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Domenica, 29 Maggio 2022
L'orrore in guerra / Ucraina

Civili torturati e uccisi, Kiev: "Prepariamo archivio dei crimini di guerra"

La città di Makariv è stata liberata da pochi giorni, i soccorritori stanno cercando anche le vittime dei bombardamenti rimaste sotto le macerie. ll ministro degli Esteri Kuleba: "Le prove raccolte delle atrocità commesse dall'esercito russo impediranno di sfuggire alla giustizia"

Bucha, Mariupol, Kramatorsk. Giorno dopo giorno si allunga l'elenco delle città ucraine teatro di brutali attacchi alla popolazione. L'ultima denuncia arriva dal ministero della Difesa, che in un tweet dice: "I soccorritori hanno trovato 132 corpi di persone torturate e uccise a Makariv, nella regione di Kiev".

Le autorità definiscono il ritrovamento "un nuovo, mostruoso crimine di guerra".A Makariv, città liberata da pochi giorni, i soccorritori stanno cercando anche le vittime dei bombardamenti russi rimaste sotto le macerie. La città, secondo quanto dice il ministero, è distrutta per metà.

Le autorità di Kiev insistono con l'espressione "crimine di guerra", da giorni chiedono che la giustizia internazionale agisca contro Putin. "Abbiamo creato un archivio online per documentare i crimini di guerra della Russia", annuncia il ministro degli Esteri dell'Ucraina Dmytro Kuleba. "Le prove raccolte delle atrocità commesse dall'esercito russo in Ucraina impediranno ai criminali di guerra di sfuggire alla giustizia", aggiunge.

Guerra Russia-Ucraina: le ultime notizie

"Chi pensava che una guerra in Europa potesse essere meno sporca di guerre del Medio Oriente o dell'Africa ha trovato sin dall'inizio una smentita a questa previsione". dice Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, all'Adnkronos. "Amnesty - aggiunge - ha documentato, già dal 24 febbraio, crimini di guerra consistenti in attacchi contro obiettivi civili anche attraverso l'uso di armi vietate come le bombe a grappolo. Sono stati colpiti scuole adibiti a rifugi, ospedali, centri abitati; ci sono state uccisioni di civili, denunce di torture e di stupri, e tutto questo chiama in causa essenzialmente le forze russe. Abbiamo anche segnalato trattamenti di russi fatti prigionieri dalle forze ucraine in violazione delle norme di guerra"."Amnesty International continua a raccogliere prove perché ritiene che, più che mai in questo caso, quando finirà la guerra non dovrà iniziare un tempo dell'impunità e appoggiamo tutti gli sforzi della giustizia internazionale per individuare e punire i responsabili e contribuiremo con le prove raccolte finora" incalza.

E sulla chiusura delle sedi locali di Amnesty international e Human Rights Watch in Russia, dice: "Se chiudono organizzazioni che hanno provato a difendere i diritti della popolazione russa, denunciando le violazioni commesse sia in Russia quanto in Ucraina, quanto in Siria in passato, vuol dire che eravamo dalla parte giusta. E se pensano di zittirci chiudendoci un ufficio hanno sbagliato i calcoli".  

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