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Mercoledì, 26 Giugno 2024
Effetto sanzioni / Russia

La cinese UnionPay interrompe la collaborazione con la banca russa Sberbank

In Russia finora sono state emesse quattro milioni di carte di credito cinesi

Dallo scoppio della guerra in Ucraina, la Russia ha visto la sospensione dei sistemi e servizi di pagamento di Visa, MasterCard, Apple Pay e Google Pay a causa delle sanzioni occidentali. Le banche russe, in risposta al vuoto lasciato dalle istituzioni finanziarie statunitensi, hanno guardato con interesse al colosso dei pagamenti cinesi UnionPay, candidato a subentrare alle big Usa. L'emittetore China UniPay, attivo in 180 Paesi, è presente sul mercato russo da otto anni ma non era, finora, ancora particolarmente diffuso. Le cose sono cambiate con l’esclusione di Visa e MasterCard dai circuiti russi. Ma non è andato tutto secondo i piani: il sistema cinese UnionPay ha fatto sapere che non collaborerà con la Sberbank, la più grande banca di Mosca. Secondo il media russo Rbc, dietro l’improvvisa inversione di marcia ci sarebbe la paura di subire conseguenze derivanti dalle sanzioni occidentali.

La presenza di UnionPay in Russia

Gli istituti di credito del Cremlino, tra cui Sberbank, VTB, Otkritie e Alfa-Bank, già da marzo stavano esplorando la possibilità di utilizzare il sistema cinese UnionPay, ovvero prima che la principale banca russa entrasse nella lista delle sanzioni occidentali. Anche la Promsvyazbank ha emesso carte della UnionPay prima di essere colpita dai provvedimenti occidentali, ma ha recentemente interrotto le sue operazioni. La Sovcombank, invece, aveva in programma di emettere carte di credito Halva, che si appoggiano al circuito UnionPay, ma ha abbandonato il progetto a causa dei forti limiti che le banche sanzionate incontrano all’estero.

Le sanzioni cominciano a fare davvero male alla Russia

Attualmente le carte UnionPay vengono emesse da dieci banche russe, per un totale di quattro milioni di carte di credito cinesi. Da quando i big dei servizi di pagamento statunitensi hanno sospeso le operazioni in Russia, gli istituti nazionali hanno registrato un aumento della domanda di carte di credito UnionPay. Dopo l'imposizione delle sanzioni, la loro richiesta è decuplicata: il volume delle emissioni è passato da 50 mila a 500 mila pezzi. In parallelo, è cresciuto anche il costo delle emissioni e le spese della carta: la commissione annuale a volte supera i 10 mila rubli (circa 115 euro) e, per un'emissione urgente, alcune banche addebitano fino a 15 mila rubli (oltre 170 euro). In Russia, circa il 95 per cento dei commercianti accetta UnionPay e ci sono dove oltre 1,6 milioni di terminali di punti vendita che supportano la tecnologia di pagamento UnionPay QuickPass.

La posizione della Cina, che non ha condannato ufficialmente il conflitto russo in Ucraina, consente alle società cinesi come UnionPay di continuare a fare affare con i partner russi. Ma il dietrofront del colosso cinese delle carte di credito testimonia la diffidenza di Pechino nel portare avanti gli affari commerciali con Mosca.

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