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Martedì, 25 Gennaio 2022
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Usa, i sindaci dichiarano guerra a Trump: "Difenderemo e nasconderemo gli immigrati"

Bill De Blasio guida la rivolta: "Distruggeremo le banche dati, renderemo irrintracciabili gli immigrati che vivono e lavorano a New York". Intanto il Messico si prepara alla battaglia: via libera alla trasmissione degli atti di nascita dei bambini nati negli Stati Uniti da genitori messicani

MESSICO - Inaspettata e, soprattutto temuta. A pochi giorni dall'elezione di Donald Trump alla Casa Bianca le autorità messicane si preparano a un possibile tsunami sulla questione "clandestini": per questo, il primo passo, è stato quello di creare un numero verde per i propri connazionali che risiedono negli Stati Uniti. Un numero funzionante 24 ore su 24 che permetterà di informare e denunciare eventuali atti illegali "contro la persona" e servirà anche per ricevere informazioni riguardanti generiche "questioni migratorie". Tutta colpa, ovviamente, della minaccia-promessa del nuovo presidente di costruire un muro alla frontiera tra Usa e Messico e di puntare "a espellere tre milioni di clandestini". Singolare le modalità e i termini con cui il governo messicano, tramite la ministra degli Esteri Claudia Ruiz Massieu, si è rivolto ai propri connazionali oltreconfine. Un video dai toni duri e perentori:

Compatriota, stiamo attraversando dei momenti di incertezza: resta calmo, non rispondere alle provocazioni e non lasciarti ingannare: il governo e tutti i messicani sono con te.

IL PIANO MESSICANO - Il capo della diplomazia messicana ha inoltre specificato che "sono diverse le misure messe in atto dall'ambasciata e dai consolati messicani" negli Stati Uniti per "informare, accompagnare e difendere" gli immigrati messicani di fonte alle "possibili misure migratorie che potrebbero riguardarli a partire da febbraio". Il governo ha infine annunciato di voler velocizzare la trasmissione degli atti di nascita dei bambini nati negli Stati Uniti da genitori messicani, invitando i propri emigrati a "evitare ogni situazione conflittuale e ogni atto che possa condurre a delle sanzioni amministrative o penali".

I SINDACI CONTRO TRUMP - La promessa-minaccia di Trump, però, sta già trovando - in patria - i primi ostacoli: i sindaci delle maggiori città, New York, Los Angeles e Chicago in primis, si sono infatti ribellati agli annunci del nuovo presidente assicurando "la massima protezione" nei confronti degli immigrati "che - come ha spiegato il primo cittadino di New York, Bill De Blasio - vivono e lavorano sul nostro territorio e fanno parte della nostra comunità".

De Blasio dichiara "guerra" a Trump

Ho avvertito di persona il presidente Trump che farò tutto il possibile per difendere gli immigrati di New York, anche i clandestini. La nostra città proteggerà le loro famiglie e non consentiremo nessuna deportazione. La promessa di Trump di deportare fino a tre milioni di immigrati clandestini va contro la storia di New York, fatta di accoglienza e integrazione. Se necessario, sono pronto a cancellare dalle nostre banche dati i nomi e gli indirizzi di residenza di centinaia di migliaia di clandestini che hanno ricevuto la carta d'identità comunale. Non permetteremo che questo documento sia usato dal governo nazionale per identificare, e quindi espellere, chi a New York vive e lavora.

GUERRA A TRUMP - Ma, come detto, De Blasio non è solo: sulla sua stessa linea si sono già posizionati i sindaci di Boston, Providence, Chicago, New Jersey, Seattle, Philadelphia, Los Angeles, San Francisco e Washington: "E' un segnale incoraggiante" ha spiegato all'Afp Jonathan Blazer, una vita spesa a sostegno degli immigrati con l'ong American Immigration Council: "Sindaci e capi di polizia sembrano non aver paura del nuovo presidente. E noi siamo convinti di poter vincere migliaia di cause legali".

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