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Lunedì, 27 Maggio 2024
la leader di taipei

Il "blocco navale" cinese a Taiwan dopo il viaggio di Tsai negli Usa

La Cina ha promesso una risposta "determinata" dopo l'incontro tra Tsai e McCarthy. Ma non è detto che il presidente cinese non attenda la partenza dei due leader europei per mostrare i muscoli nello Stretto di Taiwan

Jet, elicotteri antisommergibili e tre navi da guerra. I movimenti cinesi attorno all'isola di Taiwan non si sono mai fermati, ma attirano l'attenzione quando Pechino osserva un avvicinamento tra Taipei e Washington. Così, le manovre dell'esercito cinese destano preoccupazione se negli Stati Uniti la presidente taiwanese Tsai Ing-wen incontra il presidente della Camera dei rappresentanti Usa Kevin McCarthy, rispolverando la tensione percepita nello Stretto di Taiwan lo scorso agosto, dopo la visita dell'allora speaker Nancy Pelosi. 

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L'incontro tra Tsai e McCarthy

Di ritorno da una missione in Guatemala e Belize, la presidente di Taiwan ha incontrato a Los Angeles la terza carica dell'amministrazione americana, alimentando la furia di Pechino. Il faccia a faccia tra i due rischia di deteriorare ulteriormente i rapporti, già molto tesi, tra Usa e Cina. Per Washington si è trattato solo di una visita privata, un banale transito, per la Cina, invece, una provocazione inaccettabile.

L'isola è infatti terreno di scontro tra le due superpotenze. Taiwan è per Pechino un’isola ribelle destinata a riunirsi alla "madrepatria", mentre per Washington è un importante attore commerciale (perché leader nella produzione di semiconduttori) e cruciale finestra da cui guardare l'Indo-pacifico.

Negli anni gli Stati Uniti hanno mantenuto a lungo una "ambiguità strategica" sulla questione di Taiwan. Washington ha riconosciuto Pechino dal 1979, ma rimane il più potente alleato di Taiwan e il principale fornitore di armi. Gli Stati Uniti, infatti, in base a una personale interpretazione del principio dell’unica Cina, non riconoscono le mire di sovranità cinese sull’isola. Principio che impone ai paesi stranieri di non avere legami ufficiali con Pechino e Taipei allo stesso tempo. Nel corso degli anni, la Cina ha sottratto con successo molti degli alleati formali di Taiwan, riducendo a 13 i governi che riconoscono Taipei. 

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"Per aver la pace bisogna essere forti", ha dichiarato la leader di Taipei al termine dell'incontro con il repubblicano alla Ronald Reagan Library alle porte di Los Angeles. Tsai ha sottolineato l'impegno della sua isola "a mantenere lo status quo in modo pacifico" e ha ringraziato il Congresso americano per l'appoggio.

Appoggio militare e diplomatico, si intende. "Insieme siamo più forti", è la chiosa della leader di Taipei. "Il sostegno americano dimostra che non siamo soli, non siamo isolati". Lo speaker McCarthy da parte sua ha sottolineato che "l'amicizia tra l'America e il popolo di Taiwan non è mai stata così forte" e ha assicurato che gli Stati Uniti rispetteranno gli impegni presi nei confronti dell'isola che la Cina considera proprio "territorio inalienabile".

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Pattugliamenti speciali con ispezioni a bordo delle navi

La Cina ha promesso una risposta "determinata" dopo l'incontro tra Tsai e McCarthy. All'indomani del faccia a faccia, il ministero della Difesa di Taiwan ha dichiarato che un elicottero antisommergibile cinese e tre navi da guerra sono stati individuati intorno all'isola. Anche la portaerei Shandong della marina militare cinese ieri è transitata per lo stretto che separa Taiwan e le Filippine. 

Il messaggio è chiaro: Washington deve fare un passo indietro e fermare "le grossolane interferenze" in quelli che sono considerati "affari interni" di Pechino. Il gigante cinese si tiene militarmente pronto, dicendosi determinato a intervenire per difendere "in modo risoluto la sovranità nazionale e l'integrità territoriale".

Pechino non si fa trovare impreparata e lancia segnali di chiara lettura. La guardia costiera cinese ha avviato un'operazione speciale di pattugliamento: effettuerà ispezioni a bordo delle navi che transitano nello Stretto di Taiwan. Si tratta di una novità assoluta e la Cina ha pensato di mettere in mare una pattuglia guidata dalla "Haixun 06" per condurre ricerche sulle rotte marittime battute da traghetti, navi da carico, imbarcazioni commerciali e pescherecci. Taipei però non ci sta e ha annunciato che predisporrà la guardia costiera taiwanese per aiutare le navi commerciali e di pescatori a respingere la misura cinese.

L'operazione è meno visibile e rumorosa di un lancio di razzi e di esercitazioni. È sicuramente un segnale che il presidente Xi Jinping vuole lanciare a Taipei, senza però voler offuscare l'importanza degli incontri in corso con Emmanuel Macron e Ursula von der Leyen a Pechino. Ma non è detto che il presidente cinese non attenda la partenza dei due leader europei per mostrare i muscoli.

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