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Lunedì, 20 Maggio 2024
Il summit / Ucraina

Più armi, ma niente ingresso Nato. E Zelensky si infuria con gli alleati: "Meritiamo rispetto"

La bozza di conclusioni del vertice di Vilnius non apre all'adesione di Kiev. Il leader ucraino: "Così incentivate la Russia a continuare la guerra"

La Germania ha annunciato che invierà all'Ucraina armi e mezzi per un valore di quasi 700 milioni di euro. E anche la Francia dovrebbe fare lo stesso. Ma l'annuncio di nuovi aiuti militari da parte dei principali alleati occidentali non è bastato a placare delusione (e la rabbia) di Volodymyr Zelensky per la piega che sta prendendo il vertice Nato di Vilnius. Un vertice che, nelle speranze del presidente ucraino, avrebbe dovuto aprire la porta dell'Alleanza a Kiev, se non nell'immediato, almeno con un riferimento temporale chiaro. Invece, le ultime bozze di conclusione del summit, che dovrebbero essere quasi definitive, non contengono alcuna apertura. "L'Ucraina merita rispetto", ha detto Zelensky sul suo canale Telegram. Aggiungendo che in questo modo si incentiva la Russia "continuare col suo terrore".

La furia di Zelensky

Stando all'ultimo testo circolato tra i governi alleati, la questione dell'ingresso di Kiev nella Nato è relegato a un passaggio in cui si afferma la volontà dei Paesi "di estendere un invito all'Ucraina quando gli alleati saranno d'accordo e le condizioni saranno soddisfatte", scrive Politico. Una formulazione troppo vaga per Zelensky: "È inaudito e assurdo che non ci sia un calendario né per l'invito né per l'adesione dell'Ucraina alla Nato e che si aggiungano strane formulazioni sulle condizioni anche solo per l'invito", ha attaccato il leader sul suo canale Telegram. "Apprezziamo i nostri alleati. Apprezziamo la nostra sicurezza condivisa. E apprezziamo sempre una discussione aperta. L'Ucraina verrà rappresentata al summit Nato di Vilnius. Perché è una questione di rispetto. Ma anche l'Ucraina merita rispetto", ha proseguito.

L'attendismo degli alleati

Il timore di Zelensky è che tra le "condizioni" per l'invito (ossia per ricevere un primo via libera a un percorso che solo in un secondo momento potrà lanciare i veri e propri negoziati di adesione) ci sia quella di scendere a compromessi con la Russia per porre fine al conflitto. Zelensky lo dice chiaro e tondo: "Viene lasciata una finestra di opportunità per contrattare l'adesione dell'Ucraina alla Nato in negoziati con la Russia. Per la Russia questa è una motivazione per continuare col suo terrore. L'incertezza è debolezza", ha concluso nel suo intervento. I toni del presidente ucraino non sembrano avere scosso più di tanto i leader Nato: tanto la Germania, quanto gli Stati Uniti sono sulla stessa linea, che è quella di attendere tempi migliori per concretizzare il sogno di Kiev di raggiungere l'Alleanza. 

Berlino, forse per indorare la pillola, ha annunciato in vista del summit di Vilnius un nuovo pacchetto di aiuti militari per l'Ucraina del valore di circa 686 milioni di euro: secondo Politico, il pacchetto include 40 veicoli da combattimento di fanteria Marder, 25 carri armati principali Leopard 1 A5, cinque veicoli di recupero carri armati Bergepanzer 2, oltre a due unità di lancio per il sistema di difesa aerea Patriot. Berlino consegnerà anche più munizioni, inclusi 20.000 proiettili di artiglieria e sistemi anti-drone e anti-mine.

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