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Venerdì, 27 Gennaio 2023
l'invito a procedere / Stati Uniti d'America

Trump va incriminato: la decisione della Commissione per l'assalto al Congresso

Le accuse: incitamento all'insurrezione ed altri crimini relativi ai fatti del 6 gennaio, il giorno dell'assalto a Capitol Hill, il colle del Campidoglio su cui sorge il Congresso degli Stati Uniti

La commissione della Camera per l'assalto al Congresso degli Stati Uniti ha votato all'unanimità per raccomandare al dipartimento di Giustizia americano di incriminare l'ex presidente Donald Trump per incitamento all'insurrezione ed altri crimini relativi ai fatti del 6 gennaio, il giorno degli incidenti nell'assalto a Capitol Hill, il colle del Campidoglio su cui sorge il Congresso. Secondo il rapporto della commissione, Trump ha "influenzato e cercato di bloccare un processo ufficiale del governo degli Stati Uniti", ha "complottato per frodare gli Stati Uniti, rilasciando in modo illegale false dichiarazioni al governo federale" ed ha "assistito e partecipato ad un'insurrezione contro gli Stati Uniti".

Le prove raccolte del "più grave attacco alla democrazia"

Nel presentare la raccomandazione di incriminazione per Trump, Jamie Raskin - deputato democratico a capo del secondo processo di impeachment ai danni dell'ex presidente - ha detto che la "gravità degli specifici crimini, della gravità del danno e la centralità" di Trump "nel quadro generale dello schema illegale per rovesciare le elezioni, ci impone di parlare", chiedendo appunto al dipartimento di Giustizia di intervenire. Il deputato democratico ha sottolineato che non è giustizia quando "i fanti vanno in prigione e i registi e i capobanda ottengono un lasciapassare".

Anche se per avere il rapporto completo della commissione bisognerà aspettare, è stata pubblicata una sintesi in cui si insiste sulla centralità del ruolo di Trump. "Le prove hanno portato ad una netta conclusione: la causa centrale del 6 gennaio è stata un solo uomo, l'ex presidente Donald Trump che molti hanno seguito: nessuno degli eventi del 6 gennaio sarebbe successo senza di lui", si legge nella sintesi.

Le conclusioni della commissione saranno quindi inviate al dipartimento di Giustizia che dovrà decidere sulle eventuali azioni legali, considerando che sono in corso diverse inchieste federali sull'assalto al Congresso che coinvolgono Trump. Nel rapporto che sarà pubblicato ci saranno anche le trascrizioni delle mille deposizioni raccolte dalla commissione in questi 18 mesi di inchiesta, insieme ad un'enorme mole di documenti - comprese copie di mail, sms e tabulati telefonici - che costituiscono le prove da mettere al vaglio dei procuratori federali.

Ma l'argomentazione principale dei nove membri della commissione - tra i quali solo due repubblicani, la vice presidente Liz Cheney, e Adam Kinzinger, che hanno entrambi perso il loro seggio nel prossimo Congresso per il loro impegno anti Trump - è che il motore primo del più grave assalto alla democrazia americana dai tempi della guerra civile è stato l'ex presidente che "di proposito ha disseminato false accuse di brogli" nel tentativo di sovvertire il risultato delle elezioni, e così facendo ha raccolto 250 milioni di dollari di contributi politici.

"Queste false accuse hanno provocato le violenze dei suoi sostenitori il 6 gennaio", si legga ancora nella sintesi del rapporto che dettaglia coma Trump abbia fatto pressioni, blandito e minacciato chiunque non fosse disponibile ad aiutarlo nel suo intento, compresi funzionari federali e statali. A questo proposito si ventila anche la possibilità di un tentativo di subornazione dei testimoni chiamati durante l'inchiesta della commissione.

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