Giovedì, 28 Ottobre 2021
USA / Stati Uniti d'America

Gli Usa sono pronti per la cyber guerra

Il quotidiano britannico Guardian rivela: Obama ha ordinato all'intelligence di redigere una lista di bersagli per cyber attacchi all'estero

Barack Obama ha ordinato ai dirigenti dell'intelligence e della Sicurezza Nazionale di redigere una lista di possibili bersagli di cyber attacchi all'estero. Lo rivela oggi il quotidiano britannico Guardian, già autore dello scoop sui controlli dei tabulati telefonici della Verizon.
Il giornale rende nota una direttiva presidenziale segreta relativa allo scorso ottobre, nella quale si afferma che ciò che vengono definite 'Offensive Cyber Effects Operations' "sono in grado di offrire capacità non convenzionali e uniche di far avanzare gli obiettivi nazionali Usa nel mondo".

Nel documento si può leggere che il governo "identificherà possibili obiettivi di importanza nazionale in cui le cyberoperazioni offensive possano offrire un buon equilibrio tra rischi e benefici rispetto ad altri strumenti del potere nazionale". I potenziali effetti dannosi di azioni condotte "con poco o senza preavviso agli avversari" andrebbero "da lievi a gravi".

Nella direttiva viene inoltre contemplata la possibilità di compiere cyber attacchi anche negli Stati Uniti, anche se viene specificato che queste azioni non possono essere condotte senza l'ordine del presidente, tranne che nei casi di emergenza.

NEW YORK TIMES - Il programma di controllo dei dati telefonici e telematici di milioni di americani, gestito dell'intelligence statunitense, ha aiutato a sventare un attacco negli Stati Uniti nel 2009. E' quanto scrive oggi il New York Times, sottolineando come per le autorità Usa il programma 'Prism' sia considerato cruciale nella lotta al terrorismo.

"Siamo stati in grado di raccogliere informazioni cruciali", ha detto un alto funzionario dell'intelligence. Informazioni come quelle passate attraverso un indirizzo e-mail di Peshawar, in Pakistan, legato a membri di al Qaida e controllato dalle autorità americane. Dopo mesi di silenzio, all'inizio del sttembre 2009 arriva all'indirizzo di Peshawar una e-mail spedita da Aurora, in Colorado. Gli investigatori riescono a risalire a Najibullah Zazi, 24 anni, che si è rivolto a un facilitatore di al Qaida per avere istruzioni su come fabbricare esplosivi. In una e-mail successiva, l'intelligence legge il seguente messaggio: "Il matrimonio è pronto", ossia tutto è a posto per un attacco. Le autorità fermano così Zazi, lo rilasciano, ma alla fine lo arrestano; l'uomo ammetterà infatti di aver progettato un attacco alla metropolitana di New York.

Il Nyt ricorda anche che, lo scorso dicembre, quando il Congresso si preparava a prorogare 'Prism', il Presidente della Commissione Intelligence del Senato, la democratica Dianne Feinstein, ricordò otto casi recenti di terrorismo, sottolineando come "questi casi dimostrano che il programma ha funzionato". Si trattava di progetti di attentato alla Federal Reserve Bank, alla sede del Congresso, a siti in Florida e a New York, così come contro le truppe di rientro dall'estero.

LE AMMISSIONI DI OBAMA SUI CONTROLLI - "Nessuno ascolta i contenuti delle telefonate degli americani". Così il presidente americano Barack Obama ha commentato l'azione della National Security Agency, l'agenzia per la sicurezza nazionale, che ha collezionato i tabulati telefonici di milioni di utenti del gruppo Verizon.
Obama ha ribadito l'obiettivo della Casa Bianca: attraverso il controllo dei cosiddetti metadati si intende proteggere i cittadini statunitensi da attacchi terroristici. Questo programma, e quello che ha permesso al governo di avere accesso diretto ai server di nove importanti aziende informatiche, "sono segreti nel senso che sono 'classified' ma non lo sono nel senso che ogni membro del Congresso è stato aggiornato" tanto più che i programmi stessi "sono stati approvati sin dal 2006". Obama ha aggiunto parlando alla popolazione: "è importante capire che i vostri rappresentanti sono stati informati su quello che abbiamo fatto".

Il controllo dati compiuto dall'intelligence statunitense, secondo Obama, è "una modesta invasione della privacy".
Obama ha anche aggiunto il problema è legato al rapporto che c'è tra privacy e sicurezza: "Dobbiamo trovare un bilanciamento tra i due elementi e aprire un dibattito su questa questione". Poi il presidente ha ricordato che il Congresso per bene due volte ha autorizzato il programma dell'intelligence di raccolta dati: "È sotto stratta supervisione del Congresso", ha detto.

"So che si parla di 'Grande Fratello', ma quando si guarda ai dettagli, le operazioni sono fatte in base a un giusto bilanciamento tra sicurezza nazionale e diritti personali". "Le persone coinvolte nella sicurezza nazionale prendono la questione molto seriamente e nel rispetto della Costituzione", ha proseguito l'inquilino della Casa Bianca. "Quando lascerò il mio ruolo [da presidente], sarò un semplice cittadino. E ho il sospetto che le mie conversazioni e le mie email saranno monitorate. Anche io voglio la mia privacy tutelata ma so che (questi controlli) vengono fatti in modo professionale".

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