Sabato, 13 Luglio 2024
La strategia / Ucraina

Così l'Ucraina potrebbe avere una scorciatoia per l'ingresso nella Nato

Kiev vuole che si arrivi un via libera già nel Summit di Luglio a Vilnius. Nei Paesi dell'est Europa ha molti alleati, ma in tanti temono che la mossa potrebbe irritare ancora di più la Russia di Putin

L'Ucraina è più che mai intenzionata ad aderire alla Nato. Kiev, appoggiata da diversi governi dell'Europa dell'est, sta aumentando le pressioni sugli alleati affinché accettino di garantire alla nazione una via d'accesso preferenziale e accelerata. E di farlo in fretta. Nonostante è fuori discussione che il Paese possa entrare a far parte del club finché sarà in guerra, Volodymyr Zelensky vuole garanzie certe che appena il conflitto sarà finito la porta verrà immediatamente aperta.

Oggi e domani a Oslo, in Norvegia, i ministri degli Esteri dell'Alleanza si sono riuniti per un incontro informale in cui il tema sarà in agenda, con i Trentuno che proveranno a ridurre le differenze sulla questione e a trovare un compromesso accettabile per tutti. L'Ucraina ha depositato a settembre la richiesta formale per l'adesione rapida, ma a bloccare l'accesso al momento sono due colossi, Usa e Germania, preoccupati per le implicazioni che un sì potrebbe. La volontà di impedire che Kiev entrasse nell'Alleanza è stato proprio una delle ragioni addotte da Vladimir Putin per giustificare quella che il presidente russo ha sempre definito una "operazione speciale". "La porta è aperta, ma non è il momento di decidere ora", a detto tempo fa il ministro della Difesa tedesco, Boris Pistorius.

La scorsa settimana, il Segretario generale della Nato Jens Stoltenberg ha ribadito che l'Ucraina non potrà entrare a far parte dell'alleanza finché continuerà la guerra contro la Russia. "Diventare un membro nel bel mezzo di una guerra non è all'ordine del giorno", ha detto. "Il problema è cosa succederà quando la guerra finirà", ha poi aggiunto. "Tutti gli alleati della Nato hanno concordato che l'Ucraina diventerà un membro", ha aveva garantito sempre Stoltenberg il mese scorso, quando si è recato personalmente a Kiev. Il Segretario generale ha sottolineato che "l'Ucraina ha bisogno di sicurezza", e che se "nessuno può dire quando e come finirà questa guerra, quello che sappiamo è che quando la guerra finirà, dobbiamo assicurarci che la storia non si ripeta".

L'Ucraina già nel 2008 aveva sottoscritto con la Nato un vago impegno all'adesione nel futuro, ma ora il Paese vuole certezze e una road-map precisa. E vuole che sia approvata nel Summit della Nato previsto a Vilnius, in Lituania, l'11 e 12 luglio. "Vilnius dovrebbe dare un chiaro segnale che politicamente l'Ucraina è invitata a entrare nella Nato", ha chiesto Olha Stefanishyna, vice primo ministro ucraino per l'integrazione europea, che ha partecipato al Globesec forum di Bratislava, in cui si è discusso di difesa e sfide geopolitiche. "Abbiamo bisogno di un impegno unificato di tutti gli Stati membri. Per me, in qualità di vice primo ministro, è davvero importante che il giorno successivo a Vilnius ci siano persone nella sede centrale con cui sedersi e lavorare sulle modalità" dell'adesione, ha detto Stefanishyna, che ha utilizzato la conferenza in Slovacchia per incontrare e fare pressione sulle controparti europee.

"Sarebbe molto triste se in qualche modo qualcuno potesse leggere l'esito del vertice di Vilnius come una vittoria della Russia nel precludere all'Ucraina la possibilità di entrare un giorno nella Nato", ha detto venerdì Ingrida Simonyte, la premier della Lituania, uno dei Paesi che più spingono per un ok a Kiev. "Per avere una pace duratura, avremo bisogno dell'Ucraina, di un'Ucraina indipendente, libera e liberata, come parte dell'alleanza Nato", ha detto il primo ministro lettone, Krisjanis Karins, dopo aver incontrato Stoltenberg la scorsa settimana. "È ora che l'Alleanza smetta di accampare scuse e avvii il processo che porterà all'eventuale adesione dell'Ucraina", ha scritto il ministro degli Esteri di Kiev, Dmytro Kuleba, in un articolo pubblicato su Foreign Affairs ad aprile. "Abbiamo bisogno di una dichiarazione scritta chiara da parte degli alleati che definisca un percorso di adesione", ha affermato.

Al momento ci sono vari compromessi sul tavolo degli Alleati. Le idee ventilate per assecondare le aspirazioni di Kiev vanno dal rilascio di una dichiarazione scritta sull'adesione dell'Ucraina durante il vertice di luglio, alla creazione di un nuovo consiglio Ucraina-Nato. Gli alleati sono anche pronti ad ampliare un pacchetto di assistenza per aiutare le forze del Paese ad abbandonare la dottrina, l'equipaggiamento e gli standard dell'era sovietica e a mettersi del tutto in linea con gli standard della difesa occidentale. Ma per l'Ucraina non basta.

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