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Venerdì, 12 Aprile 2024

I volontari italiani bloccati a Khartoum: "Qui scontro totale"

Stavano distribuendo generi di prima necessità proprio a Khartoum

È caos in Sudan, dove i paramilitari hanno attaccato l'esercito, con scontri e violenze specialmente nel centro di Khartoum: dopo giorni di tensione, è esplosa una vera e propria guerra civile fra le milizie paramilitari dell'Rsf (Forze di rapido supporto) e l'esercito regolare sudanese. L'escalation è arrivata in un momento particolarmente difficile della transizione a un governo civile, dopo il golpe militare dell'ottobre 2021, e sul territorio sudanese si trovano in questo momento bloccati anche volontari della celebre associazione genovese Music for Peace, tra cui il fondatore Stefano Rebora, che da giorni stanno effettuando distribuzioni di generi di prima necessità proprio a Khartoum.

Cosa sta succedendo in Sudan

"Assistiamo al precipitare della situazione in Sudan - scrivono su Facebook, mentre il capoluogo ligure tiene il fiato sospeso per loro in queste ore di ansia -. Fino a ieri le diatribe tra le forze militari e paramilitari erano verbali. Nella giornata l'intensificarsi delle loro presenze è stata un crescendo. L'ultimatum dato dall'esercito non ha visto un seguito, motivo per cui la situazione si è fatta sempre più tesa. Le camionette armate hanno iniziato i vari appostamenti nelle strade nel pomeriggio e nella serata di ieri. Questa mattina intorno alle 7 abbiamo udito i primi colpi di arma da fuoco, l'escalation è stata massima fino a raggiungere uno scontro totale delle forze: tank, lanciarazzi anticarro fino all'utilizzo dei caccia, i cui boati sono stati per un momento l'unico suono nel silenzio obbligato e totale della città".

"Forze militari - continuano i volontari di Music for Peace - contro forze paramilitari guidate dal Generale dei Janjaweed. Questi ultimi stanno puntando ad avere il controllo dei punti strategici della città: aeroporto (all'interno di cui in questo momento ci sono scontri vivi), ministeri e casa presidenziale. Per questo motivo l'area di scontro è proprio nel centro della città che ospita per altro Ambasciate e internazionali, oltre alle aree di Omm Durman e Bahri in cui si trovano le caserme e il relativo controllo sui ponti che attualmente sono chiusi".

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