Sabato, 27 Febbraio 2021
Italia

Caro benzina, i prezzi prendono il volo mentre 5stelle e Lega studiano il "taglia accise"

Quotazioni petrolifere ai massimi dal 2014: i prezzi di benzina e diesel sempre più alti. Ma se si togliessero le accise "storiche" la benzina calerebbe di 20 centesimi al litro (aprendo un buco nei conti dello Stato)

Proseguono i rialzi dei prezzi dei carburanti alla pompa, mentre le quotazioni petrolifere internazionali si avvicinano ai massimi dal 2014. Stando alla consueta rilevazione di 'Staffetta Quotidiana', Eni ed Esso hanno aumentato di un centesimo al litro i prezzi consigliati di benzina e diesel. Rialzo anche per Tamoil sul solo diesel (+1 cent).

Benzina a 1,6 euro al litro

Queste sono le medie dei prezzi praticati comunicati dai gestori all'Osservatorio prezzi del ministero dello Sviluppo economico ed elaborati dalla Staffetta, rilevati alle 8 di ieri mattina su circa 14mila impianti:

  • benzina self service a 1,617 euro/litro (+2 millesimi, pompe bianche 1,593)
  • diesel a 1,489 euro/litro (+2, pompe bianche 1,468).
  • Benzina servito a 1,729 euro/litro (+1, pompe bianche 1,634),
  • diesel a 1,605 euro/litro (+2, pompe bianche 1,509).
  • Gpl a 0,635 euro/litro (invariato, pompe bianche 0,622),
  • metano a 0,961 euro/kg (invariato, pompe bianche 0,952).

Caro benzina: effetto rincari a pioggia

In un Paese come l'Italia dove l'85% dei trasporti commerciali avviene per strada l'aumento dei prezzi dei carburanti ha un effetto valanga sulla spesa con un aumento dei costi di trasporto oltre che di quelli di produzione, trasformazione e conservazione.

L'aumento è destinato a contagiare l'intera economia perchè se salgono i prezzi del carburante si riduce - sottolinea la Coldiretti - il potere di acquisto degli Italiani che hanno meno risorse da destinare ai consumi mentre aumentano i costi per le imprese.

"A subire gli effetti dei prezzi dei carburanti è anche l'intero sistema agroalimentare dove si stima che un pasto percorra in media quasi 2mila chilometri prima di giungere sulle tavole".

5 stelle e Lega studiano il "taglia accise"

Il contratto di governo tra Salvini e Di Maio prevede "l'eliminazione delle componenti anacronistiche delle imposte sul carburante" come le accise studiate per finanziare la guerra in Eritrea, i soccorsi dopo l'alluvione di Firenze e dopo i terremoti del '900.

Le accise sono state rese "strutturali" nel costo della benzina, eliminando ogni riferimento ai loro giustificativi, da un provvedimento del 1995 del governo Dini e dalla Legge di stabilità del 2013 che ha istituzionalizzato anche le accise del nuovo millennio, quelle approvate per finanziare il rinnovo del contratto dei ferrotranvieri nel 2004, l'acquisto dei bus ecologici nel 2005, il terremoto dell'Aquila del 2009, la cultura, l'alluvione in Liguria e Toscana, l'emergenza migranti, il terremoto in Emilia e il Salva Italia del governo Monti.

Quanto valgono le accise sui carburanti

72 centesimi di accisa su ogni litro di verde e i 61 centesimi su ogni litro di gasolio: queste il monte delle accise che nel 2017 hanno apportato alle casse dello Stato 25 miliardi di euro. 

Secondo gli studi se il governo nascente approvasse il taglio alle accise "storiche" sui carburanti il prezzo della benzina potrebbe calare fino a 20 centesimi al litro. La misura però potrebbe costare una cifra pari a 6 miliardi nei conti dello Stato.

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Fonte Unione Petrolifera

Nel mese di aprile i consumi petroliferi italiani sono ammontati a circa 4,8 milioni di tonnellate, con un incremento pari al 5,2% (+240.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2017. Lo comunica l'Unione petrolifera, spiegando in una nota che i dati sono provvisori. Nei primi quattro mesi del 2018 i consumi petroliferi complessivi sono stati invece pari a poco meno di 19 milioni di tonnellate, con un incremento dell'1,8% (+325.000 tonnellate) rispetto allo stesso periodo del 2017.

La domanda totale di carburanti (benzina + gasolio) nel mese di aprile è risultata pari a circa 2,5 milioni di tonnellate, di cui 0,6 milioni di benzina e 1,9 milioni di gasolio, con un incremento del 4,6% (+109.000 tonnellate) rispetto allo stesso mese del 2017. I prodotti autotrazione, con un giorno lavorativo in più, hanno rilevato le seguenti dinamiche: la benzina nel complesso ha mostrato un decremento dello 0,3% (-2.000 tonnellate) mentre il gasolio autotrazione un incremento del 6,2% (-111.000 tonnellate) rispetto ad aprile 2017. Le vendite sulla rete di benzina e gasolio, hanno segnato rispettivamente un decremento del 2,8% e un incremento dello 0,4%.

Le immatricolazioni di autovetture nuove, lo scorso mese, sono aumentate del 6,5%, con quelle diesel che hanno rappresentato il 52,6% del totale (era il 58,2% nell'aprile 2017), mentre quelle di benzina il 34,4% (era il 31,5 nell'aprile 2017). Quanto alle altre alimentazioni, nel mese considerato, sale il peso delle ibride al 4,2%, quello del metano al 2,4% e del gpl al 6,2%. Stabile il peso delle elettriche allo 0,1%.

Auto ibride ed elettriche coprono solo il 4% del mercato

Le auto ibride hanno coperto il 3,8% delle nuove immatricolazioni, le elettriche salgono allo 0,2%, quelle alimentate a Gpl e a metano rispettivamente al 6% e all'2,2%.

Caro benzina, aumenterà ancora: sale il prezzo della spesa, rischio bollette da incubo 

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