Sabato, 20 Luglio 2024
Il caso

Con il passaggio all'auto elettrica lo Stato perderà 3,8 miliardi di tasse

Allo studio del governo una imposta sulle ricariche elettriche

La transizione energetica nei trasporti potrebbe costare cara allo Stato: nel 2030, con 4 milioni di auto elettriche in Italia verrebbero a mancare un milione di tonnellate di carburanti e circa 3,8 miliardi di introiti dalle accise. Almeno secondo la stima del presidente dell'unione della società petrolifere (Unem), Gianni Murano, secondo cui "il governo dovrà far quadrare i conti e la scelta sarà quindi politica".

E contro lo stop ai motori endotermici si alza ancora la voce del ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto pronto a contrastare quanto previsto dal regolamento europeo sulla riduzione delle emissioni di Co2. Il ministro aveva annunciato che il governo sta già riflettendo sul tema delle accise: sul piatto la possibilità di traslare le accise da benzina e gasolio alle nuove forme di alimentazione verde fino alla possibilità di studiare un aumento del prelievo sulle ricariche elettriche.

Auto elettriche, cosa cambia

Di certo è che con l'arrivo dell'elettrico anche le imprese petrolifere accuseranno il colpo: "In prospettiva, i consumi petroliferi sono destinati a diminuire, ma a crescere sarà la componente rinnovabile che, in base all'attuale normativa comunitaria, al 2030 nei trasporti dovrà arrivare al 29%". Unem stima un calo dei consumi di prodotti petroliferi al 2030 di quasi 8 milioni di tonnellate rispetto ad oggi, mentre i biocarburanti e gli altri carburanti low carbon passeranno dagli attuali 1,7 milioni a circa 6 entro sei anni e a 8,8 nel 2040.

I petrolieri lamentano poi un modello di rete autostradale, con 500 aree di servizio, che "non funziona", con il prezzo dei carburanti che "non è competitivo", "servono regole chiare che devono vedere coinvolti anche ministero e autorità dei trasporti". Ed è subito arrivata la risposta dal ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, che - in chiusura di assemblea - ha annunciato "un disegno di legge, da portare in un consiglio dei ministri prima della pausa ferragostana, per una riforma organica per la razionalizzazione della rete dei carburanti che preveda anche un aumento delle forme alternative, con incentivi significativi per la dismissione degli impianti obsoleti e inefficienti e per favorire le colonnine di ricarica elettrica e i biocarburanti".

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