Martedì, 1 Dicembre 2020
Stati Uniti d'America

I brogli non esistono e il golpe è fantascienza: perché Trump non ha speranze

The Donald non può "non lasciare la presidenza". A mezzogiorno del 20 gennaio, i suoi poteri scadono. E' fantapolitica parlare di "colpo di stato", e non ci sono conferme di irregolarità. La forza tranquilla di Biden potrebbe unire il Paese: ma ci vorrà del tempo

Foto: Ansa/Epa (archivio)

I repubblicani hanno perso le elezioni presidenziali. Joe Biden sarà il prossimo inquilino della Casa Bianca. Ma mancano due mesi al 20 gennaio 2021, il giorno del giuramento e del passaggio di testimone. E saranno mesi ad alta tensione. La teoria del complotto sui "morti che hanno votato per Trump", spinta sui social da una parte dei sostenitori del tycoon, non ha basi reali. È, per l'appunto, una teoria buona solo per aizzare gli animi sui social. Non ci sono prove di brogli.

La bufala dei brogli pro-Biden in Michigan e Pennsylvania

Uno dei fondatori dell'associazione "Students for Trump" Ryan Fournier sosteneva su Facebook di avere prove definitive di una diffusa frode elettorale a DetroitIndicava una scheda elettorale  di "William Bradley, 118 anni", un uomo che sarebbe morto nel 1984. "Stanno cercando di rubare le elezioni", ha avvertito Fournier in un post di Facebook (che ha poi cancellato)

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Come sono andate realmente le cose nel caso di Detroit? Il povero signor William Bradley non ha votato. E' morto da tempo. Suo figlio, che si chiama anch'egli William Bradley, ma con un secondo nome diverso, ha spiegato al sito PolitiFact di aver votato. Ciò è stato confermato dai funzionari elettorali del Michigan, che hanno detto che un impiegato aveva inserito il Bradley sbagliato nelle liste di chi ha votato il 4 novembre. Il figlio ha raccontato di aver ricevuto una scheda per il voto per corrispondenza a nome del padre, ma l'ha stracciata. 

Questo singolo episodio ha dato il là a una ridda di voci su brogli che avrebbero favorito Joe Biden. Ma nulla fa pensare che sia successo qualcosa del genere. "Siamo fiduciosi che le elezioni del Michigan siano state corrette, sicure e trasparenti, e i risultati riflettono fedelmente la volontà del popolo", ha detto al Guardian la portavoce del segretario di stato Tracy Wimmer. I funzionari elettorali del Michigan "non sono a conoscenza di un singolo caso confermato che dimostri che un voto sia stato effettivamente espresso per conto di una persona deceduta"

Altri intraprendenti detective "della domenica" hanno indicato il nome di Jane Aiken di Napoleon Township, un Comune della Contea di Jackson, sempre nel Michigan. Sostenevano che fosse una persona nata nel 1900, e pubblicato le foto di un necrologio come prova della sua morte. Sono bastate un paio di telefonate alla polizia locale per scoprire che il necrologio era di un'altra Jane Aiken. L'omonima che ha votato ha 94 anni, e gode di ottima salute.

In Pennsylvania trumpiani doc hanno affermato che 21.000 persone morte nello Stato "hanno votato in modo schiacciante per Biden". Ma tutto nasce da una causa federale del 15 ottobre in cui si chiedeva di eliminare i nominativi di 21.000 morti dalla liste elettorali prima delle elezioni. Metà degli elettori era già stata rimossa, e non risulta che nessuno di quei nomi abbia votato il 4 novembre. Restando nello stato di Philadelphia, un impiegato delle poste aveva affermato di aver sentito un supervisore che ordinava al personale di retrodatare le schede in ritardo: ha ritrattato tutto.

Diverso il discorso della Georgia. La partita potrebbe essere riaperta qui dopo il riconteggio delle schede di alcune contee Biden continua ad avere un vantaggio, con uno scarto di poco superiore ai 13mila voti; che però negli ultimi giorni è sceso a quota 8mila.Durante il riconteggio delle schede nella Floyd County, regione della Giorgia, sono stati identificati 2.600 voti che non erano originariamente state inserite nel computo elettorale. Trump ha anche chiesto un riconteggio in due contee del Wisconsin per il sospetto di alcuni voti per corrispondenza che potrebbero essere stati alterati: ma tutti gli esperti contattati dai media Usa escludono che possano esserci conseguenze rilevanti. Unica certezze: il riconteggio costerà a Trump 3 milioni di dollari.

Se anche con il riconteggio ci fossero sorprese - ritenute molto difficili - in Georgia, Biden resterebbe comunque ben oltre i 270 delegati grazie alle vittorie in Michigan e Pennsylvania.

Non ha senso parlare di un possibile "golpe"

Ritorniamo sulla Terra. Mercoledì 20 gennaio 2021, sul lato ovest del Campidoglio a Washington, Biden presterà giuramento come presidente. 

Donald Trump non può "non lasciare la presidenza". Un secondo dopo il mezzogiorno del 20 gennaio, i suoi poteri scadono. E' fantapolitica parlare di un golpe, un colpo di stato, e via dicendo. La polizia è controllata non dal governo federale, ma dai singoli stati. Trump non ha popolarità tra i militari. Ora meno che mai, ma ne ha avuta sempre meno di altri presidenti repubblicani (Bush senior, ad esempio). Il mondo dei media (con poche eccezioni, e persino Fox News non ha seguito pancia a terra il tycoon in queste settimane) non sta dalla sua parte. Alcuni licenziamenti al Dipartimento della Difesa di queste settimane sono stati comunicati dopo il 4 novembre solo perché il presidente non poteva farlo per motivi di opportunità durante la campagna elettorale.

Trump ha anche licenziato Christopher Krebs, il direttore dell'agenzia federale che ha garantito la regolarità  delle elezioni del 2020 e aveva respinto le affermazioni infondate del presidente di frode elettorale. Lo stesso Krebs ha detto che si attendeva la decisione.

Quando i grandi elettori si riuniranno il prossimo 14 dicembre per nominare il nuovo Presidente, Biden otterrà molti più dei 270 voti elettorali di cui ha bisogno. La sua vittoria non dipende da un singolo stato. Ma tutto sarà già delineato ancora prima. Entro l'8 dicembre infatti dovranno essere concluse le eventuali controversie, a partire da quelle sul voto per posta. L'8 dicembre è la data limite anche per l'eventuale riconteggio dei voti nei singoli Stati, per le cause nei tribunali e anche per l'eventuale ricorso alla Corte Suprema (improbabile, non ci sono motivi per insinuare che i giudici benché in maggioranza nominati dai repubblicani, collaborerebbero a un suo tentativo autoritario.). Non ci sono percorsi costituzionali per Trump per rimanere presidente: è improbabile che i tribunali intervengano, a meno che dal riconteggio in Georgia e Wisconsin emergano dettagli clamorosi.

"C'è uno strano fascino per gli scenari oscuri immaginari, ma questa è una finzione distopica piuttosto che una cosa che possa accadere realmente", ha detto al Guardian Richard Pildes, professore di legge della New York University. Tra due mesi Donald Trump sarà l'ex presidente degli Stati Uniti. Ciò non toglie che il clima resterà avvelenato. Il settanta per cento dei repubblicani intervistati da Politico e Morning Consult non crede che le elezioni siano state libere ed eque. La forza tranquilla e l'esperienza di Joe Biden potrebbero unire il Paese: ma ci vorrà del tempo.

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