Mercoledì, 28 Luglio 2021
Chiara Cecchini

Opinioni

Chiara Cecchini

Giornalista Today

L'Ue resterà in silenzio sulla legge anti lgbt dell'Ungheria?

Manifestazioni di fronte al parlamento ungherese ( EPA/Szilard Koszticsa)

Con un solo voto contrario e 157 a favore, il parlamento ungherese ha approvato una legge che vieta la "promozione" dell'omosessualità ai minori: qualsiasi tipo di contenuto che incoraggi il cambiamento di genere o l'omosessualità non può essere mostrato a chi ha meno di 18 anni. La norma è inclusa in un disegno di legge che punisce la pedofilia. "Un provvedimento che rafforzerà il pregiudizio e l'omofobia. Col solito trucco di definire 'propaganda  gay' l'educazione ai diritti umani e l'aggravante di averlo inserito in un disegno di legge contro la pedofilia", per Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia.

Contro la legge, promossa dal partito del premier Viktor Orbán (con le elezioni in vista a inizio 2022), sono scese in piazza migliaia di persone e diversi gruppi per i diritti umani, compresa Amnesty: la norma è "un duro colpo ai diritti Lgbtq".

Alcune parti del testo riportate dall'Ansa:

"Al fine di garantire la protezione dei diritti dei bambini, la pornografia e i contenuti che raffigurano la sessualità fine a se stessa o che promuovono la deviazione dall'identità di genere, il cambiamento di genere e l'omosessualità non devono essere messi a disposizione delle persone di età inferiore ai diciotto anni". Le lezioni di educazione sessuale "non dovrebbero essere finalizzate a promuovere la segregazione di genere, il cambiamento di genere o l'omosessualità".

Per l'eurodeputata ungherese di Renew europe Anna Donath, quella appena approvata "è una legge incompatibile con i valori fondamentali delle società democratiche europee e con i valori dei cittadini ungheresi, è solo l'ultimo dei molti vergognosi attacchi ai diritti Lgbtiq dal governo di Viktor Orbán. La caccia alle streghe deve finire adesso: l'omofobia e la transfobia non possono avere posto in Europa". La legge inoltre ricorda molto quella russa, approvata nel 2013, contro la cosiddetta "propaganda gay" che vieta la promozione del "comportamento omosessuale tra i minori" e il gruppo Renew Europe in una nota ha condannato proprio la "putinizzazione dell'Ungheria da parte di Viktor Orbán ", chiedendo alla Commissione europea e al Consiglio Ue "di esaminare questi sviluppi e valutare se sono in linea con il diritto e la politica dell'Ue".

Soltanto appena pochi mesi fa il Parlamento europeo aveva approvato una risoluzione e dichiarato l'Ue "zona di libertà LGBTIQ", proprio in risposta all'arretramento sui diritti della comunità arcobaleno in alcuni paesi dell'Unione come la Polonia (dove diverse autorità locali avevano dichiarato i propri territori aeree "libere dall’ideologia LGBTIQ") e, appunto, l'Ungheria. Adesso cosa farà?

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