Sabato, 27 Febbraio 2021

Trattori che passione! La sfilata nel primo comune agricolo d'Italia

In scena, la settima edizione della "Festa" che anche quest'anno ha messo sotto i riflettori trattori di decenni, pronti a sfilare nelle campagne dell’interland di Roma e a ricordare anni di storia

Una sfilata chiude la festa della trebbiatura come fosse l'ultimo dei buoni auspici per le nuove coltivazioni. Siamo a Fiumicino, primo comune agricolo di Italia. In scena, la settima edizione della "Festa" che anche quest'anno ha messo sotto i riflettori trattori di decenni, pronti a sfilare nelle campagne dell’hinterland di Roma e a ricordare anni di storia.

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La sfilata

Il via come ogni anno è al museo a via di Valle Sarca dove risiedono cimeli storici del paese e dove l’associazione Agro di Isola Sacra ha reso questa rievocazione ormai una tradizione per i fiumicinensi, con fiumi di cibo e birra. La carovana parte da una trebbiatrice degli anni '30 installata nella piazza: oltre 25 trattori da Fiat a Giannini a Ford a Lamborghini, dal 1930 in poi, si susseguono a velocità impensabili, prendono possesso della carreggiata e dalle campagne arrivano in centro città, fino a raggiungere il mare: un intrattenimento di più di un'ora per i passanti, nonostante i veicoli oggi così antichi, nei campi siano stati sostituiti da mezzi più nuovi e performanti. Allo stesso modo conservati nelle fattorie per essere ancora una grande fonte di emozione.

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Trattori come simbolo

A fare da capofila alla carovana, il Presidente Faieta Osvaldo Franco e il Vice Presidente Mario Ceccarelli che commentano: “La consideriamo una festa per rievocare le origini e le tradizioni di una vasta zona che oggi è anche proprietà di nuovi pionieri: Fiumicino, da molti anni ormai si continua a cullare tra passato e presente, tradizione e nuovi modi di vivere anche grazie all’Aeroporto leonardo Da Vinci, Hub internazionale d’Italia.

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Anche i vespisti

Non solo veicoli da lavoro. Alla sfilata si sono aggiunti anche vespisti di ogni età con mezzi restaurati o originali, in cui la ruggine era proprio motivo di vanto. “È il primo anno che abbiamo coinvolto questo club del territorio: la tradizione piace anche ai più “giovani”. Per noi il trattore è stato simbolo di fortuna, per loro la Vespa ai tempi fu libertà: qui festeggiamo tutto questo”, aggiunge ancora il Presidente Faieta. 

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