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Giovedì, 18 Aprile 2024
l'attesa è finita / Cina

Xi ha chiamato (finalmente) Zelensky

I due presidenti hanno avuto il primo colloquio dall'inizio dell'aggressione russa in Ucraina. La Cina invierà il rappresentante speciale del governo per gli affari eurasiatici nel paese devastato dalle bombe russe

Dopo settimane di incertezze e tentennamenti, finalmente è arrivata l'attesa telefonata tra il presidente cinese Xi Jinping e l'omologo ucraino Volodymyr Zelensky, su iniziativa di Kiev, secondo quanto afferma il governo cinese. Un colloquio telefonico che potrebbe cambiare le sorti della guerra russa in Ucraina. Ma potrebbe anche rafforzare la volontà di Pechino di attestarsi come mediatore nei grandi conflitti globali. 

Da quando è cominciato il conflitto lanciato dal presidente russo Vladimir Putin (legato da una amicizia "senza limiti" con il leader cinese), Xi non aveva mai parlato con Zelensky. Lo scorso marzo, il Wall Street Journal aveva anticipato per primo la telefonata tra i due presidenti, che però non c'è stata. In seguito si erano diffuse le voci che il presidente cinese avrebbe chiamato l'omologo ucraino dopo il suo viaggio in Russia: anche in questo caso, però, Xi non ha alzato la cornetta. E ancora. L'ultima speranza era che Xi sentisse Zelensky dopo la visita a Pechino del presidente francese Macron e della numero uno della Commissione Ue von der Leyen. Speranza poi disattesa con il silenzio del presidente cinese.

Il doppio gioco della Cina nella guerra in Ucraina

Fino a oggi, però, quando i due presidenti hanno avuto il primo colloquio dall'inizio dell'aggressione russa in Ucraina. Xi e Zelensky, secondo i resoconti dei media di stato cinesi, hanno parlato dei decennali rapporti tra Pechino e Kiev. Nel dialogo è emersa anche la posizione della Cina sulla guerra: Pechino, che non ha mai condannato l'aggressione russa né ha chiesto il ritiro delle truppe russe dal territorio ucraino, ha sempre promosso la via del dialogo e del negoziato per porre fine al conflitto e a un cessate il fuoco.

Come ribadito anche nel lungo colloquio telefonico di oggi durato un'ora, durante il quale Pechino ha affermato che inoltre invierà  Li Hui, il rappresentante speciale del governo per gli affari eurasiatici in Ucraina e in altri Paesi per avere un colloquio con tutte le parti e trovare una soluzione politica alla "crisi ucraina" (termine usato da Pechino, così come da Mosca, per indicare il conflitto russo). Scegliendo di inviare la figura del rappresentante speciale, Pechino riconosce la sovranità territoriale del paese attaccato dalle truppe del Cremlino. Una scelta necessaria per la Cina, che mira a smarcarsi nuovamente dalle controverse osservazioni dell'ambasciatore cinese in Francia sulla sovranità dei paesi che sono diventati stati indipendenti e membri delle Nazioni Unite dopo la caduta dell'Unione Sovietica nel 1991. La via della pace, per il leader cinese, è l'unica da perseguire: il presidente Xi ha sottolineato al suo omologo ucraino che la Cina "è sempre stata dal lato della pace". 

''La Cina non ha creato la crisi ucraina, né è parte della crisi. In qualità di membro permanente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e di grande paese responsabile, la Cina non resterebbe a guardare, né getterebbe benzina sul fuoco, tanto meno sfrutterebbe la situazione per ricavarne vantaggi personali", si legge in una serie di tweet pubblicati dalla portavoce degli Esteri cinese, Hua Chunying, che ribadisce come "sulla crisi ucraina, la Cina è sempre dalla parte della pace. La sua posizione è quella di facilitare i colloqui per la pace".

Cos'è il "piano di pace" che la Cina presenterà alla Russia

Il gigante asiatico, a pochi giorni dal primo anniversario della guerra in Ucraina, aveva presentato un "piano di pace" di 12 punti, cioè un documento programmatico sulla guerra che era stato criticato e accolto con scetticismo dalla comunità internazionale. Gli Stati Uniti e diversi paesi europei hanno sollevato dubbi sulla proposta di pace in 12 punti della Cina per l'Ucraina, definendola troppo vaga poiché non offre alcuna via concreta per uscire dalla guerra, ma potrebbe essere utilizzata da Putin per promuovere una tregua che lascerebbe alle sue truppe il controllo di territori occupati.

Dopo l'annuncio della telefonata tra Xi e Zelensky, Mosca loda la disponibilità di Pechino a compiere sforzi per un processo negoziale sull'Ucraina. E torna a condannare quello che definisce il rifiuto di Kiev a ogni iniziativa. "Notiamo la prontezza della parte cinese a compiere sforzi per stabilire il processo negoziale" ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova secondo quanto riporta la Tass, sottolineando di vedere "un'ampia consonanza dei nostri approcci di principio" con le proposte del piano di pace cinese. "Per il momento, il regime di Kiev sta dimostrando il suo rifiuto di qualsiasi iniziativa sensata volta a una soluzione politica e diplomatica della crisi ucraina", ha poi aggiunto, attaccando quelli che chiama i "burattini" di Kiev e accusandoli di subordinare ogni eventuale accordi a "richieste deliberatamente irrealistiche".

Anche la Francia ha accolto positivamente il dialogo tra i due leader, lanciando un appello al dialogo per "contribuire a una risoluzione del conflitto" in Ucraina nel rispetto degli "interessi fondamentali" di Kiev e "del diritto internazionale". 

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