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Sabato, 28 Gennaio 2023
La strage quotidiana / Stati Uniti d'America

Entra in un negozio, spara e uccide tre persone a caso: poi scappa in auto e si suicida

Nuova strage negli Usa delle "armi facili". L'ultima a Yakima: è la 40esima "sparatoria di massa" del 2023, i numeri non sono mai saliti così rapidamente come quest'anno. L'autore degli omicidi è un giovane di 21 anni. Non conosceva le sue vittime

Un'altra strage con armi da fuoco negli Usa. Un massacro quotidiano, che non ha fine. Un giovane di 21 anni si è suicidato dopo aver sparato e ucciso tre persone nella città di Yakima, 100mila abitanti nello Stato di Washington, nel nordovest degli Usa.

La strage di Yakima: uccide tre persone, poi scappa e si suicida

Il killer si chiamava Jarid Haddock: era stato individuato dalle riprese delle telecamere di sicurezza. La strage è avvenuta in un negozio. Haddock si era dato alla fuga, alla guida di una Chrysler. Le autorità parlavano di una persona pericolosa e definivano la sparatoria "casuale", mettendo in guardia la popolazione del rischio che il fuggitivo rappresentasse "per la comunità".

In base alle prime sommarie ricostruzioni, riferite ai media dal capo della polizia di Yakima Matt Murray, il 21enne si è avvicinato con la sua auto a un benzinaio, dove ha provato a entrare nel negozio vicino alle pompe senza successo perché le porte erano chiuse. Poi ha attraversato la strada e si è diretto verso un negozio della catena Circle K. I clienti stavano mangiando, Haddock - che era armato, non aveva il volto travisato e non ha fatto alcun tentativo di nascondere la sua identità, ha aperto la porta del negozio e ha immediatamente iniziato a sparare, uccidendo due persone. Dopo essere uscito, ha sparato a una terza persona, uccidendola. Tornato al benzinaio, ha fatto esplodere un altro colpo contro il vetro della sua auto parcheggiata (aveva dimenticato le chiavi all'interno) ed è scappato. I nomi delle vittime non sono stati resi noti dalle autorità. Un'ora dopo Haddock è entrato in un altro negozio, ha chiesto in prestito un telefono e ha chiamato la madre, pare ammettendo di aver "ucciso quelle persone". Poi si è suicidato: gli sono state trovate addosso e nell'auto grandi quantità di munizioni. La famiglia del sospettato sta collaborando con la polizia.

Quella di Yakima è la 40esima sparatoria di massa del 2023 negli Stati Uniti. I dati non sono avevano mai accelerato così rapidamente in passato, secondo i dati del Gun Violence Archive (GVA). Tra il 2019 e il 2020, il numero totale di episodi simili è passato da 417 a 610. Fino a oggi, l'anno peggiore era stato il 2021: 690 episodi in 44 stati. Nel 2022 si sono registrate 647 sparatorie di massa. L'impressionante elenco viene aggiornato quotidianamente, da anni, sul sito Gun Violence Archive. Everytown for Gun Safety, la non profit anti-armi creata dall’ex sindaco di New York Bloomberg, calcola che fra 2015 e 2020 i minori di 18 anni sono stati protagonisti di 2.070 sparatorie (parte delle quali involontarie, con colpi partiti da armi maneggiate in maniera superficiale): 765 morti e 1.366 feriti. Dopo una delle ultime stragi in California, il presidente Biden ha rimarcato come la situazione nel Paese richieda "un’azione forte", e ha chiesto al Congresso "di agire rapidamente e approvare il divieto di armi d’assalto".

Quante armi circolano negli Stati Uniti

Nonostante si complicato avere dati precisi, secondo alcune stime negli Usa ci sono circa 393,3 milioni di armi per 330 milioni di abitanti. Sparuti tentativi di modificare le leggi sul libero possesso delle armi sono stati per decenni e decenni stoppati sul nascere, dalla potente lobby armiera nell'attività legislativa e per l'intransigenza della destra repubblicana. La scorsa estate il presidente Biden ha firmato una legge sulle armi, "la più significativa negli ultimi 30 anni" e la prima, dopo molti anni, a intervenire in materia. Prevede, tra l'altro, finanziamenti per gli Stati che si impegneranno a ridurre la possibilità che le armi finiscano nelle mani di individui considerati un pericolo per se stessi o per gli altri e porrà fine alla cosiddetta "scappatoia del fidanzato", bloccando la vendita di pistole a quanti sono accusati di violenze domestiche anche contro i partner non sposati. Tuttavia, il provvedimento non interviene sulla vendita di fucili di assalto né su quella dei caricatori ad alta capacità. Le stragi con armi da fuoco non si fermano.

Il secondo emendamento della costituzione degli Stati Uniti d'America protegge il diritto di detenere e portare armi: "Essendo necessaria alla sicurezza di uno Stato libero, una ben organizzata Milizia, il diritto dei cittadini di detenere e portare Armi, non potrà essere violato", recita il testo. Viene contestato da chi si oppone al possesso facile di armi da parte di singoli, mentre rappresenta per i favorevoli una protezione legale antica quanto gli Stati Uniti. Gavin Newsom, democratico, governatore della California, oggi lo definisce ormai "un patto suicida". Newsom ha chiarito di non avere "alcuna opposizione ideologica" contro le persone che "responsabilmente" possiedono armi, se vengono fatti controlli sui precedenti penali e se viene fornita formazione su come usarle. Ma, dopo i fatti degli ultimi giorni, pare evidente che le attuali norme sul libero possesso di armi non siano più adeguate a limitare nemmeno in minima parte le stragi (ammesso e non concesso che, adeguate, lo siano state mai). Finora, sono più di 2.800 i morti per arma da fuoco negli Stati Uniti nel solo 2023. 2.800 morti in meno di un mese.

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