Martedì, 16 Luglio 2024
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Usa 2016, Stein e Johnson sono gli "outsider"

Non hanno alcuna speranza di vincere, ma ci sono anche altri candidati oltre a Hillary Clinton e Donald Trump in corsa per la Casa Bianca. A lottare nelle retrovie ad esempio ci sono gli irriducibili Jill Stein e Gary Johnson, lei per i Verdi, lui per il partito Libertario

Non hanno alcuna speranza di vincere, ma ci sono anche altri candidati oltre a Hillary Clinton e Donald Trump in corsa per la Casa Bianca. A lottare nelle retrovie sono gli irriducibili Jill Stein e Gary Johnson, lei per i Verdi, lui per il partito Libertario. Ma chi sono? Da dove vengono, che storia hanno?

La verde Jill Stein  - Per andare a conoscere meglio Stein bisogna aver voglia di guidare fino a una cittadina di nome Lexington, in Massachusetts. Lei, che è medico e naturalmente agguerrita ambientalista, fu già candidata per il partito dei Verdi alle elezioni del 2012, e due volte candidata come governatore dello stato del Massachusetts (nel 2002 e nel 2010), senza mai vincere. La città è importante perché è a quella che deve - per ora - la sua unica conquista politica: è stata eletta due volte, nel 2005 e nel 2008, nell'assemblea cittadina (in realtà più di una semplice assemblea degli abitanti: il Town Meeting negli stati del New England rappresenta una storica forma di governo democratico, risalente al diciassettesimo secolo).

Il principale caposaldo della sua campagna elettorale ha a che fare, naturalmente, con le politiche ambientali: Stein vorrebbe portare gli Usa a un approvvigionamento green al 100% entro il 2030. In generale, il suo programma ha molti punti in comune con quello di Bernie Sanders, con alcune vette più estreme. Per esempio la riduzione del debito studentesco, il fardello che la maggior parte dei giovani americani si carica sulle spalle per potersi sobbarcare le spese del college, e che poi continua a pagare a rate per decenni. La vicinanza morale a Sanders è tale che Stein in passato ha dichiarato che in caso di vittoria sarebbe contenta di averlo al suo fianco come vicepresidente. Ed è una vicinanza che sentono anche i più ferventi sostenitori di Sanders, che, quando lui si è ritirato dalla corsa e ha dato il suo sofferto endorsement a Clinton, non solo l'hanno aspramente criticato (c'è ancora tutta una frangia di elettori Democratici che si picca di essere #NeverHillary), ma hanno anche iniziato a sostenere Stein con donazioni in denaro, avvertendola come il sostituto naturale del senatore del Vermont. Stein dice di non essersi candidata per il suo ego, bensì per fare qualcosa di buono per il Paese.

Il libertario Gary Johnson - Per capire chi è Johnson bisogna fare rotta verso sud e il gran sole del New Mexico, dove gli sono successe tutte le cose importanti. Non ci è nato (proprio come Stein, che non è nata in Massachusetts), ma qui è cresciuto, ha studiato (è laureato in scienze politiche), ha conosciuto quella che poi sarebbe diventata sua moglie e la madre dei suoi due figli Erik e Seah, è diventato imprenditore (ha fondato nel 1986 un'azienda di costruzioni, la Big J Enterprises, poi diventata multimilionaria e venduta nel 1999, cinque anni dopo il suo ingresso in politica), e infine due volte governatore.

È nota la sua posizione sulla legalizzazione della marijuana: non solo è a favore e ne fa uso lui stesso (come racconta il New Yorker), ma nel 2014 è stato nominato amministratore delegato di Cannabis Sativa, un'azienda con sede in Nevada che produce cannabis a scopi medici. È poi contrario alle politiche di gun control: si è dichiarato un sostenitore del secondo emendamento, che garantisce il diritto al porto d'armi per ogni cittadino.

Ha però un tallone d'Achille piuttosto grande per un aspirante presidente: la politica estera. A settembre, durante un'intervista su Msnbc, domandò "Cos'è Aleppo?". E poco tempo dopo, sempre sul Msnbc, non sapendo rispondere al conduttore che gli chiedeva il nome di un leader estero che ammira, proclamò: "Penso mi stia capitando un altro momento alla Aleppo". Forse in quel momento, anziché essersi dichiarato il jolly della campagna elettorale, avrebbe preferito poterne giocare uno e cambiare domanda.

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