Mercoledì, 24 Febbraio 2021
Israele

Coronavirus, brutte notizie per i pessimisti: in Israele 20 contagi su 128 mila vaccinati

I risultati preliminari di una ricerca condotta dall'azienda sanitaria Maccabi dopo la seconda dose di vaccino Pfizer. Per gli esperti si tratta di dati "incoraggianti", ma serve ancora cautela

Foto di repertorio

Non è ancora finita, ma i motivi per essere positivi non mancano in Israele dove finora 2 milioni e 660mila persone (pari a circa il 30% della popolazione) hanno ricevuto almeno una dose di vaccino e un altro milione e 200mila ha ricevuto anche la dose di richiamo. Secondo i risultati preliminari di una ricerca condotta dall’azienda sanitaria Maccabi,  su 128.600 persone monitorate che avevano già ricevuto la seconda dose del vaccino Pfizer-BioNTech, si sono contagiate solo in 20. Ovvero lo 0,008% del totale. Non solo. Nessuna delle persone contagiate, riferisce l'agenzia Reuters, avrebbe a quanto pare sviluppato la malattia in forma grave. "Il Maccabi riferisce che il 50% delle persone contagiate soffre di malattie croniche" si legge in una nota dell’azienda riportata dai media. "Tutti i pazienti hanno manifestato la malattia in forma lieve con sintomi quali mal di testa, tosse, debolezza o affaticamento. Nessuno è stato ricoverato in ospedale o ha sofferto di febbre superiore a 38,5 ° C". Una notizia confermata anche dal ministro della Salute, Yuli Edelstein, che ha fatto sapere oggi di non essere a conoscenza di nessun caso grave tra gli israeliani che hanno ricevuto anche la seconda dose di vaccino. 

Anat Ekka Zohar, direttrice della divisione "Information and Digital Health" del Maccabi, ha affermato che si tratta di numeri "coerenti con i risultati dello studio Pfizer" e che l’azienda continuerà a monitorare "da vicino questi pazienti” per verificare l’evolversi della malattia. Secondo Maccabi si tratta di risultati preliminari, e dunque da prendere con cautela, ma i numeri sono molto incoraggianti". Ci sono però altri indizi che fanno ben sperare. Come ha fatto notare un paio di giorni fa il virologo Roberto Burioni su Twitter, i malati gravi con età superiore a 60 anni (la fascia di età che ha più beneficiato dei vaccini) sono calati del 9% a fronte di aumento del 50% nella fascia 40-50.

Ci sono però anche notizie meno positive. Nonostante il Paese sia in lockdown da un mese il numero dei casi resta alto. Dopo 4 giorni di contagi in calo, ieri i nuovi positivi sono tornati a crescere con 8.962 contagi in 24 ore. La terza ondata del virus non è stata ancora domata, ma non mancano i motivi per essere ottimisti. 

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