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Giovedì, 20 Gennaio 2022
TURCHIA / Turchia

Ankara dice sì a uso lingua curda nei tribunali

Con il provvedimento approvato ieri sera Ankara ha accolto in parte le richieste dei detenuti di origine curda che quest'autunno hanno organizzato un vasto sciopero della fame

Il Parlamento turco ha approvato ieri sera la legge che consente agli imputati di difendersi nella propria lingua madre durante i processi. A favore hanno votato i deputati del partito islamico-moderato per la Giustizia e lo Sviluppo (Akp) al governo e del Partito curdo per la Democrazia e la Pace (Bdp). Contrari la maggior parte del Chp, il Partito repubblicano del Popolo e tutto il Mhp, il Partito nazionalista.
La legge permetterà non solo la difesa in tribunale nella propria lingua madre, ma anche la possibilità per i detenuti di ricevere visite dalle mogli da tre a 24 ore ogni tre mesi senza la presenza del personale del carcere.
Il dibattito in aula è stato accompagnato da forti tensioni che spesso hanno sfiorato la rissa fra i deputati del Bdp e quelli del Chp e Mhp, che hanno definito il provvedimento un grave pericolo per l'unità nazionale.


Con il provvedimento approvato ieri sera Ankara ha accolto in parte le richieste dei detenuti di origine curda che quest'autunno hanno organizzato un vasto sciopero della fame. Per oltre due mesi, da settembre a novembre, centinaia di detenuti curdi nelle carceri di tutta la Turchia hanno rifiutato il cibo, chiedendo la possibilità di utilizzare la propria lingua per difendersi nei tribunali e la fine dell'isolamento per il leader dei ribelli in carcere Abdullah Ocalan. Lo sciopero ha avuto fine quando i prigionieri hanno accolto l'invito di Ocalan in questo senso, lanciato dal carcere di Imrali, nel Mar di Marmara, dove il leader del Partito dei lavoratori del kurdistan (Pkk) sconta una condanna all'ergastolo. Nelle settimane successive Ocalan ha avviato un dialogo con lo stato turco, con l'obiettivo di far deporre le armi ai guerriglieri dei Pkk, che dal 1984 combattono contro Ankara una guerra già costata 45.000 morti.

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