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Venerdì, 27 Maggio 2022
Riutilizzo e riuso

Perché serve una filiera italiana per dare una seconda vita alle batterie

L'impatto ambientale generato dalla produzione delle batterie per le auto elettriche impone nuove sfide ma può essere anche un'occasione per dare una seconda vita alle batterie a fine ciclo e creare nuovi posti di lavoro

La diffusione delle auto elettriche a livello globale è accompagnata da tanti interrogativi. Uno dei principali riguarda lo smaltimento delle batterie, al momento della rottamazione del veicolo.

A tal proposito, le case automobilistiche e i vari attori dell'industria automotive, sperimentano e continuano a investire in ricerca e sviluppo, lavorando a soluzioni comuni volte alla creazione di una filiera per il riuso e il riciclo delle batterie che progressivamente saranno dismesse dai mezzi elettrici.

Perché le auto elettriche non salveranno il pianeta

Recentemente hanno fatto notizia le gigafactory di Tesla in cui le batterie vengono create e con cui anche altri grandi gruppi, come ad esempio Volkswagen, puntano a raggiungere una certa indipendeza dai fornitori ampliando la propria capacità produttiva di batterie. In previsione dell'aumento di veicoli elettrici nelle strade, ad ogni modo, è necessario trovare soluzioni per dare una seconda vita alle batterie (magari come accumulo stazionario) e a fine ciclo, una volta completamente esauste, riuscire a recuperarne tutti i preziosi componenti.

Si tratta di economia circolare contrapposta all’economia lineare dell’auto termica in cui da un bene prezioso (il carburante) viene prodotto un rifiuto, uno scarto che danneggia e che nessuno a più interesse a riutilizzare (la CO2 e le altre sostanze tossiche emesse allo scarico).

Tesla apre la fabbrica di auto elettriche e batterie più grande d'Europa

Le previsioni stimano che dal 2030 in poi, solo in Italia ci saranno approssimativamente 20 Gwh di batterie da riutilizzare, riciclare e smaltire. Oltre a porre una sfida per i vari attori coinvolti in questo processo, si tratta al tempo stesso di un'opportunità per la creazione di lavoro altamente qualificato e che al tempo stesso consentirebbe di avere a disposizione materiali come litio, cobalto, alluminio, grafite, che in Italia non esistono come materia prima vergine ma che possono essere recuperati come materia prima seconda.

Lo smaltimento delle batterie, che attualmente costituisce una delle principali argomentazioni a sostegno dei detrattori dell'auto elettrica, potrebbe dunque trasformarsi da problema ad opportunità ma affinché ciò avvenga sarà necessario intervenire a livello normativo mediante il coinvolgimento di tutte le parti in causa.

A tal proposito, lo scorso 2 maggio, RSE, Enel X Way, Cobat, Comau, Politecnico di Milano, ANFIA, Innovhub, Flash Battery, Class Onlus si sono riuniti presso la sede di RSE a Milano, per un importante incontro illustrativo  sulla filiera italiana di riciclo e riuso delle batterie al litio utilizzate in autotrazione, presentata lo scorso ottobre con lo scopo di inserire il progetto nella cornice del PNRR con l'impegno di creare le condizioni affinché ciò posso avvenire.

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