Domenica, 13 Giugno 2021
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Usa, seconda notte di proteste anti-Trump in molte città: "Not my President"

Migliaia di persone in strada a New York, Chicago, Denver, Dallas, Oakland. Trump attacca: "Contestatori di professione, incitati dai media". Le voci dalla piazza: "Saranno quattro anni di resistenza"

L'elenco è molto lungo: Baltimora, New York, Chicago, Denver, Dallas, Oakland.

In molte città statunitensi, al grido di "Not my President! Not my President!", migliaia di persone sono scese in strada per la seconda notte consecutiva, per protestare contro la vittoria del candidato repubblicano nella corsa alla Casa Bianca. 

Donald Trump, che ha commentato per la prima volta le proteste, ne ha addossato la responsabilità ai media: "Abbiamo appena avuto delle elezioni presidenziali corrette e aperte. E ora dei contestatori di professione, incitati dai media, protestano. È scorretto", ha scritto il neoeletto presidente su Twitter.

"Stiamo solo facendo vedere quello che accadrà nei prossimi quattro anni. Saranno quattro anni di resistenza", ha spiegato Kaila Philo, studentessa 21enne al The Baltimore Sun, che ha creato una pagina Facebook per richiamare più gente possibile.

A Portland, le manifestazioni sono degenerate in scontri, definiti dalla polizia come "diffuse azioni criminose e compartamenti pericolosi". La polizia è intervenuta per impedire ai manifestanti di arrivare alla 5th Avenue. A Los Angeles il sindaco Eric Garcetti ha invitato i dimostranti a lasciare libere le autostrade e a non compiere atti vandalici, ma ha riconosciuto: "Sono state elezioni traumatiche, ci sono molte divisioni".

Per il weekend sono previste dimostrazioni in numerose città americane.

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