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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
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La legge che vieta il fuoristrada in Italia

Moto, bici, 4x4, quad, non potrebbero più mettere le ruote in fuoristrada senza correre il rischio di incorrere in sanzioni. Alle Regioni il compito di regolare l'attività ludico-sportiva

Il fuoristrada è da oggi vietato in tutta Italia: il primo dicembre 2021 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale un decreto datato 28 ottobre 2021 a firma del Ministro delle Politiche Agricole Stefano Patuanelli, del Ministro della Cultura Dario Franceschini e dal Ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani, che definisce la viabilità in fuoristrada come diretta conseguenza dei "criteri minimi nazionali di regolamentazione delle risorse forestali e silvio-pastorali".

Il decreto nei fatti porta a non considerare più le vie forestali a percorsi soggetti al codice della strada richiamandosi al decreto legislativo n° 34 del 3 aprile 2018 che specifica che la viabilità forestale è "inibita al traffico ordinario".

All’atto pratico moto, bici, 4x4, quad, non possono più mettere le ruote in fuoristrada poiché la viabilità fuoristrada è concessa dal decreto solo all'attività di manutenzione, ripristino, controllo del territorio e unicamente ad autocarri, autotreni, trattori, rimorchi, macchine operatrici. Mentre viene eliminata in maniera totale l’attività ludica.

In particolare si legge nel testo "indipendentemente dal titolo di proprietà, la viabilità forestale e silvo-pastorale e le opere connesse[...] sono vietate al transito ordinario e non sono soggette alle disposizioni discendenti dagli articoli 1 e 2 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285". In pratica il codice della strada del 1992 già escludeva il transito ordinario dalle strade che interessano attività ‘forestale e silvo-pastorale', il nuovo decreto sancise una nuova delimitazione delle stesse solo ai mezzi agricoli specializzati. Quindi ad oggi dalla legge discende come se si viene intercettati con un mezzo fuoristrada si rischia di incorrere in sanzioni senza la possibilità di appello.

In una nota i deputati del MoVimento 5 Stelle in commissione Trasporti spiagno che la norma in realtà prevede che le ulteriori regolamentazioni siano in capo alle Regioni che potranno decidere se precludere o meno il transito a mezzi privati diversi da quelli di lavoro. "Auspichiamo, quindi, che gli enti locali colgano l’occasione di coniugare sia le attività economiche sia quella ludico-sportiva senza pregiudicare la tutela ambientale e paesaggistica". 

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