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Martedì, 16 Aprile 2024
L'inchiesta

Flixbus, chi paga davvero i viaggi low cost

I bus verdi che percorrono le strade italiane ed europee non sono di proprietà del colosso tedesco, ma di vettori locali "consorziati". Alcune ditte contattate da Today.it hanno messo in luce come funziona il sistema, tra bilanci da chiudere, manutenzione da fare e sicurezza da garantire

Esiste un settore dove l'offerta di lavoro c'è ed è pure alta. Chi ha la qualifica di autista di autobus si imbatte, facendo una banale ricerca sul web, in decine di annunci. Deve essere però disposto a lunghe tratte o a guidare di notte, spesso entrambe le cose insieme. Molte offerte arrivano da Flixbus, che gestisce una rete di autobus in Europa e negli Usa pur non avendo in realtà mezzi propri. La stessa compagnia è stata al centro della cronaca per due gravi incidenti stradali negli ultimi giorni, ma rivendica "alti standard di sicurezza". Vediamo meglio come funziona il sistema Flixbus.

Flixbus, come funziona il gigante dei trasporti low cost 

Flixbus è una società tedesca nata nel 2011 a Monaco, offre servizi di trasporto a basso costo. Oggi raggiunge più di 3.000 destinazioni in 40 Paesi, ponendosi di fatto come "concorrente" di treni e aerei. I viaggi di notte e i prezzi spesso stracciati sono due elementi che hanno contribuito al successo del marchio. Un successo che poggia su una specificità. Flixbus non è la "classica" ditta di trasporti: ha un solo pullman (indispensabile per l'iscrizione al registro elettronico delle imprese) e i suoi dipendenti hanno funzioni amministrative o commerciali. A occuparsi del servizio di trasporto sono ditte locali, spesso piccole, a cui Flixbus si appoggia. L'incasso ottenuto dalla vendita degli biglietti viene diviso: una parte è di Flixbus, l'altra dei vettori partner. Flixbus decide le tratte e si occupa delle autorizzazioni. Come appurato da Today.it le ditte partner devono provvedere all'acquisto del mezzo (sono richieste delle specifiche tecniche), alla realizzazione della tipica livrea verde, alla manutenzione, a pagare stipendi e diaria dei conducenti, al deposito, alla logistica e alle tasse.  

Alcune ditte contattate da Today.it spiegano di avere rifiutato la collaborazione con Flixbus per i guadagni ritenuti "risicati". Chi ha detto "No" parla di costi da sostenere troppo alti rispetto al guadagno. "Solo se viaggiassi sempre col mezzo pieno e senza mai un inconveniente converrebbe", confida il titolare di una ditta.

"Le tratte proposte e le condizioni indicate non mi avrebbero lasciato guadagno. Con quello che costa una manutenzione e calcolando che non sempre si vendono tutti i biglietti, basterebbe un pagamento in ritardo per avere problemi".

"Soprattutto dopo il Covid - dice a Today.it Maurizio Reginella, presidente di Abt (Associazione bus turistici) Sicilia - Flixbus ha rappresentato per molti piccoli vettori una speranza di fatturato. Copre poi una fetta di mercato particolare perché con le sue tratte fa concorrenza ad aerei e treni. Oggi in generale il settore noleggio autobus con conducente soffre la mancanza di autisti. Molti con la pandemia si sono spostati sul trasporto delle merci perché il comparto non si è mai fermato ma, al contrario, è cresciuto. Basta pensare al boom di acquisti online quando tutti dovevano stare a casa. A questo si aggiunge la disaffezione per il lavoro. Si tratta di un'attività che richiede sacrificio: si lavora quando altri vanno in vacanza, giorno e notte, feriali e festivi. Molti giovani non accettano queste condizioni. Questo spiega le molte offerte di lavoro del settore".

Offerte che spesso restano inevase nonostante si arrivi a offrire uno stipendio medio che varia in media dai 1.800 e i 2.400 euro al mese (netti) in base alla tipologia di contratto autoferrotranviere o bus turistico. Ma si tratta di lavorare anche 8 ore al giorno alla guida (non continuative), con 12 ore di disponibilità per 5-6 giorni a settimana.

Due incidenti mortali in 48 ore, Flixbus: "Standard di sicurezza alti"

Mezzi Flixbus sono stati recentemente al centro di gravi incidenti. L'ultimo il 27 marzo in Germania: un bus in viaggio da Berlino a Zurigo si è ribaltato nei pressi di Lipsia e cinque persone sono morte. Solo 48 ore prima un altro Flixbus con 46 passeggeri a bordo, più i due autisti, si è schiantato sulla A1 nel Modenese in direzione Sud al chilometro 174, e un 19enne è morto. 

