Lunedì, 12 Aprile 2021

Coronavirus, crisi car sharing: gli operatori chiedono aiuto a governo e amministrazioni locali

Sebbene i servizi siano rimasti attivi durante il lockdown anche a fronte di un calo del 90% dell'utenza la richiesta di provvedimenti da parte degli operatori è rimasta inascoltata

Nonostante la drammatica riduzione del business durante l'emergenza coronavirus gli operatori di car sharing hanno mantenuto operativa l’intera flotta e i propri servizi per garantire le esigenze lavorative e di trasporto delle categorie di utenti che in questi mesi di lockdown sono stati costretti a muoversi, fornendo una valida alternativa a quanti per timore hanno scelto di non usufruire dei mezzi pubblici. Tutto seguendo i necessari standard di sicurezza per il contenimento dell’epidemia.

Nonostante ciò, le associazioni di categoria lamentano un sostegno da parte di Governo e amministrazioni locali che fino ad ora si è tradotto soltanto in parole e non in fatti: “Abbiamo chiesto al Comune di Roma di sospendere il pagamento dei canoni (1.200 euro l’anno) sostenuti dagli operatori per ogni singola auto in questa fase di emergenza in cui i consumi di car sharing si sono ridotti del 90% ma la risposta è stata negativa" fa sapere ANIASA, l’Associazione che all’interno di Confindustria rappresenta il settore dei servizi di mobilità, all’audizione nella Commissione del Comune di Roma. "Senza un adeguato supporto a livello nazionale e locale - continua la nota - gli operatori di sharing saranno inevitabilmente costretti a rivedere la propria presenza sul territorio".

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