Martedì, 23 Luglio 2024
Dal mondo

Women for change: cinque progetti per salvare l'Africa

Il concorso proposto da La Fondation Orange e Women's Forum vede cinque progetti umanitari per salvare il continente nero: case famiglia, centri d'ascolto, scuole... ciò che li accomuna è che ad idearli sono state cinque donne

Una nuova iniziativa umanitaria dalla forte valenza sociale ed internazionale: “Women for change”. La Fondation Orange e Women's Forum uniscono le forze e indicono il concorso Women for change: una premio di 25 mila dollari al miglior progetto umanitario proposto da donne africane per aiutare il proprio continente e sostenere i diritti dei loro conterranei.

Le cinque finaliste si impegnano proponendo progetti in favore del diritto delle donne, dei bambini, delle popolazioni emarginate; la loro visione di contributo per rendere il mondo un posto migliore. A decidere quale sarà il progetto vincente saranno le persone comuni: chiunque infatti potrà votare il suo preferito direttamente dal sito della fondazione. Verso la metà di ottobre verrà proclamata la vincitrice.

AIUTARE LE DONNE AFRICANE: L'ULTIMO SOGNO DI RITA LEVI MONTALCINI

Ecco le cinque finaliste:
Brigitte Michel, associazione A.I.L.E.S (Aides, Info, Liberté, Espoir et Solidarité);
Isola Mauritius - ridare fiducia in sé stesse alle donne vulnerabili:
Il progetto consiste nell'aiutare le donne tossicodipendenti, vittime di malattie ed esclusione sociale, ad uscire dal tunnel della droga e ricostruirsi una vita normale. Prevede lo sviluppo di attività per permettere a queste donne di acquisire e consolidare delle capacità professionali per poi aiutarle a creare una micor impresa nel loro territorio.

Marie Nomo Messina, associazione Main dans la Main:
Camerun – aiutare i bambini abbandonati;
L'associazione garantisce la protezione per tutti i bimbi del Camerun contro tutte le forme di violenza e sfruttamento, assicurando anche loro sostegno psicologico e fisico e somministrando le cure adatte e incoraggiandoli a seguire i corsi scolastici.  

Maria Raharinarivonirina, associazione SOS Village d’enfants:
Madagascar – migliorare e modernizzare la vita rurale grazie alle donne;
Il Grande Sud è considerato la regione più desertificata ed analfabeta dell'isola. Qui la condizione della donna è seriamente misera e dolorosa. Il progetto in questo caso è incentrato su un lungo processo che coinvolge la lenta rivalorizzazione della figura della donna, in una socità estremamente maschilista. Si lavorerà per rendere più autonoma la donna, per la sua emancipazione in tutta la regione.

Anta Mbow, Centre Empire des Enfants:
Senegal – reinserimento in società dei bambini vulnerabili e indifesi;
Un centro di accoglienza, ora solo a Dakar ma c'è in progetto un'espansione, dove accogliere bambini e giovani ragazzi soli, per aiutarli, sostenerli e dare loro una nuova prospettiva di vita. Nella stra grande maggioranza dei casi si tratta di giovani vittime di abusi e violenze, sfruttamenti e situazioni di grande precarietà.

Sarah Toumi, association Ajmi Toumi_
Tunisia – aiutare le famiglie in difficoltà economica e sociale, in particolare la figura della donna;
In Tunisia una persona su quattro vive con meno di due dollari al giorno. Il progetto dell'associazione mira a rinforzare le capacità della donna nelle zone rurali, dandole la possibilità di avere accesso ad una formazione, un impiego ed un micro-credito epr gestire al meglio al famiglia e la sua vita.

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