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Sabato, 2 Marzo 2024
Oggetti non identificati

Cos'è questa storia degli ufo "abbattuti" in tutto il mondo

Sferici, ottagonali, in volo sui cieli di tutti i continenti: anche la Cina ha il suo "oggetto volante non identificato" e si prepara ad abbatterlo come gli Usa. In comune un'unica strategia: impedire che informazioni su luoghi strategici finiscano a paesi stranieri

Anomalie, oggetti volanti non identificati e palloni-spia. Se c'è qualcosa nei cieli del Nord America, il Dipartimento di Stato Usa vuole vederci chiaro. Perché, dopo l'abbattimento del pallone-spia cinese avvenuto il 4 febbraio scorso al largo delle coste del South Carolina (portando poi alla cancellazione dell’attesa visita del segretario di Stato Antony Blinken in Cina e aprendo a scenari insidiosi sui rapporti bilaterali), lo scorso weekend i caccia statunitensi, su indicazione del presidente Joe Biden, hanno abbattuto con potenti missili diversi oggetti volanti non identificati sopra l'Alaska e il Canada.

Gli Usa hanno abbattuto un nuovo oggetto volante

L'ultimo episodio la scorsa notte, quando il presidente degli Stati Uniti ha dato ordine di distruggere un altro "oggetto volante" individuato nei pressi del lago Huron, in Michigan. Gli ultimi tre episodi sollevano diversi interrogativi su chi c'è dietro il lancio di questi oggetti nell'orbita. 

Perché si scoprono più oggetti volanti?

Una domanda ruota attorno a questi incidenti: come mai si registrano sempre più oggetti volanti nei cieli di statunitensi? Facciamo un punto indietro. Il Norad, il comando della difesa aerospaziale congiunta del Canada e degli Stati Uniti, ha modificato il suo sistema radar per renderlo più sensibile e, di conseguenza, il numero di oggetti rilevati è aumentato notevolmente. Una decisione che ha fatto emergere l'esistenza di carenze nel sistema di sorveglianza dell'unità congiunta.

Perché la Cina usa i palloni aerostatici (e non i satelliti) per spiare gli Usa

Sono stati così intensificati gli sforzi di ricognizione e identificazione dei fenomeni attribuiti agli oggetti volanti non identificati grazie a uno sviluppo tecnologico che cerca di rispondere alle minacce poste alla sicurezza nazionale provenienti da diversi paesi, sulla scia dell'incursione del pallone-spia cinese poi abbattuto da un F-22 Raptor della U.S. Air Force al largo delle coste del South Carolina.

Alcuni funzionari sostengono che gli oggetti potrebbero provenire dalla Cina, o da un'altra potenza straniera, e il loro utilizzo potrebbe essere finalizzato a ottenere informazioni su luoghi strategici in paesi o territori considerati cruciali. Ne è convinto Jens Stoltenberg, il Segretario generale della Nato, che ritiene che l'oggetto abbattuto dalle forze statunitensi rientri in un "modello" di attività di intelligence e sorveglianza dei paesi alleati lanciata dalla Cina, ma anche dalla Russia. Per questo, i membri della Nato stanno pensando di aumentare le loro cooperazione nello spazio e condividere più dati. 

Secondo quanto scrive il New York Times, il radar del Norad ha individuato i primi due oggetti volanti almeno 12 ore prima che venissero abbattuti. Tuttavia i funzionari del Dipartimento della Difesa hanno mantenuto finora il massimo riserbo sulla raccolta di resti degli oggetti annientati, per concedersi tempo per analizzare i video e gli elementi rinvenuti.

Perché l'esatta natura degli oggetti, da dove provengono e a cosa fossero destinati non sarà confermata fino a quando l'Fbi e la Royal Canadian Mounted Police non avranno la possibilità di studiare nel dettaglio i resti del velivolo abbattuto. Alla domanda in conferenza stampa di ieri 12 febbraio se si possa trattare di Ufo, e quindi oggetti extraterrestri non identificati, il generale Glen D. VanHerck, comandante del Northern Command dell'Air Force, ha dichiarato che "a questo punto" non si può escludere nulla. Ma successivamente gli uomini dell'intelligence statunitense hanno sostanzialmente escluso che l'Air Force abbia sparato a qualche visitatore alieno. Resta da capire allora a chi facciano capo gli oggetti volanti misteriosi.

Dopo gli "ufo" anche misteriosi laser verdi nei cieli ma c'è una spiegazione

I velivoli colpiti dai caccia statunitensi lo scorso weekend sono differenti dal pallone-spia cinese abbattuto lo scorso 4 febbraio (che la Cina continua a sostenere essere uno strumento utilizzato per ricerche meteorologiche), perché più piccoli e meno sofisticati per capacità di volo e comunicazioni. L'intelligence statunitense e canadese non nascondono che questi mezzi possano essere "corporate", quindi di qualche azienda anziché di un governo. L'ennesima prova che il confine di azione e collaborazione tra civile e militare in Cina è molto sottile.

