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Mercoledì, 30 Novembre 2022
La vittoria / Ucraina

L'Ucraina riconquista Lyman nel Donetsk, la Russia costretta a ritirarsi

Sconfitta bruciante per Putin proprio il giorno dopo l'annessione della Regione. Il ceceno Kadyrov chiede di usare armi nucleari a bassa intensità

La Russia ha abbandonato un bastione chiave nell'Ucraina orientale occupata, la città di Lyman nel Donetsk, considerata uno snodo cruciale per il controllo della zona e conquistata dai russi soltanto lo scorso luglio. Si tratta di una sconfitta bruciante che arriva proprio il giorno dopo che il presidente Vladimir Putin ha siglato l'annessione di quattro regioni (tra cui proprio Donetsk) sotto il controllo delle sue truppe, in seguito a dei referendum organizzati nelle stesse regioni, un atto che è stato unanimemente condannato da Kiev e dall'Occidente, ma non solo, e bollato come una farsa illegittima.

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È stato lo stesso ministero della Difesa di Mosca a confermare il ritiro delle sue forze dalla città, sostenendo comunque di aver ucciso 200 militari ucraini e distrutto 14 veicoli corazzati nelle ultime 24 ore. "A causa della minaccia di essere accerchiate, le truppe alleate si sono ritirate dall'insediamento di Krasny Lyman su linee più favorevoli. Nonostante le perdite subite, avendo una superiorità significativa di forze e di mezzi il nemico continua la sua offensiva", ha ammesso il portavoce. La dichiarazione ha posto fine a ore di silenzio ufficiale da parte di Mosca, dopo che l'Ucraina aveva prima affermato di aver circondato migliaia di truppe russe nell'area e poi che le sue forze si trovavano all'interno della torre di Lyman.

La dichiarazione del ministero della Difesa russo non ha menzionato l'accerchiamento delle sue truppe, divergendo nettamente dalla versione degli eventi dell'Ucraina. "Il raggruppamento russo nella zona di Lyman è circondato", aveva dichiarato qualche ora prima Serhii Cherevatyi, portavoce delle forze orientali ucraine, sostenendo che Mosca aveva circa 5mila soldati nella città. Sempre lui poi nel tardo pomeriggio ha confermato che i militari di Kiev erano entrati. "Siamo già a Lyman, ma ci sono battaglie", ha detto. Due soldati ucraini sorridenti hanno attaccato con il nastro adesivo la bandiera nazionale gialla e blu sul cartello di benvenuto a "Lyman", come mostra un video postato dal capo di gabinetto del presidente.

La perdita del bastione ha portato Ramzan Kadyrov, il leader della regione meridionale della Cecenia che si descrive come un soldato di Putin, a chiedere l'uso di armi nucleari a bassa intensità, per evitare future sconfitte. "A mio parere personale, dovrebbero essere prese misure più drastiche, fino alla dichiarazione della legge marziale nelle zone di confine e all'uso di armi nucleari a basso potenziale", ha scritto Kadyrov su Telegram. Altri alleati di Putin, tra cui l'ex presidente Dmitry Medvedev, hanno suggerito che la Russia potrebbe dover ricorrere alle armi nucleari, ma l'appello di Kadyrov è stato il più urgente ed esplicito. Putin ha detto la settimana scorsa che non stava bluffando quando ha affermato di essere pronto a difendere l'"integrità territoriale" della Russia con tutti i mezzi disponibili, e venerdì ha chiarito che ciò si estende alle nuove regioni rivendicate da Mosca.

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