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Domenica, 29 Maggio 2022
Il punto / Ucraina

Guerra in Ucraina: cinque cose da sapere oggi venerdì 29 aprile 2022

Missili durante la visita di Guterres: Onu mai così debole. 33 miliardi di dollari dagli Usa: quanto durerà la guerra? Cosa succede nell'unica città ucraina conquistata dai russi. Occhi puntati sulle centrali nucleari. Aziende italiane: 3 requisiti per gli indennizzi

Guerra in Ucraina, il punto sul conflitto oggi venerdì 29 aprile 2022. Dopo oltre due mesi di guerra, le forze di Mosca continuano a provare ad avanzare lungo la direttrice a sud di Izium, nel Donbass, mentre bombardano le forze ucraine nei pressi di Sievierodonetsk. Sul fronte meridionale continuano i raid aerei contro le acciaierie Azovstal. Le 5 cose da sapere oggi: missili durante la visita di Guterres: Onu mai così debole. 33 miliardi di dollari dagli Usa a Kiev: quanto durerà la guerra? Cosa succede nell'unica città ucraina conquistata dai russi. Occhi puntati sulle centrali nucleari. Aziende italiane colpite dalla guerra: 3 requisiti per accedere agli indennizzi.

Guerra Russia Ucraina: ultime notizie in diretta

1) Missili durante la visita di Guterres: Onu mai così debole

Kiev è stata colpita da missili russi nel giorno in cui il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha incontrato nella capitale il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il ministro degli Esteri Dmytro Kuleba. "Mi ha scioccato" ha detto Guterres alla televisione portoghese Rtp. Nel mirino una zona abitata nel quartiere centrale di Schevchenkyvsky. Secondo quanto riferisce il servizio di emergenza statale ucraino si contano dieci feriti. Un edificio residenziale è stato "parzialmente distrutto dai bombardamenti". Per Zelensky, la Russia voleva "umiliare l'Onu". Questo, aggiunge, "la dice lunga sul vero atteggiamento della Russia nei confronti dell'istituzione internazionale, degli sforzi dei dirigenti russi per umiliare l'Onu e tutto quello che l'organizzazione rappresenta". Certo è che il potere di mediazione dell'Onu non è mai sembrato tanto debole, e il ritardo di almeno due mesi nella messa a punto della visita a Kiev ne è una plastica dimostrazione. Ad ammetterlo è stato lo stesso Guterres: "Il Consiglio di sicurezza ha fallito nei suoi sforzi per prevenire e porre fine alla guerra in Ucraina - ha detto - Non è riuscito a fare tutto ciò che era in suo potere, e questo è fonte di grande delusione, frustrazione e rabbia". Putin non ha "ancora", al momento, in agenda una conversazione telefonica con il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres dopo l'incontro di quest'ultimo con il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy a Kiev. Lo scrive l'agenzia di stampa russa Ria Novosti. La diplomazia è all'angolo.

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2) 33 miliardi di dollari dagli Usa a Kiev: quanto durerà la guerra?

33 miliardi di dollari. La frase "la guerra durerà mesi, forse di più", diffusa da alcune fonti dell'amministrazione Biden, trova riscontro nelle cifre sul tavolo. Gli Usa si preparano a una lunga assistenza all'Ucraina e a un impegno militare senza uomini sul terreno con uno schieramento di mezzi e fondi impensabile fino a poche settimane fa. "Finché continuano gli assalti e le atrocità, continueremo a mandare armi", dice Biden. In tutto 33 miliardi, distribuiti essenzialmente in 20,4 per l'assistenza militare, 8,5 per aiutare l'economia distrutta dell'Ucraina e 3,5 fra cibo e sostegno umanitario, che il presidente democratico chiede al Congresso (dove c'è consenso bipartisan). Sommati ai quasi 14 miliardi già approvati in marzo da Capitol Hill si tocca quota 47 miliardi, più di un terzo delle spese militari russe dello scorso anno. Una guerra destinata dunaque a durare mesi, forse anni? Il generale Philip M. Breedlove, ex capo delle forze Nato in Europa ai tempi dell'annessione russa della Crimea, in un'intervista alla Stampa ipotizza un conflitto più breve di quanto ritengano in molti: "Ci sono alcuni analisti e colleghi che ritengono che si combatterà ancora a lungo. Non sono tuttavia della stessa opinione. La Russia ha subito perdite importanti, è a corto di uomini. L'Ucraina d'altra parte si trova con un'economia ormai ridotta al collasso a causa della guerra. Sono due elementi che combinati mi spingono a ritenere che il conflitto sarà meno lungo di quanto qualcuno ritiene. Dire quando finirà o che sentiero verrà imboccato è però prematuro". 

