Domenica, 1 Agosto 2021
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Allarme dal Regno Unito: le auto elettriche non riducono l'inquinamento

Secondo un esperto ingaggiato dal governo britannico le auto elettriche non ridurrebbero le emissioni di particolato, anzi, inquinerebbero di più a causa del pulviscolo prodotto dall’usura di freni e gomme

L’inquinamento atmosferico è un grave problema che riguarda il mondo intero, ma in alcune città, come ad esempio Londra, la situazione è particolarmente drammatica.

Nella giornata di ieri, il sindaco londinese Sadiq Khan ha rivelato che ogni londinese è esposto a livelli fuorilegge di PM2.5, il particolato tossico che può causare il peggioramento di condizioni patologiche riguardanti i polmoni e il cuore, come ad esempio l’asma. Khan ha promesso di fare il possibile per abbassare “l’inaccettabile e vergognoso” livello di inquinamento dell’aria entro i limiti imposti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) entro il 2030.

Polveri killer prodotte da gomme e freni: 29mila morti all'anno

Ora un consulente in materia d’inquinamento ingaggiato dal Governo, Frank Kelly, ha affermato che la circolazione in auto dovrebbe essere proibita o quantomeno che i guidatori dovrebbero essere dissuasi dall’utilizzo, se s'intende rispettare gli obiettivi posti dall'OMS. Il Professor Kelly afferma che vaste zone di Londra dovrebbero essere pedonalizzate e che soltanto le auto private dovrebbero essere autorizzate a viaggiare in città durante il giorno. La ragione di questa tesi riesiede nelle sottilissime particelle tossiche create dall’usura dei freni e dai pneumatici delle auto chiamate PM2.5, responsabili della prematura morte di oltre 29mila persone all’anno. Queste particelle sono così pericolose poiché penetrano nel fondo dei polmoni e causano problemi respiratori e al cuore.

Ridurre il numero di km percorsi

Secondo I dati pubblicati da Khan, circa il 95% dei londinesi vive in un’area in cui i limiti dell’OMS sono superati di circa il doppio. Le linee guida stabilite dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, stimano un limite annuale di 10 microgrammi per metro cubo d’aria, dati che sono raddoppiati o triplicati per ciò che concerne Londra e i suoi dintorni. In aggiunta alle gomme e ai freni, un’altra causa chiave degli altissimi livelli di PM2.5 nell’aria risiede nelle auto alimentate a diesel. Il sindaco ha affermato che sono in arrivo misure molto restrittive per migliorare la qualità dell’aria. Una di queste è l’introduzione della Toxin Tax, a partire dal 23 Ottobre, che impone un pedaggio di 10£ agli autisti che attraversano la congestion zone della capitale. Secondo la Greater London Authority, tuttavia, la principale responsabilità dell’inquinamento da PM2.5 nel Regno Unito è dovuta all’usura di gomme e freni, tanto da raggiungere il 90% entro il 2030. L’unico modo per arginare questa deriva è ridurre il numero di chilometri percorsi dai veicoli.

L'allarme di Kelly: "Auto elettriche non sono la soluzione"

La preoccupazione del professor Kelly, direttore del gruppo di ricerca ambientale al King’s College di Londra è molto alta. Egli crede che neanche il passaggio alle auto elettriche sarà sufficiente a raggiungere gli obiettivi stabiliti dall’OMS per il 2030. Questo perché il particolato prodotto da freni e gomme sarà ancora presente se la quantità dei veicoli in circolazione resterà la stessa. Secondo il Professor Kelly, le auto elettriche contribuiscono ampiamente alla diffusione di PM2.5 in particolare con l'usura dei pneumatici, poiché le auto sono più pesanti a causa delle batterie, e addirittura potrebbero produrre più emissioni delle auto standard. “Ridurre il numero di veicoli in circolazione è l’unica soluzione - ha dichiarato Kelly al Times -. Tutte le principali tratte all’interno del centro di Londra dovrebbero avere traffico limitato o interdetto. Sarebbe fantastico vedere un centro abitato dove il trasporto pubblico funzioni alla perfezione e le strade siano pedonalizzate in modo tale da non avere bisogno dell’auto durante il giorno".

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