Lunedì, 20 Settembre 2021
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Allarme Zika, ci vorrà almeno un anno e mezzo per testare un vaccino

Tra poche settimane, invece, i ricercatori faranno chiarezza sul legame tra il virus e la microcefalia nei neonati di donne infettate

Ci vorrà almeno un anno e mezzo prima di poter testare un vaccino contro il virus Zika, mentre tra quattro-otto settimane si conosceranno gli esiti delle indagini sulla correlazione tra il virus, la microcefalia e la sindrome neurologica di Guillain-Barre. Lo ha annunciato l'Organizzazione mondiale della Sanità affievolendo le speranze di un antidoto in tempi brevi per l'epidemia che ha colpito i Paesi sudamericani, in particolare il Brasile.

Secondo il vicedirettore per il sistema sanitario dell'Oms, Marie-Paule Kieny, quindici aziende o gruppi hanno già iniziato a lavorare su un vaccino per il virus, la cui epidemia è stata definita un'emergenza su scala globale. Attualmente esistono due vaccini che sembrano i più "promettenti", uno dei quali è stato sviluppato dall'Istituto nazionale statunitense per la salute, mentre il secondo dalla indiana Bharat biotech, ha aggiunto Kieny. "Nonostante questo quadro incoraggiante, i vaccini non saranno testati su larga scala prima di 18 mesi".

Il vicedirettore del dipartimento dell'Oms ha aggiunto, però, che entro 4-8 settimane si potrà sapere se il virus Zika causa microcefalia nei neonati di donne infettate e la grave sindrome di Guillain-Barre, che attacca il sistema nervoso. Il virus Zika provocherebbe gravi malformazioni del feto in caso di madri contagiate durante la gravidanza, e in particolare microcefalia, anche se a riguardo non esistono ancora prove scientifiche inconfutabili.

A questo proposito ieri in uno studio pubblicato dalla rivista specialistica "New England Journal of Medicine", alcuni ricercatori sloveni hanno indicato di aver identificato il virus Zika nel tessuto cerebrale del feto affetto da microcefalia abortito da una donna rientrata lo scorso anno dal Brasile, dove aveva contratto il virus. Le conclusioni dei ricercatori sloveni si basano su tre mesi di lavoro realizzato a partire dall'autopsia del feto. Questo studio evidenzia "una presenza importante del virus nei tessuti cerebrali, in assenza di ogni altra causa" di malformazione, ha sottolineato la facoltà di medicina e l'ospedale di Lubiana in una nota. Un'altra équipe guidata dai ricercatori del Centro americano per il controllo e la prevenzione delle malattie ha riportato esami su due neonati con microcefalia, morti venti ore dopo la nascita, e due aborti. Tutte e quattro le madri avevano i sintomi di contagio del virus Zika, ma non si erano sottoposte ai test. Entrambi i neonati avevano tracce del virus Zika a livello cerebrale.
 

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