Martedì, 19 Ottobre 2021
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Trump conferma la linea dura: "Via tre milioni di clandestini dagli Usa"

A una settimana dalla vittoria, Trump parla alla Cbs. Annuncia linea dura sull'immigrazione e altri temi caldi, ma sulle nozze gay dice: "Sono legge, è cosa fatta". Il neo presidente rinuncia allo stipendio: "Credo che per legge dovrei prendere un dollaro, quindi prenderò un dollaro l'anno"

Prima intervista televisiva da presidente per Donald Trump. Il prossimo inquilino della Casa Bianca televisiva ha prospettato intransigenza su alcuni dei punti centrali della sua campagna elettorale, ma ha anche cercato di rassicurare gli americani impauriti della sua vittoria inaspettata. Linea dura sull'immigrazione, confermati i tagli alle tasse e niente sconti sulla Corte Suprema, ma anche "nessun problema" per i matrimoni omosessuali: questi i temi trattati. 

"Credo che non mi conoscano", ha detto alla Cbs, commentando le proteste contro la sua elezione, che lo hanno "rattristato". E alle migliaia di persone, moltissimi i giovani, scese in strada armate di cartelli "Not my President", ha lanciato un messaggio conciliante: "Non abbiate paura. Riporteremo indietro il nostro Paese" verso la grandezza perduta, ha assicurato. Tra i tanti annunci fatti ieri sera, inoltre, quello della rinuncia allo stipendio da presidente, anche questa una promessa pre-elezioni: invece dei 400mila dollari previsti, un simbolico dollaro, ha dichiarato il 45esimo presidente degli Usa. "Non prenderò lo stipendio, non lo prenderò. Credo che per legge dovrei prendere un dollaro, quindi prenderò un dollaro l'anno".

Messi a parte i toni stridenti, violenti della campagna elettorale, Trump ha comunque confermato la linea aggressiva su temi cruciali, a partire dall'immigrazione e dalle nuove nomine per la Corte Suprema: sceglierà giudici anti-aborto e favorevoli alle armi in mano ai privati cittadini. "Saranno pro-life e sulla questione delle armi, saranno molto a favore del Secondo emendamento", quello che garantisce il diritto di possederle.

La prima nomina sarà per il sostituto del giudice Antonin Scalia, che Barack Obama avrebbe voluto rimpiazzare con una figura di compromesso, Merrick B. Garland, bloccato dal Senato controllato dai repubblicani.

Sull'immigrazione, Trump ha ribadito le promesse fatte in campagna elettorale: intende costruire un muro lungo il confine con il Messico e saranno espulsi o incarcerati sino a tre milioni di illegali con precedenti criminali. "Quello che faremo è prendere la gente che ha problemi di criminalità, con la fedina penale sporca. C'è tanta gente così, probabilmente due milioni, potrebbero essere pure tre milioni. Li manderemo fuori dal Paese e li manderemo in prigione", ha dichiarato il neo-eletto presidente, intervistato per il programma 60 Minutes. Ma bisogna sapere anche cosa intende fare con i milioni di immigrati che lavorano, contribuiscono all'economia americana e non hanno niente a che vedere con le bande criminali, gli è stato fatto notare. Per ora Trump ha lasciato tutte le porte aperte al riguardo: "Una volta messo in sicurezza il confine e quando tutto sarà normalizzato, decideremo sulla gente di cui state parlando, che è gente meravigliosa", si è limitato a dire. La promessa di costruire davvero il muro con il Messico è stata politicamente mitigata dalla possibilità di realizzare una recinzione in parte costituita da una rete, come chiesto da una mozione repubblicana. Trump ha aperto a questa opzione, senza però dettagliare.

L'imprenditore che tra poco più di due mesi si insedierà alla Casa Bianca ha detto che l'immigrazione è una delle tre priorità discusse con lo speaker della Camera Paul Ryan, a fianco della riforma sanitaria voluta da Obama, l'Obamacare (che con una giravolta rispetto alla campagna elettorale Trump ora afferma di voler salvare in parte) e una legge per abbassare le tasse e semplificare il codice fiscale.

Trump ha lanciato anche qualche messaggio conciliante, in particolare sulle nozze gay: "Sono legge, è stato stabilito dalla Corte Suprema, voglio dire, è cosa fatta", ha risposto alla intervistatrice che gli chiedeva se approva la parità tra matrimoni etero e omosessuali. "Nessun problema, mi va bene così", ha aggiunto.

Prima che andasse in onda la versione integrale dell'intervista sulle priorità della sua presidenza, Trump ha deciso ieri le prime due nomine di altissimo livello in vista della formazione del nuovo governo, con Reince Priebus che diventa capo di gabinetto dell'amministrazione presidenziale e Steve Bannon consigliere-stratega, incaricato di dare la linea per politica nazionale ed estera. L'assegnazione a Priebus della carica di chief of staff rassicura il partito Repubblicano: è il capo del Comitato Nazionale Repubblicano, ha molto esperienza ed è considerato la figura ponte verso gli spaventati vertici del Gop, a cominciare dallo speaker della Camera Paul Ryan. Ma assieme alla sua nomina è arrivata ieri sera quella di Steve Bannon come consigliere presidenziale senior, ovvero il capo stratega. Bannon è figura di tutt'altro tipo: è stato il regista della campagna elettorale di Trump e per occuparsi della corsa verso la Casa Bianca ha preso un sabbatico dal sito di notizie Breitbart, voce delle posizioni più conservatrici e spesso estremiste tra i media statunitensi. Sono celebri le sue invettive anti-immigrati, ha paragonato l'aborto all'Olocausto.

I primi commenti degli analisti fanno notare che con questa accoppiata Trump intende mantenere i toni populisti, mitigati da pragmatismo politico. "Non voglio essere un personaggio piccolino, carino e monotono", ha messo in chiaro il neo-eletto.

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