Giovedì, 26 Novembre 2020
Stati Uniti d'America

Hacker contro Uber, rubati i dati di 57 milioni di utenti

Secondo quanto scrive Bloomberg, il gruppo avrebbe pagato 100.000 dollari agli hacker per evitare che diffondessero la notizia

Foto ANSA

I dati personali di 57 milioni di utenti e autisti di Uber di tutto il mondo furono rubati lo scorso anno attraverso un attacco hacker. E' stata la stessa società di noleggio ad ammetterlo. L'attacco sarebbe stato tenuto nascosto e la società pagò secondo alcune fonti addirittura 100mila dollari di riscatto agli hacker per cancellare i dati.

Maxi furto di dati sensibili

Vennero rubati i nomi, le email e i numeri di telefono degli utenti, ma anche le patenti degli autisti. La rivelazione arriva dunque con un anno di ritardo, ma Dara Khosrowshahi, amministratore delegato della società di servizi auto, ha sostenuto di aver saputo dell'attacco solo di recente: l'amministratore delegato guida l'azienda da agosto, quando, dopo mesi senza a.d., il board lo aveva scelto per prendere il posto del fondatore, Travis Kalanick. 

"Pagato un riscatto"

Secondo quanto scrive Bloomberg, il gruppo avrebbe pagato 100.000 dollari agli hacker per evitare che diffondessero la notizia. Uber non ha confermato il pagamento del riscatto.

Khosrowshahi ha aggiunto che gli hacker non sono riusciti a rubare dati ancora più sensibili, come le carte di credito, i conti bancari, i social security (l'equivalente di un codice fiscale), le date di nascita. L'a.d. ha infine rassicurato gli utenti: il caso sarebbe chiuso. "Abbiamo preso subito le misure per mettere al sicuro i nostri dati. Abbiamo identificato i responsabili e ci siamo assicurati che i dati da loro raccolti saranno distrutti", ha detto. Uber ha anche deciso di licenziare il capo della sicurezza, Joe Sullivan, e altri membri del suo team, promettendo di aver aumentato il livello di controllo sui dati personali.

Non è il primo caso

Non si tratta certo del primo hackeraggio. Negli ultimi anni diversi colossi Usa sono stati colpiti: nel 2013 furono rubati 3 milioni di account a Yahoo!, a settembre Equifax ha visto il furto di 145 milioni di dati dei suoi clienti. E ancora gli attacchi alla Nsa e al partito democratico americano e quello a Sony. In molti di questi casi l'intelligence Usa sostiene che ci possano essere dei governi alle spalle dei pirati: tra i principali indiziati ci sono la Russia, l'Iran e la Corea del Nord.

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