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Domenica, 22 Maggio 2022
Il punto / Ucraina

Guerra in Ucraina: cinque cose da sapere oggi mercoledì 20 aprile 2022

La Russia punta su Sloviansk, cuore del Donbass. Bombardamenti a tappeto sull'acciaieria simbolo della resistenza a Mariupol. Il ritorno a Kiev dei profughi. L'appello per una pausa umanitaria di 4 giorni. Quanti profughi ucraini abbiamo accolto in Italia. Il punto sul conflitto dopo quasi due mesi dall'inizio dell'invasione russa

Guerra in Ucraina: cinque cose da sapere oggi mercoledì 20 aprile 2022. La Russia punta su Sloviansk, cuore del Donbass. Bombardamenti a tappeto sull'acciaieria simbolo della resistenza a Mariupol. Il ritorno a Kiev dei profughi. L'appello per una pausa umanitaria di 4 giorni. Quanti profughi ucraini abbiamo accolto in Italia. Il punto sul conflitto dopo quasi due mesi dall'inizio dell'invasione russa.

1) La Russia punta su Sloviansk, cuore del Donbass

I soldati russi sfondano nel Donbass e in due giorni hanno preso Kremmine e Torsk, nella la pianura dell’est dell’Ucraina. Sono a poche decine di chilometri a nord dalle città gemelle di Sloviansk e di Kramatorsk. Sloviansk, a più di 300 miglia a est della capitale Kiev, è un campo di battaglia potenzialmente cruciale, è una grande città, oltre 100mila abitanti. L'invasione russa segue di fatto il tracciato dell’autostrada M03, che dal nord, da Kharkiv, scende in profondità nel Donbass verso la città di Sloviansk. E' uno snodo cruciale perché aprirebbe ai russi una strada diretta verso il Sud e verso le altre forze russe che da settimane ormai controllano quasi del tutto la costa di Mariupol (che non è stata ancora definitivamente conquistata). Nel caso i due grandi schieramenti russi si ricongiungessero, quello a nord e quello a sud, si formerebbe una grande "sacca" che chiude a tenaglia le "migliori" truppe ucraine. Accerchiate e senza immediate vie d'uscita. Putin potrebbe annunciare entro il 9 maggio di avere ottenuto dal conflitto "quello che voleva": la messa in sicurezza delle cosiddette repubbliche autonome del Donbass, da lui riconosciute due giorni prima dell’invasione. L'esercito russo sta attaccando lungo un fronte di 480 chilometri nell'Ucraina orientale. Il ministro degli Esteri, Serghei Lavrov, conferma che l'obiettivo finale della "seconda fase dell'operazione speciale è la completa liberazione delle Repubbliche di Donetsk e Lugansk". La Russia ha puntato tutto sulle due regioni del Donbass, nell’Est del Paese: lì si producono carbone e acciaio e lì, dal 2014, è iniziata la campagna di Mosca per destabilizzare l’Ucraina attraverso il sostegno ai separatisti.

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Mappa BBC

2) Bombardamenti a tappeto sull'acciaieria simbolo della resistenza a Mariupol

L’acciaieria Azovstal, a Mariupol, è uno dei più grandi stabilimenti metallurgici d'Europa, un'area affacciata sul mare che copre oltre 11 chilometri quadrati, disseminata di edifici, altoforni, binari e, soprattutto, dotata di una fitta rete di cunicoli sotterranei costruita in epoca sovietica per resistere a un attacco nucleare. I difensori della città includono marines ucraini, brigate motorizzate, una brigata della guardia nazionale e il reggimento Azov, una milizia creata da nazionalisti di estrema destra che è stata successivamente incorporata nella guardia nazionale. I tunnel costruiti in epoca sovietica per permettere alla forza lavoro dell’acciaieria di sopravvivere a un attacco nucleare sono lunghi ventiquattro km e scendono per cinque piani. Mariupol "è sotto duro attacco, ma ancora sotto il controllo ucraino". L'ha affermato poche ore fa Pavlo Kyrylenko, il capo della regione militare di Donetsk, secondo quanto riporta la CNN. Per la terza volta il ministero della Difesa russo ha offerto la resa in cambio della vita ai combattenti ucraini assediati nell’immensa area industriale. La città portuale è stata devastata da bombardamenti quasi costanti dall'inizio della guerra, che hanno lasciato i residenti senza acqua né elettricità. Le autorità ucraine stimano che dall'inizio della guerra siano state uccise almeno 21.000 persone nella sola Mariupol. La città è praticamente caduta, rasa al suolo da 50 giorni di assedio, un ultimo drappello della difesa ucraina impedisce all'esercito russo, circa 12 mila soldati, di chiudere la partita, piantare la bandiera e salire in Donbass.

