Venerdì, 22 Ottobre 2021
Sputnik V / Russia

Il vaccino è inutile per chi beve vodka: panico in Russia dopo l'avvertimento delle autorità sanitarie

Parte la campagna di vaccinazione di Sputnik V, anche se gli esami clinici sono ancora in corso. Ma gli esperti avvertono: perché sia efficace bisogna smettere di bere (e fumare) per quasi due mesi

Chi vuole sottoporsi alla dose di Sputnik V, il vaccino russo anti coronavirus, dovrebbe astenersi dal bere alcolici per quasi due mesi prima e dopo l’immunizzazione. È quanto ha affermato Anna Popova, capo del Servizio federale russo di sorveglianza sulla protezione dei diritti dei consumatori e del benessere umano. Il vaccino elaborato dagli scienziati russi, che richiede due iniezioni a tre settimane di distanza, potrebbe infatti perdere di efficacia se si consuma alcol prima o dopo il trattamento.

Niente vodka né sigarette

La notizia irrompe nel periodo che precede il Natale, quando molti russi consumano tradizionalmente vodka o vini frizzanti. “L'assunzione di alcol deve essere interrotta almeno due settimane prima dell’immunizzazione”, ha detto Popova in un'intervista radiofonica. I destinatari della dose dovrebbero inoltre astenersi dall'alcol “per 42 giorni dopo la prima iniezione”, ha aggiunto l’esperta, perché proprio in quel periodo “si sta formando l'immunità e bisogna fare attenzione”.

Tale momento rappresenta infatti “uno sforzo per il corpo” e “se vogliamo rimanere in salute e avere una forte risposta immunitaria, non bisogna bere alcolici”, ha chiesto ai russi, tra i maggiori consumatori di alcol al mondo. Popova ha anche sconsigliato di fumare prima e dopo la vaccinazione perché il tabacco irrita i polmoni e potrebbe avere un impatto negativo sulle risposte immunitarie. Ma le autorità temono che il rispetto di tali norme sia troppo difficile durante questo periodo, tanto che si è cercato di tranquillizzare sulle bevande alcoliche più leggere, come vino e birra, mentre la vodka sarebbe proprio da evitare.

Partita la campagna di vaccinazione in Russia

Secondo il Moscow Times, la campagna di vaccinazione contro il coronavirus in Russia è iniziata questa settimana con i volontari ad alto rischio, nonostante Sputnik V sia ancora sotto esame negli studi clinici che ne devono certificare la sicurezza. I suoi sviluppatori affermano che il vaccino è efficace al 95% contro il virus. I funzionari sanitari stimano che centomila russi abbiano già ricevuto lo Sputnik V, inclusi partecipanti ai test e i membri delle forze armate. Al momento in Russia si registra il quarto numero di casi di Covid-19 più alto al mondo, con oltre 2,5 milioni di contagi. Le vittime accertate finora sono state 44mila.

La campagna vaccini in Italia da metà gennaio nei gazebo a forma di primula

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