, intorno alle 18 ora di Washington, ed è salito in elicottero senza aiuti, in abito blu e con la mascherina indossata. In un video diffuso su Twitter ha annunciato il suo trasferimento al Walter Reed Hospital - "Penso di cavarmela bene, ma vogliamo accertarci che le cose funzionino" - e ha voluto rassicurare gli americani anche sulle condizioni di Melania ("La First Lady sta bene"). Poi ha ringraziato "tutti per il forte sostegno". "Non lo dimenticherò mai", ha concluso.

Intanto nella notte fonti anonime dell'amministrazione Usa citate da Cnn e Nbc News riferiscono che il presidente è "molto stanco, molto affaticato e con qualche difficoltà a respirare". Secondo un'altra fonte, Trump "per ora sta bene, ma la nostra paura è che le cose possano cambiare rapidamente". Una terza fonte ha affermato che le condizioni del presidente sono peggiori di quelle della first lady, Melania Trump.

Trump e le cure per il coronavirus: cosa sono gli anticorpi policlonali

Ieri era invece emerso in un comunicato della Casa Bianca che tra le cure per il coronavirus che si stanno usando su Trump ci sono anche farmaci sperimentali che non hanno ancora ricevuto l'autorizzazione dalla Food and Drug Administration, l'agenzia per la sicurezza del farmaco statunitense, e non sono ancora disponibili per il pubblico. Al momento le terapie per il Covid-19 sono molto limitate ma tre hanno ricevuto l'autorizzazione all'utilizzo di emergenza da parte della Fda: si tratta dell'antivirale remdesivir, del desametasone e del plasma convalescente, che viene donato da persone guarite dal coronavirus.

La Cnn ha riferito che Trump assume una dose di 8 grammi di un cocktail di anticorpi policlonali sintetici sviluppati dalla Regeneron. Inoltre il presidente prende zinco, vitamina D, famotidina, tavolette di melatonina e una aspirina al giorno. Secondo i primi risultati di uno studio gli anticorpi policlonali possono aiutare a trattare i pazienti riducendo i sintomi: su 275 pazienti contagiati, coloro che avevano ricevuto la terapia sperimentale dopo una settimana avevano livelli di virus più bassi rispetto a quelli del gruppo di controllo. La terapia sperimentata da Regeneron Pharmaceuticals - e definita come promettente dal virologo Anthony Fauci - è progettata in modo che due anticorpi si leghino al proteina spike del coronavirus limitando la capacità di replicazione del virus. Gli anticorpi sono proteine ​​prodotte dal sistema immunitario del corpo che riconoscono, legano e neutralizzano un virus invasore. Il cocktail di Rigeneron contiene un anticorpo prodotto dall'azienda e un secondo isolato dagli esseri umani che si sono ripresi da Covid-19.

La scelta di curare Donald Trump con un cocktail di anticorpi conferma l’importanza di questa strada nella terapia anti Covid, sottolinea il virologo Guido Silvestri, professore alla Emory University di Atlanta, che da mesi sulla sua pagina Facebook "Pillole di ottimismo" ribadisce proprio le potenzialità degli anticorpi monoclonali. "Se hanno scelto il cocktail Regeneron - spiega Silvestri - vuol dire che, almeno secondo i risultati iniziali, questo è più potente di quello della Lilly, che è comunque più potente del singolo anticorpo LY-CoV-555 che, da solo, reduce del 72% il rischio di ospedalizzazione se somministrato all’esordio dei sintomi. In altre parole, e come da me previsto da mesi, tutto fa presagire che questi anticorpi faranno una grande differenza positiva nel gestire la pandemia".

Inoltre, attacca Silvestri, "la scelta di dare a Trump gli anticorpi e non il plasma convalescente - una scelta ovvia per chiunque lavori nel settore e capisca di cosa si stia parlando - dovrebbe far riflettere tutti quelli (colleghi compresi!) che hanno insinuato che Roberto Burioni parlasse a favore degli anticorpi per conflitto d’interesse personale (peraltro del tutto inesistente), quando invece lui cercava semplicemente di spiegare al grande pubblico come stessero le cose".
 

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