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Mercoledì, 22 Maggio 2024
La battuta / Ucraina

Zelensky: "Se a Berlusconi piace la vodka gliela mando e risolviamo"

Il presidente ucraino in due interviste a media italiani parla anche della vodka che Berlusconi dice di aver ricevuto da Putin. Non mancano i ringraziamenti per Giorgia Meloni

Giro tra i media italiani per il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ma tra i tanti messaggi sulla guerra in Ucraina spiccano quelli rivolti direttamente ai politici italiani, Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni su tutti. "Per noi è fondamentale non perdere il sostegno italiano e di nessun altro Paese, che abbiamo coltivato con grande sforzo contro l’intensa campagna di disinformazione diffusa dal Cremlino negli ultimi anni", ha detto Zelensky in un'intervista concessa nei suoi uffici a Kiev a Corriere della Sera, Repubblica e Sole24Ore in cui parla anche dei rapporti tra Berlusconi e Putin, facendo il suo personale invito al leader di Forza Italia.  

Zelensky e l'invito a Berlusconi per la vodka ucraina

"Ho sentito le dichiarazioni di Berlusconi. Non lo conosco personalmente. Ma forse anche noi dobbiamo mandargli qualche cosa. Gli piace la Vodka? Noi ne abbiamo di ottima qualità in Ucraina, se vuole gliela regaliamo". Le parole del presidente ucraino Zelensky si riferiscono a uno degli audio di Berlusconi in cui il presidente di Forza Italia diceva di aver ricevuto 20 bottiglie di vodka da Putin.

Chi ha fatto uscire gli audio di Berlusconi su Putin e perché

Zelensky aggiunge: "Non so, cosa gli posso regalare? Vodka? Ho una buona vodka. Se una cassa di vodka è abbastanza per portare Berlusconi dalla nostra parte, allora risolveremo finalmente questo problema".

Per Zelensky c'è un problema di propaganda russa. "Credo che parte della nostra debolezza sia dovuta al lavoro della propaganda russa - dice il presidente ucraino -. Ecco il motivo per cui io di persona dal primo giorno dell’invasione ho creato un sistema di comunicazione continua per fornire la vera versione dei fatti. Abbiamo visto dall’invasione russa della Crimea e del Donbass (nel 2014, ndr) che l’arrivo dei carri armati è preceduto dalla campagna delle false notizie".

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Nonostante le parole su Berlusconi, Zelensky non ha dubbi sul ruolo del governo di Giorgia Meloni: "Noi riteniamo che sia centrale mantenere il sostegno italiano per garantire quello degli altri Paesi e ciò vale anche per la compattezza dell’Europa, dove l’Italia ha un ruolo trainante in campo economico, sociale e politico. Sono comunque fiducioso: Giorgia è una donna forte che può tenere compatto il suo governo", le parole del presidente ucraino.

Zelensky: "Siamo più forti della Russia

Riguardo la guerra con la Russia, Zelensky ne ha parlato in un'altra intervista a un media italiano, al Tg1: "I russi non sono potenti come erano prima, ora siamo molto più forti di loro. Se perdiamo, perdiamo tutto, quindi per noi dopo quello che è accaduto non ci sono altri compromessi. Non abbiamo paura di loro, nessuno ha paura di loro, le cose non stanno andando secondo i loro piani", dice Zelensky che poi guarda al futuro del conflitto: "La guerra non può durare all'infinito, nel mondo moderno non può durare tanti anni, perché si tratta di una guerra sul continente europeo. Ci stiamo preparando a una guerra di breve durata che terminerà con una vittoria, è molto importante non congelare questo conflitto come è stato fatto nel 2014. Abbiamo proposto una formula di pace in dieci punti, vogliamo finire questa guerra con una vittoria di tutti noi, che sarà una vittoria storica e anche le generazioni future dei russi ci ringrazieranno".

Infine, la richiesta di nuove armi e i ringraziamenti a Giorgia Meloni: "Stiamo aspettando anche il sistema di difesa aereo, è molto importante sapere che posso difendere le nostre centrali elettriche, ci serve l'aiuto congiunto di tutta l'Europa. Dall'Italia abbiamo ricevuto un pacchetto di aiuti, il che significa che il sostegno della premier Giorgia Meloni non è cambiato. Anzi, la ringrazio e la aspetto, so che sta arrivando". conclude Zelensky sul viaggio imminente della presidente del Consiglio a Kiev.

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