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Domenica, 23 Giugno 2024
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Stati Uniti, tutte le donne dei (potenziali) presidenti

Secondo gli elettori repubblicani Condoleezza Rice dovrebbe affiancare Romney come vicepresidente, e non è la prima volta che una donna sale alla ribalta nelle elezioni presideziali

Gli elettori repubblicani vorrebbero vedere Condoleezza Rice a fianco di Mitt Romney alla Casa Bianca. E’ quanto risulta da un sondaggio reso noto dalla Cnn. Secondo l’emittente statunitense, ben il 26% degli intervistati ha detto di voler vedere come vicepresidente colei che ha ricoperto l’importante carica di  Segretario di Stato sotto George W. Bush. La Rice sembra inoltre essere la scelta di quegli elettori che non fanno parte del Tea Party, il movimento ultra-conservatore nato nel 2009. In seconda posizione, con il 21% delle preferenze, si trova Rick Santorum, che fino alla scorsa settimana era il principale sfidante di Romney. L’ex senatore della Pennsylvania è infatti il più adatto ad attrarre le simpatie dell’elettorato conservatore e cattolico.


Già nel corso della precedente campagna elettorale, le figure femminili avevano rivestito un ruolo importante. Durante le primarie democratiche per le elezioni del 2008 ci fu una vera e propria lotta all’ultimo voto tra Hillary Clinton, l’ex First Lady da molti ritenuta come la favorita, e Barack Obama, che a quei tempi era un senatore dell’Illinois che a sorpresa riuscì  a diventare il candidato ufficiale. Proprio in quella occasione, di fronte anche al positivo riscontro che la Clinton ebbe presso l’elettorato, venne deciso di affidarle l’imporante compito di Segretario di Stato.


Anche il candidato repubblicano alle elezioni presidenziali del 2008 decise di giocare una ‘carta rosa’ contro l’ex First Lady alleata di Obama. John McCain scelse infatti Sarah Palin, ai tempi governatrice dell’Alaska, come sua futura vice in caso di vittoria. La scelta sicuramente fece presa sull’elettorato ultra-conservatore: la Palin, chiamata anche ‘Barracuda’ per la sua aggressività, era famosa per essere stata Miss Alaska e giornalista, madre di famiglia e cacciatrice. Anche se incarnava il ruolo della donna forte, è innegabile che in quel caso McCain aveva preferito l’apparenza alla competenza. Le sue crociate contro l’aborto e i matrimoni gay rendevano la Palin vicina agli umori dei conservatori, ma la governatrice dell’Alaska aveva pochissima esperienza in campo internazionale, tanto da non avere un passaporto.


Nonostante questo era la prima volta che nel partito repubblicano una donna veniva scelta come potenziale vicepresidente in caso di vittoria. Solo nel 1984 c’era stato un altro caso, quando il democratico Walter Mondale volle al suo fianco Geraldine Ferraro nella campagna contro il presidente uscente Ronald Reagan, poi riconfermato per un secondo mandato. Anche se le donne hanno iniziato a rivestire una certa importanza nelle ultime campagne elettorali, gli Stati Uniti sono tra i molti Paesi che non hanno mai avuto un presidente femmina.  

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