3) Cosa succede nell'unica città ucraina conquistata dai russi

A oggi, dopo più di 60 giorni di invasione, l'unica città in mano russa è Kherson. Secondo i media statali russi, la regione occupata introdurrà il rublo dal 1° maggio. Il vicepresidente dell'amministrazione civile-militare, Kirill Stremousov, ha detto a Ria-Novosti che il periodo di transizione richiederà fino a quattro mesi, durante i quali saranno in circolazione sia il rublo russo che la grivna ucraina. Successivamente, ci sarà una transizione completa al rublo. Nei giorni scorsi le truppe russe hanno utilizzato gas lacrimogeni per disperdere i manifestanti ucraini a Kherson, occupata dalle truppe di Mosca, ci sono stati alcuni feriti. La Russia sta preparando da tempo un referendum "di facciata" per l'indipendenza nelle regioni parzialmente occupate di Kherson e Zaporizhzhia. Potrebbe svolgersi già a maggio. Secondo uno scoop di Meduza, media indipendente russo solitamente ben informato, il 14 e il 15 maggio si potrebbero tenere due referendum per chiedere alla popolazione locale di approvare l’annessione alla Federazione russa delle cosiddette “repubbliche indipendenti” di Donetsk e Lugansk. In quella data si terrebbe anche il referendum a Kherson.

4) Occhi puntati sulle centrali nucleari 

Il Direttore generale dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (Aiea), Rafael Grossi, si è detto "preoccupato" per il mancato accesso alla centrale nucleare ucraina di Zaporizhia, controllata dalle forze russe. "La situazione negli impianti nucleari ucraina è in cima alla mia lista di preoccupazioni" ha spiegato Grossi: "Il sito di Zaporizhia è ancora sotto controllo russo e il regolatore ucraino non può intervenire, ma occorre svolgere al più presto alcune operazioni, sia dal punto di vista delle ispezioni che della sorveglianza e della sicurezza". Quanto alla notizia del sorvolo della centrale da parte di due missili russi a bassa quota, il Direttore generale dell'Aiea ha spiegato di aver ricevuto dei video: "Stiamo verificando ma se l'episodio venisse confermato sarebbe molto grave". Nella zona di esclusione attorno al sarcofago di Chernobyl, in particolare nella cosiddetta “foresta rossa”, uno dei luoghi più radioattivi del pianeta, dove le truppe russe si erano accampate, scavando addirittura alcune trincee, "ci sono stati degli scavi e che oggi si registra un aumento delle radiazioni, ma non in misura tale da considerare la situazione molto allarmante per l’ambiente o per le persone". Dei 15 reattori operativi in quattro diverse centrali, l’Ucraina ha dichiarato che sette sono attualmente collegati alla rete, mentre otto risultano spenti. L'integrità fisica delle centrali rappresenta una delle questioni più delicate in assoluto, in quanto sono presenti grandi quantità di materiali nucleari, quali plutonio e uranio arricchito. E' la prima volta nella storia che grandi centrali nucleari si trovano al centro di combattimenti così lunghi.

5) Aziende italiane colpite dalla guerra: 3 requisiti per accedere agli indennizzi

Gli indennizzi alle aziende italiane più direttamente toccate dagli effetti della guerra saranno calcolati sulla base di tre requisiti, secondo lo schema attualmente in discussione. La norma, allo studio del ministero dello Sviluppo economico, è ancora in via di definizione e ci saranno ulteriori riunioni in vista del consiglio dei ministri di lunedì dove approderà il nuovo decreto aiuti. E' molto complicato, nota oggi il Sole 24 Ore,  costruire un meccanismo di ristori su una materia inedita come le ripercussioni di un conflitto. Il provvedimento si rivolgerà alle Pmi, con esclusione dunque delle grandi imprese. Il Fondo punta a compensare almeno in parte perdite di fatturato derivanti dalla contrazione della domanda. I tre requisiti sovrebbero essere i seguenti: 1) la realizzazione, direttamente o indirettamente, negli ultimi due anni di operazioni commerciali, con Ucraina, Russia e Bielorussia pari almeno al 20% del fatturato. 2) aver avuto nell’ultimo trimestre un incremento del costo di acquisto medio per materie prime e semilavorati di almeno il 30% rispetto alla media dello stesso periodo del 2019,  3) sempre nell’ultimo trimestre un calo del fatturato di almeno il 30% rispetto allo stesso periodo del 2019 (l'ultimo anno pre-covid).

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