Giovedì, 17 Giugno 2021
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Tsipras parla ai greci, Merkel e Renzi rispondono

Tsipras parla alla Grecia dalla televisione nazionale. A Berlino Merkel e Renzi affrontano del problema Grexit e definiscono il referendum "un errore" e le riforme italiane "un modello": "Nessun aiuto o trattativa prima del voto di Atene"

Dopo la lettera per Bce, Fmi e commissione Europea, il premier greco ha deciso di parlare pubblicamente alla nazione dalla televisione nazionale. Nonostante quella missiva, le parole rivolte al popolo greco non sono cambiate: "I creditori stanno ricattando i greci per il voto del referendum ma il no di domenica non sarà un no all'Europa, ma un voler tornare all'Europa dei valori". Poi Tsipras ha rassicurato gli elettori: "Vogliamo difendere le vostre pensioni, vogliamo che restino pensioni, non elemosine. Ci dicono o accettate le proposte dei creditori o avrete difficoltà ma mente chi dice che abbiamo piani per una Grexit: vogliamo un accordo con i partner europei, ma che sia sostenibile". 

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Tsipras parla alla Grecia attraverso la tv nazionale

Dall'università di Berlino risponde Angela Merkel, che ha ribadito le sue intenzioni: riprendere le trattative solo dopo il referendum e fino ad allora tutti gli aiuti al paese in difficoltà saranno sospesi. Ma le dure dichiarazioni della cancelliera tedesca non escludono nessun tipo di chiusura: "Lasciamo aperte le porte al colloquio con la Grecia ma abbiamo bisogno che Atene realizzi le riforme per una crescita sostenibile come hanno fatti altri paesi europei". E un esempio di paese che ha dato avvio a un percorso virtuoso è l'Italia: "E' incredibile come il nuovo governo italiano abbia imposto il suo programma di riforme, attuato con un ritmo impressionante. Le prospettive per la crescita in Italia sono buone e la direzione è giusta".

A fianco alla cancelliera tedesca il premier Matteo Renzi, in visita a Berlino che ha parlato dopo Merkel in conferenza stampa: "Non è pensabile che noi abbiamo smesso di pagare le baby pensioni in Italia per pagarle in Grecia, o fare la guerra all'evasione fiscale in tutto il mondo e non far pagare le tasse agli armatori in Grecia". Anche Renzi pensa che il referendum greco sia un azzardo e si schiera con la Germania sulla questione della trattativa e degli aiuti: "Ero tra quelli che preferivano che il referendum non ci fosse ma non tocca a me decidere, non credo tocchi neppure a Angela. Se ci sarà il referendum partiremo da dopo referendum, se non ci sarà andremo sulle linee di discussione che ci sono. Quello che è importante è finché si sta in una casa comune che è l'Unione europea, mantenere le regole insieme, stare alle regole condivise". 

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