I due casi hanno riacceso i riflettori sul tema sicurezza sia per la manutenzione dei mezzi sia per la condotta degli autisti. Flixbus, contattata da Today.it sottolinea l'impegno "per garantire la sicurezza dei passeggeri e del personale di bordo" e cita il "protocollo concepito per superare gli standard stabiliti dalle norme comunitarie". L'azienda ricorda di avere un programma di formazione dedicato ai conducenti, sottolinea di avere una ferrea regolamentazione dei tempi di guida-riposo e il doppio autista a bordo: "ll nostro safety concept, assai più stringente rispetto alle normative comunitarie, prevede avvicendamenti alla guida in tempi nettamente inferiori rispetto a quanto previsto dalla legge e turni notturni non superiori alle 13 ore". Ancora Flixbus sottolinea di procedere con controlli di sicurezza a sorpresa a opera di terze parti in aggiunta a quelli gestiti internamente, di avere il controllo del traffico 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 con la tecnologia gps. L'azienda poi sottolinea che la flotta "supera gli standard di sicurezza richiesti dotandosi di funzionalità e tecnologie all’avanguardia".

Alla guida 6 giorni a settimana per 2mila euro al mese

"Per entrare nella rete Flixbus ci sono vincoli ferrei come avere mezzi nuovi e solo di alcune tipologie. Chi guida deve fare dei corsi di formazione" racconta a Today.it Giuseppe, autista di lungo corso che per 5 anni ha guidato mezzi Flixbus e oggi lavora per un'altra compagnia. "Sono andato via perché la compagnia mi chiedeva di coprire tratte a lunga percorrenza facendo base lontano da casa per parecchi giorni consecutivi, la mia è stata una scelta personale".

"Ci sono le leggi europee e italiane da rispettare ovviamente a queste si aggiungono le regole aziendali - ci dice ancora Giuseppe - Il tetto massimo di ore consecutive di guida, per esempio, in Flixbus è più basso di quanto prevede la legge. Impongono riposi più frequenti. Il mezzo chiaramente non si ferma, ci sono sempre due autisti che si alternano. Sono molto rigidi sulle soste: solo quelle prestabilite e la ripartenza finito il tempo preventivato è tassativa. Una ditta, qualsiasi essa sia, non dirà mai agli autisti di forzare i tempi o infrangere le regole. Senza entrare nel merito dei singoli episodi, ricordiamo sempre che la strada ha tante incognite e ogni incidente è a sé. Al volante - aggiunge - c'è sempre una persona. Può capitare ovunque anche che ci sia il collega che magari per mettersi in mostra ha comportamenti sbagliati".

Un esempio su tutti. Vero è che esiste la carta del conducente che monitora i tempi di guida e riposo. È anche vero però che si tratta di una card attivata dall'autista. In linea di principio lo stesso può di fatto continuare a guidare oltre il consentito inserendo la card del collega o non inserendola affatto. Se sottoposto a controllo, solo allora, verrà sanzionato. Nessuno può garantire però che non ci sia chi decide di infrangere la regola.

Nel 2024 boom di irregolarità su camion e bus

Poco confortanti sul fronte sicurezza sono gli esiti della prima operazione di controllo Roadpol (la rete di polizia stradale europea) per il 2024: c'è stato un forte aumento del tasso di violazioni di camion e autobus rispetto al 2023. La campagna di controllo a livello europeo sui trasporti commerciali si è svolta dal 19 al 25 febbraio 2024. Sono stati esaminati 130.519 autobus e sono state riscontrate oltre 9mila irregolarità. In oltre 100 occasioni è stato imposto lo stop del viaggio "fino al ripristino di condizioni adeguate".

"Il tasso di violazione mostra un raddoppio del tasso delle violazioni riscontrate, passando dal 3,5 per cento del 2023 al 6,9% riscontrato lo scorso mese come spiega il commissario capo del gruppo di lavoro operativo di Roadpol Jana Peleskova. "Per il traffico merci significa che è stata riscontrata una violazione in 1 camion controllato su 3, nella maggior parte per il superamento del tempo di guida, manipolazione del tachigrafo". Per gli autobus la maggior parte delle infrazioni riguardano le cinture di sicurezza e altre limitazioni di sicurezza, la velocità, il superamento dei tempi di guida, le impostazioni del tachigrafo e i documenti del veicolo. Rilevate anche manipolazioni deliberate dei tachigrafi digitali. "Ogni anno - sottolinea Peleskova - armeggiare con le impostazioni del tachigrafo o manipolarle intenzionalmente diventa sempre più importante. Le pressioni competitive in questo settore possono favorire tali frodi, offrendo agli autotrasportatori notevoli guadagni finanziari a scapito di maggiori rischi per la sicurezza stradale".

Questa la fotografia di un servizio scelto da migliaia di viaggiatori ogni giorno che trovano nel caro vecchio autobus un'alternativa più economica a treni e aerei. Un settore in crescita ma che - come abbiamo visto - esce dal periodo del Covid con molti interrogativi: basterà la promessa di questi stipendi a rendere appetibile un lavoro che in tanti stanno rifiutando? 

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