3) Il ritorno a Kiev dei profughi

Kiev si sta ripopolando. Dopo la liberazione dei suoi sobborghi dall'occupazione russa e la diminuzione del numero dei bombardamenti (ma le sirene suonano ancora adesso molto spesso), gli abitanti hanno cominciato a tornare a casa, nonostante i rischi. Sono soprattutto giovani, che vogliono ricominciare a lavorare e riconquistare i loro spazi, mentre persone più anziane rimangono ancora al riparo all'estero o nelle zone del Paese più sicure. Due terzi degli abitanti della capitale sono tornati lo stesso, e continuano ad arrivare, 50.000 persone circa ogni giorno. Ci sono anche almeno 10.000 sfollati interni. La maggior parte dei negozi di vario genere restano chiusi. Nei supermercati l'assortimento di cibo è scarso. Circolano ancora poche linee di autobus e filobus, anche se la metropolitana resta aperta fino alle 20 – il coprifuoco è stato prolungato, ora scatta alle 22. Traffico sostenuto, numerosi posti blocco, trincee e cavalli di Frisia un po' ovunque. Passato lo choc, racconta oggi la Stampa, gli abitanti della città stanno imparando a vivere in condizioni di guerra.

4) L'appello per una pausa umanitaria di 4 giorni

La tregua non è uno scenario al momento. I colloqui di pace non sono di fatto mai iniziati, le delegazioni di Kiev e di Mosca non si sono più incontrate faccia a faccia dal 29 marzo. Il ritrovamento di fosse comuni con più di 400 cadaveri di civili a Bucha, non lontano da Kiev, ha bloccato ogni comunicazione. Domenica "ucraini e russi celebreranno la Pasqua, una festa che unisce i cristiani ortodossi in Russia e in Ucraina, così come gli ucraini cattolici. Chiedo una pausa umanitaria di 4 giorni per la Settimana Santa che inizi giovedì e duri fino a domenica 24 aprile, per consentire l'apertura di una serie di corridoi umanitari". Lo ha detto il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres. 

 ''Nel momento in cui avranno il controllo del Donbass e il controllo della Crimea i russi avranno ottenuto i due terzi dei risultati che avevano dichiarato all'inizio. Il terzo sarebbe non far entrare l'Ucraina nella Nato. Risultato che di fatto è stato ottenuto ma che andrà consolidato per via negoziale. Speriamo che una volta conclusa l'operazione nel Donbass e a Mariupol si possa riaprire il discorso perché l'alternativa sarebbe una guerra infinita che prima o poi ci coinvolgerebbe''. commenta il generale Marco Bertolini, già comandante del Coi. ''Nella pianificazione iniziale questa non doveva essere la seconda fase della guerra - spiega - lo deduco dalle forze che sono state messe in campo che non erano sufficienti per procedere all'invasione dell'Ucraina ma erano molto minori. Il che vuol dire che il livello di ambizione era molto minore: mettere in sicurezza il Donbass, creare un collegamento tra la Crimea e il Donbass, poi ottenere che l'Ucraina non entrasse nella Nato. Credo che nei piani dei russi si volesse arrivare a questi obiettivi per via negoziale - dice - Saltato il negoziato si è resa necessaria questa seconda fase: i russi cercheranno di raggiungere quello che vogliono 'manu militari' anche se non sarà un'impresa facile''. ''Il negoziato non c'è stato perché, non tanto Zelensky, ma soprattutto i suoi ispiratori evidentemente non lo vogliono - spiega Bertolini - Infatti spingono per uno scontro finale, lo ha detto anche la Von der Leyen che bisogna arrivare alla vittoria e la vittoria vuol dire che non si negozia ma che l'avversario si arrende". 

La Turchia continua a mediare tra Mosca e Kiev per arrivare a un cessate il fuoco in Ucraina, ma l’intelligence britannica ha informato il governo di Boris Johnson che la nuova fase del conflitto porterà a "una guerra di logoramento che potrebbe durare diversi mesi".

5) Quanti profughi ucraini abbiamo accolto in Italia

L'Italia ha accolto, secondo il ministero dell’Interno, 95.952 ucraini. Tra questi: 49.588 donne, 11.343 uomini e ben 35.021 minori. Le destinazioni principali sono Milano, Roma, Napoli e Bologna. Molte città organizzano corsi gratuiti di italiano. Mentre nelle scuole sono stati accolti quasi 18mila minori. "I nuovi studenti non perderanno l’anno scolastico", ha dichiarato in un comunicato il ministero dell'Istruzione. Il 45% dei ragazzi frequenta le scuole di Lombardia, Emilia e Campania. "La media degli arrivi a Genova è tra le 40 e le 50 persone al giorno. Nessuno sa come sarà il futuro, ma circa il 90% delle persone che ho sentito vogliono tornare in Ucraina", dice il cappellano della comunità ucraina in Liguria, padre Vitaly Tarasenko. In Lombardia il 95 per cento delle persone è ospite presso famiglie o negli appartamenti collegati alle parrocchie della Diocesi ambrosiana. È già possibile per le aziende (e per le famiglie) italiane assumere persone che hanno lasciato l’Ucraina e si sono rifugiate in Italia in seguito all’invasione del Paese da parte della Russia, il 24 febbraio. Gli ucraini, poi, possono aprire una partita Iva per lavorare come autonomi. L’accesso al lavoro è uno dei diritti che si acquisiscono con la richiesta della protezione temporanea europea prevista dalla direttiva 2001/55/Ce e attivata per la prima volta dall’Unione il 4 marzo, proprio per far fronte al massiccio arrivo degli sfollati.

Perché il Donbass è così importante per Russia e Ucraina (e non solo)

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