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Venerdì, 27 Gennaio 2023
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Wetaxi, il taxi diventa condiviso

Con Wetaxi a Torino prenoti l’auto in tempo reale e condivi la corsa con altri passeggeri. Come avviene all’estero con Uberpool

All’estero gli Ncc di Uber accolgono ospiti che non si conoscono tra loro su lussuose berline nere. A Torino invece, intuito il bisogno da parte dei cittadini di un servizio smart con cui prenotare da smartphon, arriva Mytaxi che fa risparmiare condividendo la propria corsa con altre persone.

Una soluzione facile a farsi quanto a dirsi se a promuoverlo è Taxi Torino con patrocinio di ASL Torino e Città di Torino che in questi giorni con l’app lanciano anche una campagna di sensibilizzazione sulla sicurezza stradale: wetaxi sarà infati un servizio offerto ai cittadini per godersi gli eventi della città in tutta sicurezza e trovare un passaggio in taxi per tornare a casa, con sconti dal 20% al 50%. Un esempio tra tanti? Per il Movement Torino Music Festival, che si svolgerà dal 28 al 31 ottobre, chi utilizzerà Wetaxi potrà risparmiare il 50%. Ma questo succederà anche a chi dovrà raggiungere l’aeroporto di Torino Caselle prenotando nelle fasce orarie comprese tra le 6 e le 10 e tra le 16 e le 20: i padri fondatori assicurano il medesimo sconto garantito. “Con Wetaxi vogliamo trasformare il servizio di trasporto urbano, garantendo trasparenza e semplicità” spiega Massimiliano Curto, CEO della startup torinese. 

Come funziona

Il funzionamento è molto semplice e sembra adatto a tutti. Wetaxi consente infatti di prenotare gratuitamente il taxi con pochi click sullo smartphone specificando giorno e ora, avendo nell’immediato il calcolo della tariffa in anticipo inserendo punto di partenza e di destinazione, e controllando poi gli spostamenti del taxi. È l’applicazione stessa a trovare gli altri ospiti pronti a condividere la tratta e il prezzo risulta ad ogni modo scontato rispetto ad una  corsa “classica” sia se si viaggia in compagnia sia se si viaggerà senza nessun altro a bordo. Inoltre, il credito per pagare con Wetaxi può essere ricaricato anche a distanza, tramite il sito: una garanzia per quei genitori magari che vogliono agevolare i figli evitando loro di tornare a casa con autobus, bici o motorino, condividendo così il tragitto con i propri amici.

“Anti-uber” & co

L’idea può funzionare. Il servizio che punta ai giovani di Torino ma che include tutti i cittadini se funzionerà ha il potenziale per arrivare anche in altre città dove le rivolte dei tassisti hanno fallito. L’applicazione che sembra nata sull’idea di Uberpool (che in Usa funziona eccome), ma con taxi veri e propri, sembra cercare di contrastare i servizi di ride sharing privati ma anche o quelli di car sharing che con piazzole all’aeroporto e tariffe sempre più convenienti per il tragitto fuori città hanno aperto una vera e propria battaglia ai prezzi. Da ottobre staremo a vedere.
 

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