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Venerdì, 28 Gennaio 2022
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Turchia, le voci dalle piazze: "E' solo l'inizio"

I dottori stamane hanno dichiarato la "morte cerebrale" di un ragazzo colpito da un colpo d'arma da fuoco alla testa ad Ankara

Che cosa é successo veramente in piazza a Istanbul in questi giorni? E cosa sta succedendo in questo momento?

La notte appena trascorsa è stata la notte più violenta, scontri in molte città, feriti. Il quotidiano Hurriyet, tra i più prestigiosi del paese, ammette: "Sarebbe una grande sorpresa e forse la prima di questo genere, se Erdogan dovesse piegarsi alla volontà dei manifestanti e rivedere il progetto di costruzione nella zona del parco".

ISTANBUL TORNA IN PIAZZA LA SERA DEL 3 GIUGNO: GUARDA LA DIRETTA VIDEO

PROIETTILE IN TESTA - I dottori stamane hanno dichiarato la "morte cerebrale" di un ragazzo colpito da un colpo d'arma da fuoco alla testa ad Ankara. La fonte è il segretario generale della Fondazione turca dei diritti umani, Metin Bakkalci. "Il giovane si chiama Ethem Sarisuluk (IN FONDO ALL'ARTICOLO TROVERETE LA SUA FOTO, ndr), é stato raggiunto da un colpo di pistola alla testa, é in agonia e i medici hanno dichiarato la morte cerebrale", ha spiegato.

VIDEO - LE FEMEN DALLA PARTE DEI MANIFESTANTI

AMNESTY - L'ufficio di Amnesty International a Istanbul, nei pressi di piazza Taksim, é stato trasformato in una sorta di pronto soccorso per fornire aiuto ai feriti degli scontri. Lo ha detto all'ANSA il portavoce di Amnesty Italia, Riccardo Noury. ''Anche la nostra sede é stata raggiunta dai fumi dei lacrimogeni'' e sono ''una ventina i volontari - tutto personale medico - che hanno curato decine di feriti, tra i quali alcuni bambini'', ha raccontato Noury, riferendo di maltrattamenti e abusi della polizia nei confronti degli arrestati. ''I manifestanti fermati sono stati tenuti in massa, fino a 12 ore, nei blindati della polizia senza acqua, cibo e senza servizi igienici'', dice il portavoce di Amnesty che parla anche di ''violenze nella stazione di polizia vicino a piazza Taksim e nella stazione centrale di polizia di Istanbul''. Secondo fonti mediche, ha precisato Noury, ''lacrimogeni sono stati lanciati anche all'ingresso degli ospedali'' e la polizia ''ha arrestato feriti che necessitavano di cure''.

VIDEO: I MANIFESTANTI CONQUISTANO LA PIAZZA

IN PIAZZA - La parola passa a chi in piazza c'era davvero. Il network per i beni comuni 'Mü?tereklerimiz' racconta le ragioni e le prospettive della protesta popolare, tanto inattesa quanto partecipata. "La resistenza per il parco di Gezi ha infiammato la capacità di gente come noi di autorganizzarsi ed agire – e per accenderla é bastata una scintilla. Abbiamo visto il corpo della resistenza stendersi verso di noi lungo il pontre del Bosforo, abbiamo visto il suo coraggio mentre combatteva per respingere gli idranti su Istiklal; Abbiamo visto le sue braccia in tutti quelli che, piegati da un’orgia di lacrimogeni, lottavano per mettere i compagni in salvo; abbiamo visto il corpo della resistenza in ogni negoziante che ci ha offerto il cibo, in ogni dottore sceso in strada per soccorrerci, in tutti quelli che hanno aperto la casa ai feriti, nelle nonne rimaste sveglie alla finestra a sbattere pentole tutta la notte contro la repressione.

VIDEO: LACRIMOGENI CONTRO I MANIFESTANTI

POLIZIA - "La polizia ci aveva dichiarato guerra – ma non é riuscita a spezzare quel corpo. Ha finito le scorte di lacrimogeni contro di noi, ci ha gassati nei tunnel della metro, é venuta di notte a darci fuoco nelle tende, ha usato i proiettili di gomma. Ma era bastata una scintilla per accendere il corpo della resistenza, e ormai poteva solo continuare. E quel che rimane di tutte queste esperienze, di tutte le nostre storie quel che resta di tutte le nostre, sarà la linfa per questo corpo, sarà memoria collettiva. Ci seguirà in altre resistenze ed altre battaglie, ripetendocelo ancora e ancora: possiamo scegliercelo noi, il nostro destino, agendo collettivamente. Possiamo sceglierci quale vita vivere – e in quale città vogliamo viverla".

"NIENTE SARA' COME PRIMA" - "Gezi é stato un viaggio fatto di tenacia, creatività, determinazione, e coscienza. Dal parco la resistenza ha travolto piazza Taksim, e da Piazza Taksim via verso il resto del paese, finché Gezi é diventato per tutti noi lo spazio in cui tirar fuori tutta la rabbia contro chiunque voglia imporci come vivere nella nostra città. Adesso che questa rabbia l’abbiamo vista, che questa solidarietà l’abbiamo assaggiata, niente sarà piu’ come prima. Nessuno di noi sarà piu’ lo stesso. Perché abbiamo scoperto qualcosa del nostro essere insieme che mai prima avevamo visto. E non l’abbiamo solo visto: l’abbiamo creato insieme. Ci siamo visti far partire una scintilla, accendere il corpo della resistenza e farlo camminare".

Istanbul: gli scontri tra i manifestanti e la polizia

CHI C'E' IN PIAZZA - "La lotta per il parco di Gezi ha fatto scattare la rivolta giovanile di almeno due generazioni cresciute sotto i governi autoritari di Recep Tayyip Erdo?an e le imposizioni dell’AKP. Sono i figli delle famiglie sfrattate da Tarlaba?? in nome della speculazione edilizia, sono gli operai licenziati in nome della privatizzazione, i precari schiacciati ogni giorno sotto la ruota del profitto. Le lotte a venire faranno tesoro di questa rabbia. Ma c’é molto di piu’. La resistenza per il parco di Gezi ha cambiato lo la stessa definizione di quel che chiamiamo spazio pubblico, perché la battaglia per il diritto a restare in piazza Taksim ha stracciato l’egemonia del vantaggio economico come regola morale. Ha respinto il piano di riqualificazione col quale l’AKP avrebbe voluto sconvolgere il ruolo sociale dei nostri spazi urbani, cambiare le regole di come viviamo la nostra città, e a quale prezzo, e con quale estetica. Recep Tayyip Erdo?an ha provato a imporci la sua idea di piazza, ma oggi quello che é piazza Taksim lo abbiamo deciso noi cittadini: Taksim e Gezi park sono i nostri spazi pubblici"

"Questo é soltanto l’inizio – la lotta continua", assicura il network Mü?tereklerimiz.

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