Venerdì, 18 Giugno 2021
Grecia

Il piano di Tsipras non c'è: ora Bruxelles non esclude il 'Grexit'

Il vicepresidente della Commissione europea: "Non possiamo escludere un'uscita di Atene". E secondo il quotidiano Kathimerini 16 paesi su 18 sarebbero pronti a interrompere i negoziati

Il piano di Tsipras non c’è. Secondo voci interne all’Eurogruppo la delegazione greca si sarebbe presentata all’appuntamento decisivo con i creditori a mani vuote. Tsipras avrebbe inoltre chiesto 7 miliardi di euro "al più presto" per fare fronte ai debiti in scadenza, ed evitare il default.

Ma da parte greca - almeno per ora - non è arrivata nessuna contropartita. Non solo. Fonti del governo ellenico citate da Dow Jones, sostengono addirittura che la Grecia abbia scelto di ribadire le proposte che aveva portato al passato Eurogruppo, e che i partner avevano deciso di non esaminare in attesa di vedere cosa sarebbe successo al referendum.

Insomma, le indiscrezioni che arrivano di ora in ora da Bruxelles non lasciano presagire nulla di buono. Ed è un dato di fatto che lo spauracchio del Grexit venga ormai evocato anche nelle dichiarazioni ufficiali. 

Sulla Grecia "se non si ricostruisce la fiducia non si può escludere" una uscita dall'euro, ha avvertito il vicepresidente della Commissione europea, Vladis Dombrovskis, esternazione poi smorzata da Jean-Claude Juncker. Bisogna fare il possibile per "evitare un'uscita della Grecia dall'Eurozona", ha detto il presidente della Commissione europea, assicurando che l’Ue "continuerà a lavorare per far sì che si torni al tavolo negoziale e si raggiunga un accordo" fra Atene e i creditori dell'Eurozona. 

Intanto il tedesco Wolfgnag Schaeuble e altri ministri dell'area nordica hanno bocciato prima ancora che venisse formalizzata l'ipotesi di tagli al debito pubblico. "E' vietato dai trattati", ha detto il ministro teutonico.

"16 PAESI FAVOREVOLI AL GREXIT" - Ma le voci che si susseguono sulla crisi greca sono sempre più inquietanti. Il quotidiano greco Kathimerini, citando fonti comunitarie ha svelato che 16 Paesi dell'Eurozona sono a favore di un'eventuale uscita di Atene dall'euro. Tra i due Stati ancora a sostegno di Atene c'è la Francia.  

Wilbur Ross, importante investitore americano stima l'attuale possibilità di una 'Grexit' al 40%. Ross ha anche aggiunto che in caso di un’uscita dall’euro la nuova dracma quoterebbe circa 25-50 centesimi di euro (il cambio fissato al momento dell’ingresso nella moneta unica era di 340.75 dracme per un euro). 

L'eventuale 'nuova' dracma comporterebbe "un forte impoverimento per i cittadini greci", ha detto Ross perche' con la valuta verrebbero tagliate anche "pensioni, risparmi e tutto il resto".

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