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Lunedì, 4 Marzo 2024
il nuovo standard divide

Auto Euro 7, i costruttori contro le nuove norme Ue: "Troppi costi, rallentano la transizione"

Il nuovo standard europeo sulle emissioni inquinanti ha obiettivi molto ambiziosi in termine di riduzione della CO2 e di particolato, tuttavia, secondo le case automobilistiche sarebbe in contraddizione con il processo di transizione verso la mobilità elettrica

Dal 2025 le auto in Europa dovranno essere in regola con gli standard Euro 7: lo stabilisce una normativa approvata ieri 10 novembre dalla Commissione Europea che fissato i nuovi criteri di riduzione delle emissioni nel tentativo di rendere i nuovi veicoli che verranno immessi sul mercato il meno possibile inquinanti. Una ulteriore stretta fin quando non si arriverà allo stop ai motori a benzina e diesel previsto per il 2035. Secondo quanto stabilito dalla Commissione europea, la nuova normativa dovrebbe entrare in vigore dal 2025 per le auto e dal 2027 per i veicoli pesanti. La proposta, che ora dovrà passare il vaglio di Consiglio e Parlamento, sostituisce e semplifica le norme esistenti e stabilisce:

  • la riduzione degli ossidi di azoto fino al 56% per camion e autobus e del 36% per le auto;
  • la riduzione del particolato rispettivamente del 56% e del 35%;
  • gli stessi limiti indipendentemente dal fatto che il veicolo utilizzi benzina, diesel, energia elettrica o carburanti alternativi;
  • prevedono di tenere sotto controllo anche il particolato che proviene dai freni e dai pneumatici, che saranno fondamentali anche con le auto elettriche;
  • sarà richiesta una maggiore affidabilità nel tempo, ovvero fino a 10 anni o 200.000 chilometri.

Per le modifiche richieste si prevede un aumento tra i 90 e i 150 euro sui costi delle auto, intorno ai 2.600 euro per autobus e camion. Secondo i costruttori queste cifre sono lontane dalla realtà.

Cos'è l'Euro 7 e perché le auto costeranno di più

L'approvazione dello standard Euro 7 non ha trovato d'accordo tutte le parti in causa. L'ACEA (Associazione dei Costruttori Europei di Automobili) ha espresso serie preoccupazioni riguardo alla proposta della Commissione Europea, poiché sostiene che già con le attuali norme Euro 6 per le auto e VI per camion e autobus, l'Ue dispone degli standard più completi e rigorosi per le emissioni inquinanti (come NOx e PM) al mondo, e che le emissioni di gas di scarico sono già a un livello appena misurabile grazie alla tecnologia dei veicoli all'avanguardia.

"L'industria automobilistica prende molto seriamente il suo ruolo di ridurre sia la CO2 che le emissioni inquinanti. L'anno scorso abbiamo avanzato una proposta molto costruttiva per un nuovo Euro 7 che porterebbe una maggiore riduzione dei criteri inquinanti, migliorando così la qualità dell'aria", ha spiegato Oliver Zipse, Presidente ACEA e CEO di BMW. "Purtroppo i vantaggi ambientali della proposta della Commissione sono molto limitati, mentre aumenta pesantemente il costo dei veicoli. La proposta della Commissione, infatti, si concentra su condizioni di guida estreme che non hanno quasi alcuna rilevanza nella vita reale".

ACEA sottolinea inoltre come la proposta Euro VII sia particolarmente dura per i camion, trascurando completamente il rapido passaggio in atto ai veicoli a zero emissioni e ignora anche l'effetto dei futuri obiettivi di riduzione della CO2 per i mezzi pesanti.

"Per conformarsi all'Euro VII, i produttori di camion dovranno trasferire sostanziali risorse ingegneristiche e finanziarie destinate ai veicoli elettrici a batteria e fuel cell alla produzione di motori a combustione interna. Ciò avrà un forte impatto sulla transizione verso veicoli a emissioni zero. Non fa bene al clima, non fa bene alla salute delle persone e non fa bene al settore", ha affermato Martin Lundstedt, CEO del Gruppo Volvo e Presidente del Consiglio di Amministrazione dei Veicoli Commerciali di ACEA.

"I responsabili politici - ha aggiunto Lundstedt - dovrebbero concentrarsi su misure che accelerino il rinnovo della flotta, dando la priorità agli investimenti in veicoli a emissioni zero, che avranno un impatto molto maggiore sia sulla qualità dell'aria che sulla riduzione delle emissioni di CO2".

L’Ue pensa al dietrofront sull’addio alle auto a benzina e diesel nel 2035

Il pacchetto legislativo Euro 7/VII probabilmente non sarà pronto prima della metà del 2024, soprattutto considerando il lungo elenco di test aggiuntivi che comprende. Le date di attuazione proposte – luglio 2025 per auto e furgoni e luglio 2027 per veicoli pesanti – non sono realistiche, dato l'enorme numero di modelli e varianti di veicoli che devono essere sviluppati, ingegnerizzati, testati e omologati prima di allora. Il nuovo standard Euro 7/VII rischia quindi di essere molto complesso e costoso, avverte ACEA.

Secondo l'Associazione dei Costruttori Europei di Automobili il focus il focus sia dell'Euro 7/VII che del regolamento sull'omologazione dei pneumatici, una volta che saranno pronte nuove e solide procedure di prova dovrebbe essere incentrato sull'impatto delle particelle provenienti da fonti non di scarico (prodotte da tutti i veicoli, compresi quelli elettrici), come quelle derivanti dall'usura dei freni e dall'abrasione dei pneumatici, che secondo le previsioni supererà quello delle emissioni di particelle di scarico. 

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