Venerdì, 5 Marzo 2021

Trump, un presidente senza mascherina

"Il coronavirus? Un'influenza che scomparirà". Sono state innumerevoli le volte in cui il presidente Usa ha dimostrato la sua ostilità riguardo l'uso del dispositivo di protezione durante l'emergenza Covid-19 negli Stati Uniti

Donald Trump

Donald Trump e sua moglie Melania sono positivi al coronavirus anche se non hanno sintomi, ma il presidente degli Stati Uniti dovrà rinunciare alle prossime tappe del suo tour elettorale. Ieri una stretta collaboratrice del presidente, Hope Hicks, aveva ricevuto a sua volta l'esito positivo del test. Nei giorni precedenti la Hicks era stata fotografata e ripresa mentre camminava insieme ad altri collaboratori del presidente sempre senza mascherina.

Tutte le volte che Donald Trump è andato in giro senza mascherina

Ma sono state innumerevoli le volte in cui Trump, che ha sempre minimizzato l'impatto del virus, ha dimostrato la sua ostilità riguardo l'uso della mascherina durante l'emergenza Covid-19 negli Stati Uniti. Non l'ha quasi mai indossata in pubblico. Alla convention repubblicana si è mostrato senza, prestandosi comunque a un bagno di folla insieme al vicepresidente Mike Pence. Solo pochi giorni prima di risultare positivo al Covid-19, durante il primo dibattito presidenziale Trump aveva schernito il suo sfidante alla presidenza Joe Biden perché indossava sempre il dispositivo di protezione individuale: "Non metto la mascherina come lui - diceva Trump al dibattito di tre giorni fa -. Ogni volta che lo vedi indossa una mascherina. Anche se parla a distanza usa le mascherine più grandi che abbia mai visto". E si  'difendeva' con una mascherina estratta dalla tasca interna della giacca, affermando di "indossarla quando credo ce ne sia bisogno". "Le mascherine - ribatteva Biden - fanno una grande differenza".

donald trump quarantena-2

Ad aprile Trump sfidava i Cdc (Centers for Disease Control and Prevention), diceva di non voler indossare la mascherina e parlava di sciarpe. "Non deve essere per forza una mascherina. Può essere una sciarpa - diceva -. Penso che in un certo senso, a seconda del materiale, siano meglio". A metà maggio il tycoon sfidava giornalisti e fotografi mostrandosi senza mascherina durante una visita alla fabbrica della Ford in Michigan dopo esser stato criticato per non averla indossata durante precedenti visite in aziende e altri luoghi di lavoro. "L'avevo prima nell'area riservata, ma - affermava - non volevo dare alla stampa la soddisfazione di vedermi".

Trump e la presa in giro di Joe Biden

"Ama le mascherine più di ogni altra cosa", ha detto lo scorso 3 settembre, in un comizio in Pennsylvania, rivolgendosi al rivale democratico. Trump, 74 anni, ha quasi sempre rifiutato di indossare la mascherina perché, a suo dire, un presidente con la mascherina darebbe un messaggio sbagliato al Paese. E non ha mai invitato i suoi concittadini a farlo, tanto che nei suoi comizi nessuno indossa la mascherina. Il 12 luglio, per la prima volta dall'inizio della pandemia di coronavirus, Donald Trump ha indossato la mascherina in pubblico. Il presidente era in visita all'ospedale militare Walter Reed fuori Washington, dove ha incontrato soldati feriti e operatori sanitari.

Poi indossare la mascherina è diventato un atto "patriottico". Prima un tweet del 20 luglio, una foto in bianco e nero del presidente con la mascherina contro il "virus cinese invisibile": "Molti dicono che è patriottico indossare la mascherina quando non si può rispettare il distanziamento sociale - scriveva -. Nessuno è più patriottico di me". Ad agosto, una e-mail inviata ai sostenitori con la firma del tycoon ribadiva il concetto: "I patrioti indossano la mascherina". Un invito all'utilizzo quando non si è in grado di mantenere il distanziamento fisico per ridurre il rischio di contagio.

"Il coronavirus? Un'influenza che scomparirà"

"E' un'influenza, scomparirà, un giorno come per miracolo, scomparirà". Era il 27 febbraio, in Europa e da noi in Italia si registravano centinaia di nuovi contagi al giorno dell'epidemia che aveva già paralizzato la Cina, quando Donald Trump ribadiva così il suo ottimismo riguardo all'impatto che avrebbe avuto negli Stati Uniti che ora, otto mesi dopo, ha il triste primato di casi, 7,3 milioni, e di vittime, 207mila. E ora che lui stesso e la moglie sono risultati positivi.

"Lo scorso anno 37mila americani sono morti per la normale influenza, niente è stato chiuso, la vita e l'economia va avanti", ribadiva il 9  marzo Trump nonostante già all'inizio di febbraio avesse rivelato a Bob Woodward che gli era stato comunicato che questo virus "era molto più letale della normale influenza". Dopo la pubblicazione del libro del famoso giornalista del Watergate, all'inizio di settembre, Trump si è difeso dicendo che non voleva fare "allarmismo". Anche dopo aver dichiarato, il 13 marzo scorso, l'emergenza federale per il coronavirus, Trump ha continuato ad esprimere scetticismo sulla gravità dell'epidemia - che all'inizio ha colpito principalmente New York ed altri stati a guida democratica - e sulle misure precauzionali da adottare.

In primavera Trump ha anche corteggiato con varie dichiarazioni e tweet i gruppi di estrema destra e di suoi sostenitori che, negli stati a guida democratica, avevano iniziato a protestare, spesso sfilando armati, contro le misure di distanziamento sociale, mascherine comprese, e le misure di lockdown imposte per limitare la diffusione del virus. Tra tutti l'ormai famoso "Liberate Michigan, Minnesota, Virginia", un'esortazione a liberare questi stati in cui erano in vigore le misure.
 

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