Lunedì, 14 Giugno 2021
Stati Uniti

Usa, la polemica sul possesso delle armi: "Uccidono più del terrorismo"

Una famiglia su tre ha almeno una pistola in casa e le lobby non vogliono una stretta sul possesso, come invece vorrebbe il presidente Obama. Ma alcune delle grandi marche ha già smesso i modelli più pericolosi. Nel mondo della politica si riapre lo storico dibattito

È sicuramente uno dei temi che torna a far scalpore ogni volta che negli Stati Uniti c'è aria di campagna elettorale. Purtroppo però, a volte, ai dibattiti polici si affiancano fatti di cronaca tragici. Negli Usa non si è mai smesso in realtà di parlare di possesso e commercio di armi, almeno nella società civile. Ma dopo la prima "morte in diretta" dei due reporter in Virginia uccisi da un collega, dopo l'ennesima strage universitaria in cui ha perso la vita un giovane studente, l'America è scossa, profondamente. 

Il padre di una delle vittime della strage che si è consumata davanti le telecamere in Viriginia, ha dichiarato ai microfoni di Fox News che si impegnerà per tutta la vita perché una tragedia come quella non si ripeta: "Bisogna pensare a limitarne l'accesso, la possessione, il commercio". Una frase che se non venisse detta da uno dei familiari delle vittime suonerebbe come un'eresia per alcuni rappresentati repubblicani del Congresso Usa. "Il numero di persone che in America muore a causa delle armi da fuoco è molto superiore a quello delle vittime del terrorismo": ha spiegato il presidente Usa Barack Obama nel corso di una trasmissione televisiva commentando l'uccisione in Virginia dei due giovani reporter.

UNA PISTOLA IN UNA FAMIGLIA SU TRE - Da sempre il "diritto a difendersi" è sacrosanto per la politica e la società civile americana: una famiglia su tre negli Usa ha almeno una pistola in casa e spesso nelle cronache locali si leggono di bambini e ragazzini che perdono la vita o uccidono giocando con vere armi. Walmart, grande catena di distribuzione made in Usa, ha deciso che sugli scaffali dei suoi negozi non verrano più venduti i fucili d'assalto. Insomma, per buona pace delle lobby di chi le produce, il rapporto tra americani e armi sta cambiando. 

Da anni Obama si batte per ridurne la diffusione, contrastando i rappresentanti politici vicini a queste lobby, guidate dalla National Rifle Association, storica organizzazione che difende quello che viene definito "diritto alla difesa personale". La mappa della diffusione di armi da fuoco nel paese è impressionante: ce ne sono in circolazione dai 270 ai 310 milioni, detenute legalmente o illegalmente. Tra queste non ci sono solo piccoli fucili o pistole ma anche armi da assalto, con fortissima potenza di fuoco. 

Nel 2013, secondo le statistiche ufficiali, in Usa sono morte 33.636 persone a causa delle armi da fuoco. Tra i singoli stati la bandiera nera va all'Alaska, con 19,6 morti ogni 100 mila persone, seguita da Louisiana con 19,1 vittime e Mississippi, con 17,7 morti. Inoltre, dal 1982 al maggio dello scorso anno, negli Usa si sono verificati almeno 61 omicidi di massa con armi da fuoco (nella maggior parte dei casi possedute legalmente) in ben 30 Stati. Il presidente Obama ha spesso ricordato che negli Usa con le armi si uccide 297 volte in più che in Giappone, 49 volte in più che in Francia e 33 volte in più che in Israele. Everytown, movimento di americani che si battono per la limitazione del possesso di armi, ha diffuso un grafico sul tema, che ben dà l'idea della questione.

grafico armi-2

Gli esperti affermano che negli ultimi anni si sono verificate molte delle sparatorie più mortali di sempre: delle 12 più letali, infatti, sei sono avvenute dal 2007 ad oggi, inclusa quella alla scuola elementare Sandy Hook di Newtown, in Connecticut, nel 2012, dove 20 delle 27 vittime erano bambini. dopo quei fatti un numero record di americani, il 58%, diceva di ritenere necessario un controllo più severo sulle armi da fuoco. C'è anche una parte della società che pensa che avere una pistola in casa possa essere utile a difendersi: nel dicembre 2012 la percentuale era del 48%, passata al 57% nel dicembre 2014. 

Insomma ancora il dibattito è aperto e prima che il Congresso prenda una posizione chiara sul tema passerà ancora del tempo. Intanto, mentre Obama continua a schierarsi con chi pensa che una limitazione sul possesso di armi debba avvenire al più presto, Donald Tramp, quello che sembra il futuro candiato repubblicano per le elezioni del 2016, non mette in discussione il sistema del commercio e della vendita: lui, da buon repubblicano e ex-imprenditore, non fa un passo indietro sulla questione. Anzi, nonostante le stragi degli ultimi giorni, non ha esitato a fare dichiarazioni shock: "Alla base di questi fatti di cronaca non c'è un problema con il possesso delle armi: bisogna ripensare a come vengono trattati e curati coloro che hanno delle patologie psichiatriche: si tratta di pazzi a piede libero" ha spiegato Tramp ai microfoni della Cnn.

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