Washington ha già risposto in merito, inserendo in una blacklist commerciale sei tra aziende e centri di ricerca cinese presumibilmente collegate ai programmi aerospaziali di Pechino, tra cui Beijing Nanjiang Aerospace Technology, China Electronics Technology Group Corporation 48th Research Institute, Dongguan Lingkong Remote Sensing Technology, Eagles Men Aviation Science and Technology Group, Guangzhou Tian-Hai-Xiang Aviation Technology e Shanxi Eagles Men Aviation Science and Technology Group.

Scambio di accuse tra Cina e Stati Uniti

La guerra dei palloni e degli 'oggetti volanti' misteriosi infiamma quindi le tensioni tra Usa e Cina. Nella giornata di ieri 12 febbraio, Pechino ha detto di aver individuato un altro oggetto non identificato sui cieli della città portuale di Qingdao, che si prepara ad abbattere. Nell'ultimo capitolo della saga che si sta giocando tra Pechino e Washington, il governo cinese ha accusato gli Stati Uniti di aver fatto volare almeno dieci 'palloni spia', senza autorizzazione, nel proprio spazio aereo, dall'inizio del 2022. Poi ha esortato gli Stati Uniti a "cambiare rotta e a non diffamare e accusare la Cina".

Ma la Casa Bianca spedisce al mittente le accuse, definendole "false" e negando di aver inviato dei palloni-spia sul territorio cinese.

La tensione non si alza solo nei cieli, ma anche nelle acque, quelle rivendicate da Pechino. Il portavoce del ministero degli Esteri, Wang Wenbin, ha scandito nel suo punto stampa quotidiano che lo scorso anno ci "sono state 657 sortite americane e solo a gennaio di quest'anno 64 nel Mar Cinese Meridionale, mettendo seriamente in pericolo la sicurezza nazionale della Cina e minando la pace e la stabilità regionali".

Le acque del Mar Cinese Meridionale, dove passa circa un quarto del commercio navale mondiale, sono diventate il principale terreno di competizione strategica tra le due potenze. E in questo contesto di scontro bilaterale si inserisce anche Taiwan, che ha lo scorso agosto accolto l'ex speaker della Camera Usa Nancy Pelosi in un visita ufficiale non gradita al gigante asiatico. Perché anche il governo dell'isola rivendicata da Pechino ha registrato il passaggio di decine di 'palloni militari' cinesi nel suo spazio aereo negli ultimi anni, molto più di quanto precedentemente noto.

Pelosi a Taiwan, si alza la tensione Usa Cina: in volo i caccia di Pechino

E il fenomeno non fa altro che alimentare le preoccupazioni che Pechino potrebbe prepararsi per un attacco a Taiwan. A lanciare l'allarme sul fenomeno degli aerostati è un alto funzionario taiwanese citato dal Financial Times: "Li osserviamo molto spesso, l'ultimo solo poche settimane fa". Un'altra persona informata sulla questione ha affermato che tali "incursioni" avvengono in media una volta al mese. Le rivelazioni dei frequenti voli su Taiwan forniscono nuove informazioni sull'ampio programma militare dei palloni cinesi, che ha attirato l'attenzione globale.

Anche altre nazioni della regione, tra cui Giappone, Filippine, India e Vietnam, hanno osservato incursioni di questo tipo di velivoli nel loro spazio aereo, ma i loro governi hanno fornito pochi dettagli. Tutti paesi del vicinato asiatico coi quali la Cina ha dispute territoriali irrisolte.

Cosa può succedere tra Cina e Usa dopo il caso del pallone-spia

Il caso del pallone-spia, che ha portato alla sospensione della trasferta in Cina del Segretario di Stato Usa, irrompe in un momento in cui le due superpotenze tentano di risollevare una relazione bilaterale che è ai minimi storici. 

Come osservato da Zhu Feng, Direttore della School of International Studies, dell'Università di Nanchino, il fenomeno del pallone-spia è stato ampliato per tre ragioni. Innanzitutto, l'ampia copertura mediatica, in particolare negli Stati Uniti. A questo, si aggiunge la forza del caso che alimenta la paranoia degli statunitensi di una minaccia della Cina, fagocitata da una lotta politica interna tra repubblicani e democratici. E infine, c'è la manipolazione - propagandistica - del caso da parte dei cosiddetti falchi cinesi, coloro che a spada tratta difendono gli interessi diplomatici e commerciali della Cina sul web e social network.

In quali mani è il futuro delle relazioni tra Washington e Pechino? I funzionari di Pechino sembrano voler limitare le tensioni sul caso del pallone-spia, suggerendo ad alcuni funzionari statunitensi che è improbabile che gli ultimi oggetti volanti non identificati appartengano alla Cina. Ma dietro le accuse incrociate, molti sostengono e promuovono l'importanza di un dialogo bilaterale. Qualcosa potrebbe cambiare a margine della Conferenza della Sicurezza di Monaco dal 17 al 19 febbraio, quando Blinken potrebbe avere un faccia a faccia con Wang Yi, l’ex ministro degli esteri, ora a capo della diplomazia cinese nel ruolo di direttore dell’Ufficio della commissione degli affari esteri del Partito.

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