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Giovedì, 26 Maggio 2022
TUNISIA / Tunisia

Tunisia: sassi contro le autorità nel secondo anniversario della rivoluzione

Forti contestazioni nel paese che dette il via alla primavera araba in occasione delle celebrazioni del secondo anniversario della rivoluzione

Secondo anniversario della rivoluzione segnato dal lancio di pietre contro le massime autorità tunisine oggi a Sidi Bouzid, la città dove due anni fa un venditore ambulante si diede fuoco, innescando la rivolta contro il governo di Zine El Abidine Ben Ali.

Il Capo dello Stato Moncef Marzouki e il Presidente del parlamento Mustapha Ben Jaafar sono stati presi di mira dopo il discorso di Marzouki e prima che Ben Jaafar intervenisse davanti alle 5.000 persone riunite sul luogo dove Mohamed Bouazizi si diede fuoco.

Le forze di sicurezza hanno subito allontanato i due leader, conducendoli nella sede del governo regionale, mentre i manifestanti hanno invaso la piazza al grido "il popolo vuole la caduta del governo". La polizia non è intervenuta, a fronte dei violenti scontri registrati nei mesi scorsi nel Paese durante manifestazioni di protesta contro le persistenti condizioni di povertà.

Nel suo discorso, Marzouki ha chiesto di avere pazienza: "Il governo non ha la bacchetta magica per cambiare le cose. Ha bisogno di tempo per cancellare l'eredità di 50 anni di dittatura". Quindi ha promesso sviluppo economico nell'arco di sei mesi alla popolazione di Sidi Bouzid, dove permangono le condizioni di povertà e la disoccupazione che innescarono la rivolta del dicembre 2010.

"Il governo agisce come per punirci di aver scatenato la rivoluzione. Non ha fatto nulla per noi, non hanno fatto altro che spartirsi le poltrone", ha denunciato Midani Khassemi, 36 anni, disoccupato.

La ripresa economica, dopo la recessione del 2011, è minacciata dalla crisi della zona euro, principale partner economico della Tunisia. Secondo il ministero dell'Industria, nella regione di Sidi Bouzid nei primi 11 mesi del 2012 gli investimenti sono crollati del 36% e le offerte di occupazione del 24,3%, rispetto all'anno precedente. A livello nazionale, il tasso di disoccupazione si attesta attorno al 18%, alimentando la rabbia popolare.

Oltre alla crisi economica, la Tunisia deve fronteggiare anche una situazione di stallo politico, a fronte del mancato compromesso sulla nuova Costituzione.

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