Domenica, 29 Novembre 2020

Uber: l’app capisce se chi chiama il servizio è ubriaco

L'app tutela ancora i guidatori. E i clienti di Uber possono rimanere a piedi

Dietro l’app oggi c’è un algortimo che fa la sintesi di diversi fattori, deducendo il livello di alterazione della persona che richiede il servizio. Quando Uber riconosce questo stato avvisa il guidatore che può passare la chiamata ad un collega o accettarla valutando se sia il caso di condividere il passaggio con altri passeggeri.

La valutazione

Ma cosa valuta l’app nello specifico? Gli errori di battitura presenti nel testo scritto, la velocità di risposta, la precisione nel cliccare i link, l’ora e la posizione del cliente - che può trovarsi in luoghi dove si concentra la movida - ma anche la posizione fisica del telefono nel momento in cui la richiesta viene effettuata, constatando se l’apparecchio se sta subendo continui movimenti.

Pro e contro

Ci sono molti pro in questo servizio “rintraccia ubriachi”: dal punto di vista della sicurezza dei guidatori, infatti, loro già sapranno la situazione prima di incontrare il passeggero. In tutto ciò però non mancano i contro... Lo scorso anno sono state ben 103 le vittime di violenza a bordo delle vetture del servizio: persone mai del tutto lucide. Perchè tutelare i driver e non i passeggeri che magari potrebbero chiedere il servizio proprio perchè non possono mettersi alla guida?

Uber, garantite le condizioni di chi è al volante, potrebbe invece essere un servizio eccellente, più sicuro anche rispetto ai consoni taxi: qui il pagamento è solo online e quindi anche la possibilità di essere raggirati economicamente in caso di malessere sarebbe abolita.
 

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