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Sabato, 15 Giugno 2024
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Rivoluzione auto: scatta l'obbligo dei dispositivi di chiamata d'emergenza a bordo

Obbligo in vigore dal 31 marzo 2018. Cosa è il sistema "eCall" e a cosa serve

Dal 31 marzo 2018 scatta l'obbligo dei dispositivi di chiamata d'emergenza a bordo: in sostanza, chi acquisterà una nuova auto o un nuovo furgone a partire da sabato prossimo avrà uno strumento in più di sicurezza a bordo. Si chiamano eCall e sono i dispositivi di chiamata di emergenza che avvisano automaticamente i servizi di soccorso in caso di incidenti stradali. Come ha spiegato Dario Prestigiacomo in un articolo su EuropaToday, si tratta di una misura varata dall'Unione europea nel 2015: ogni dispositivo è collegato al 112 e, in caso di incidente stradale, invierà una chiamata automatica al servizio di soccorso comunicando dati come il tipo di veicolo, il carburante utilizzato, l'ora e il luogo esatto dell'incidente e il numero di passeggeri. Secondo l'eurodeputata Olga Sehnalová, "l'eCall contribuirà ad aumentare la sicurezza degli utenti della strada riducendo significativamente i tempi di arrivo dei servizi di soccorso in caso di incidente grave. Sfortunatamente, il numero di morti sulle strade europee è ancora inaccettabilmente alto".

Chiamata d'emergenza eCall obbligatoria sulle auto nuove: cos'è e come funziona

Il nostro Paese è già partito con la sperimentazione, anticipando il resto dei paesi europei. Da maggio, infatti, su 3 milioni di veicoli è attivo Private eCall grazie allaTsp Association – di cui fanno parte aziende come Europ Assistance Italia, Viasat, Vodafone Automotive, Tim, Way, Lojack Italia, Multiprotexion e GeneraliCar – e l’Areu Lombardia, Agenzia Regionale Emergenza Urgenza. Tramite le black box, dispositivi elettronici dotati di rilevatori Gps incorporati, vengono registrate le dinamiche del veicolo e in caso di sinistro un segnale di allerta è automaticamente trasmesso alla centrale operativa del Telematics Service Provider. Questo avviso si attiva da solo in caso di incidente - anche quando gli occupanti hanno perso conoscenza - generando un’immediata procedura che valuta la gravità dell’evento e invia i soccorsi necessari nei tempi più rapidi possibili. Qui l'intervista a Riccardo Torchio, Marketing and Communications Director di Europ Assistance Italia, che spiega nel dettaglio in cosa consiste questa procedura.

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Il sistema eCall, come detto, ha l'obiettivo di ridurre il numero delle vittime della strada. Stando ai dati del 2016, sulle strade Ue circa 25.500 persone hanno perso la vita e 135mila sono rimaste ferite gravemente. L'Ue si è posta l'obiettivo di dimezzare il numero di vittime della strada tra il 2010 e il 2020, ma il passo è ancora lento. Nel 2016, la maggior parte degli incidenti stradali (55%) si sono verificati sulle strade rurali. In media, solo l'8% ha riguardato le autostrade e il 37% nelle aree urbane, ossia le zone dove è più immediato il soccorso. Ecco perché il sistema eCall potrebbe salvare molte vite umane, secondo i legislatori europei.

"Con eCall, i tempi di risposta dei servizi di emergenza saranno ridotti del 50% nelle aree rurali e del 40% nelle aree urbane, portando a una riduzione degli incidenti mortali stimata fino a 1.500 vite salvate all'anno – dice Sehnalová - La legislazione ha reso il sistema basato su una chiamata di emergenza pubblica utilizzando il numero di emergenza europeo 112 e operando oltre confine".

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