Car-sharing, sempre più aziende lo scelgono: ecco perché

Risparmio, spesa in detrazione, ma anche l’addio alle fatture farlocche

Il car sharing può essere portato in detrazione come i taxi o le altre spese. Lo precisa un report pubblicato da Car2go: l’Agenzia delle Entrate ha infatti stabilito che il car sharing rappresenta un'evoluzione dei tradizionali sistemi di mobilità in città, pertanto, se opportunamente documentati, anche i rimborsi in relazione agli spostamenti effettuati all'interno del comune della sede di lavoro, rientrano tra quelli deducibili ai fini delle imposte dirette. Il car sharing infatti si rapporta con le procedure di rimborso come il taxi: i dipendenti e aziende hanno ora una possibilità in più per gli spostamenti in città, con gli stessi vantaggi fiscali.

Secondo grande vantaggio che offre il car sharing riguarda la possibilità di archiviazione telematica: ogni utente ha sempre accesso alle proprie fatture, con la possibilità di scaricarle e inoltrare direttamente, senza il rischio che l’originale vada perduto. Quante volte succede ai più distratti?Al fine fiscale, nella documentazione non è rilevante l’intestazione: può essere intestata al dipendente e non contenere alcun riferimento al datore di lavoro. L'importante ovviamente è che risulti per l’azienda collegamento tra incarico della trasferta e i documenti.

Ultimo vantaggio, la veridicità. Il meccanismo consente maggior controllo sulle uscite di denaro aziendali, nonché di troncare totalmente gli abusi sugli importi. Non è il guidatore a decidere né tantomeno a compilare le ricevute che saranno consegnate all’azienda. Nel car sharing il cartaceo non esiste più e con esso neanche la possibilità di taroccare i documenti, maggiorando l’importo.

A vantaggio di questo processo, che vede sempre più aziende agevolarsi,anche i taxi si sono adeguati per continuare ad offrire un servizio veloce ed efficiente. L’esempio èMy taxi: l’app online permettedi prenotare l’auto e pagare online con carta di credito.Ma non è la sola “evoluzione” sviluppata parallelamente alle auto al minuto. Per le nuove forme di mobilità aziendali, Jojob, piattaforma di carpooling italiana, arrivata ad un totale di 90mila utenti iscritti e a 100 clienti di grandi dimensioni (Amazon, Ducati, Yoox e Luxottica, più mille tra piccole e medie imprese), procede a gonfie vele con Jojob Ride, sistema che prevedela condivisione dell’auto tra dipendenti che devono spostarsi tra una città e un’altra. Il vantaggio? Dalla prenotazione dei passeggeri allacertificazione di carburante ed emissioni risparmiate. In soldoni, fino a 420 euro a viaggio. Servono altri motivi per dare un taglio alla mobilità di una volta?

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