Giovedì, 29 Luglio 2021
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Uber ko a Londra

Licenza ritirata a fine mese. La società impedisce controlli su app

L'autorità di regolazione dei trasporti londinese ritirerà a partire dalla fine di settembre 2017 la licenza a Uber. Secondo una nota dell'agenzia, "non possiede i requisiti necessari per presentarsi come operatore privato". L'autorità sottolinea che le mancanze della società "comportano potenziali rischi per la sicurezza", facendo cenno all'uso di Greyball, il software utilizzato per eludere i controlli.

Messo in luce da un'inchiesta del New York Times, già mesi fa si scoprì che Uber - una volta individuate le persone che indagano sull’applicazione - utilizza Greyball per farli accedere ad una versione finta dell’app: qui gli autisti vengono avvisati e le corse disdette. Tutto secondo il programma chiamato VTOS, sigla che sta per “violazione dei termini di servizio”, creato nel 2014 e tuttora in uso in molti paesi. Lo scopo di VTOS è impedire l’utilizzo di Uber alle persone che usano il servizio con fini diversi da quello di spostarsi da un posto all’altro, come gli investigatori della concorrenza e i poliziotti che in molte città dove UberPop è attivo vanno a caccia degli autisti “illegali”, o meglio semplici automobilisti senza licenza che si improvvisano driver per arrotondare un po’.

Ma come fa Uber a individuare gli intrusi nell’applicazione? Come cita il New York Times la prima tecnica che utilizza è quella di rilevare nelle città in cui sono presenti gli uffici amministrativi le persone che in queste aree aprono e chiudono frequentemente l’app. Ma anche verificare le informazioni sulle carte di credito degli utenti per cercare legami tra polizia e istituti di credito. Per assicurarsi definitivamente che un utente sia un intruso, i dipendenti di Uber cercano infine il nome sui social network alla ricerca di collegamenti con le forze dell’ordine. Perché tutto questo? Per proteggere gli autisti da potenziali aggressioni, come se ne sono verificate in India, in Francia e in Kenya, ma anche per evitare che i concorrenti come le società di noleggio di auto di lusso localizzassero gli autisti di Uber. Nel 2014 furono proprio 177 persone incaricate da Uber a fare 5.560 false prenotazioni su Lyft – uno dei competitor – per poi annullarle pochi secondi dopo. Bloccarono il servizio per ore.

Uber ha parlato di Greyball in un comunicato. “Questo programma rifiuta le richieste di noleggio agli utenti che stanno violando i termini di servizio, che si tratti di persone che vogliono fare fisicamente del male agli autisti, di concorrenti intenzionati a sabotare le nostre operazioni o persone d’accordo con le autorità in operazioni sotto copertura pensate solo per incastrare gli autisti”. Interessa poco al sindaco di Londra Sadiq Khan, che ha affermato: "tutte le compagnie operanti a Londra devono rispettare le regole e rispondere ai più alti standard, in particolare per quanto riguarda la sicurezza dei clienti" anche quando si offre un servizio innovativo". Uber replica: "Questa decisione della capitale dimostra che Londra si chiude alle aziende innovative". La società ha anche annunciato che presenterà ricorso. La legge inglese dà tempo 21 giorni. Uber ha assunto qui 40 mila autisti per 3,5 milioni di clienti. Ma ad ogni modo anche il sindacato dei famosi “Black Cabs” sarà un osso duro con cui dover continuare a combattere: già tempo fa il servizio era finito sotto accusa per non aver denunciato alcuni reati commessi dai suoi driver, fra cui molestie sessuali nei confronti dei clienti. 
 

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